Covid-19, Vincenzo De Luca: «Siamo pronti a chiudere i confini»

Vincenzo De Luca
Credits Ansa/Cesare Abbate

Il Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca è pronto a chiudere la regione

«C’è chi preme per affrettare la ripresa, ma dobbiamo avere grande senso di responsabilità». Queste le parole del presidente De Luca che in queste ore ha fatto sui suoi canali social, come di consueto, il punto della situazione sull’emergenza coronavirus.

«Siamo di fronte a cose serie che vanno affrontate con assoluto rigore. Le autorità scientifiche ci ricordano che siamo ancora, in larga parte del territorio italiano, in Fase 1. Ho ascoltato posizioni di altri colleghi che premono per affrettare la ripresa di tutto: in Lombardia ancora ieri abbiamo registrato circa 1000 nuovi contagi. Qual è il pericolo? Che se una regione oggi accelera in maniera non responsabile, e non coerente con i dati del contagio, rischia di rovinare l’Italia intera. Se ci fossero corse in avanti in regioni dove il contagio è forte, la Campania chiuderà i suoi confini. Vieteremo l’ingresso dei cittadini provenienti da quelle zone. Non potremmo fare diversamente. Possiamo anche fare la corsa ad aprire tutto: la cosa più drammatica sarebbe riaprire le attività economiche in maniera indifferenziata e poi dopo due settimane, essere costretti a chiudere nuovamente tutto. Una nuova stagione di isolamento non la reggerebbe nessuno, vale per la Campania ma soprattutto per l’Italia. È l’unico campo in cui non si può sbagliare».

Il Presidente si è poi espresso in merito al dibattito sul MES: «Il dibattito sul MES è stato un esempio sconcertante di ideologismo, di chiacchierificio. Si tratta di un fondo Europeo che può essere destinato ai paesi in difficoltà. Per quanto riguarda l’Italia, si è parlato di 36 mln di euro per rilanciare il sistema sanitario, in contrasto al coronavirus. La cosa che va chiarita è questa: l’Europa non regala a fondo perduto questi soldi. Miliardi di euro non ce li regalerà nessuno. Parliamo di prestiti ed anticipaioni, ed il margine di dibattito che abbiamo è sugli interessi, che non vanno pagati. Bisogna avere a disposizione fondi enormi per rilanciare l’economia, e dobbiamo contrattare il fatto che i tempi di restituzione di questi fondi siano diluiti, a lunga scadenza. Quando si dice “facciamo da soli” significa che lo stato italiano deve emettere BOT e CCT, ma per piazzare sul mercato e vendere ai risparmiatori titoli di Stato Italiani, significa anche pagare interessi elevatissimi.
Mi pare del tutto ragionevole prendere le somme a disposizione a tassi d’interesse pari a 0 con tempi di restituzione lunghi. Questa è la battaglia che dovremmo fare in Europa».

Infine conclude, con i piani della Regione in vista della Fase 2: «Il piano di ripresa delle attività economiche dovrà essere sempre accompagnato da un piano di sicurezza sanitaria. Abbiamo deciso intanto di varare un piano di monitoraggio e screening nel nostro territorio. Cercheremo in queste ore di ragionare su qualche apertura e flessibità in più, valuteremo anche l’anticipo di consegne a domicilio e cibo da asporto, ma lo faremo da persone responsabili e non per ragioni di opportunismo».

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