Covid19, Maresca sulle carceri: “Decreto Ristori poco chiaro e farraginoso”

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Il nuovo decreto, adottato il 28 ottobre, rischia di ripetere il fenomeno dello “svuotacarceri”

Il Covid-19 avanza inesorabilmente in tutta Italia e la seconda ondata di quest’autunno inizia ad essere un problema anche per le carceri.

Così come successo in primavera, nella penisola i casi positivi registrati tra i detenuti continuano a salire, obbligando le Istituzioni a pensare strategie e prendere provvedimenti su come affrontare il problema.

Gli ultimi dati del Dap, Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, rivelano che i detenuti risultati positivi sono all’incirca 540, di cui 24 trasferiti in ospedale, mentre gli agenti contagiati sono 728. Le situazioni più gravi riguardano le Regioni più colpite dalla seconda ondata di Covid-19: la Lombardia, con 161 detenuti e 183 agenti positivi; e la Campania, che conta 73 detenuti positivi e 157 agenti.

Dato il grande sovraffollamento nelle carceri, le difficoltà potrebbero aumentare giorno dopo giorno, con la possibilità che gran parte dei detenuti diventino positivi. Per far fronte a tutto ciò, il Governo ha inserito nel Decreto Ristori del 28 ottobre, su indicazione del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, una norma che legittima il passaggio alla detenzione domiciliare per i detenuti che hanno ancora da scontare una pena inferiore a 18 mesi. Il decreto ha specificato che la nuova misura varrebbe solo per i reati meno gravi, con l’obbligo del braccialetto elettronico per il controllo a distanza.

La norma, però, ha fatto riemergere discussioni su un tema già affrontato in primavera, quello relativo alle “scarcerazioni facili”. A maggio, infatti, l’uscita di Pasquale Zagaria e di altri tre boss mafiosi dai reparti del 41 bis aveva suscitato tante polemiche per il ministro Bonafede, costretto quasi alle dimissioni. Dall’attuazione del decreto ristori, sono quasi 90 i detenuti passati ai domiciliari.

Sulla questione è intervenuto il sostituto procuratore di Napoli, Catello Maresca, magistrato antimafia. «Il decreto ristori è poco chiaro e farraginoso, tanto da creare difficoltà operative e significativi intoppi», dichiara Maresca, sostenendo poi che il decreto non tiene conto di una circolare del Dap, che il 22 ottobre ha disposto l’isolamento preventivo per i nuovi detenuti e la creazione di celle per i positivi.
Maresca, inoltre, considera sbagliato l’affidamento alla polizia penitenziaria del compito di stabilire se il domicilio del condannato sia idoneo alla detenzione o meno. E sui braccialetti elettronici il magistrato sostiene: «Le risorse finanziarie risulterebbero già nulle dal 23 ottobre».

di Donato Di Stasio

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