Sarà una primavera anomala quella che ci apprestiamo ad accogliere: sarà possibile vedere gli alberi fiorire da lontano, in modo fugace, lanciando lo sguardo da una finestra o da un terrazzo.


I parchi di diverse città sono stati chiusi inasprendo le misure di contenimento che sono state imposte dal Governo con il DPCM 11 marzo 2020 all’intera popolazione, a causa della diffusione delle polmoniti causate dal virus SARS-COV-2, che manifestatosi in tutta la sua aggressività ha scatenato un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale. Una Pandemia.
Oltre alle Forze di polizia, alle Forze armate, al personale sanitario e ai volontari esiste un esercito di altrettanti professionisti che stanno svolgendo un ruolo di fondamentale importanza per il controllo del territorio, un ruolo che non sempre viene riconosciuto e percepito per la sua essenzialità: quello della Polizia Locale d’Italia.
Le Polizie Locali d’Italia sono tutte impegnate in prima linea, anche nel più sperduto Comune della Repubblica, per realizzare attive forme di controllo del territorio, rilevanti anche ai fini della tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza, con lo scopo di dare una applicazione quanto più efficace ai decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, per il contrasto del contagio da Covid-19. Significative e continue sono anche le richieste delle Prefetture-UTG e delle Questure, le quali non cessano di richiedere alle Polizie Locali forme di collaborazione attiva, sia in teatri emergenziali autonomi sia in ausilio alle Forze di Polizia dello Stato.
Si ricorda quanto contenuto in maniera esplicita nella sentenza della Corte Suprema di Cassazione 2 dicembre 2019, n. 31388 in cui i giudici di legittimità hanno chiarito che il singolo operatore di polizia locale, nella sua individualità non è “ausiliario”, ma, al contrario, agente di pubblica sicurezza “a pieno titolo” e, come tale, sempre obbligato a vegliare al mantenimento dell’ordine pubblico, alla sicurezza dei cittadini, alla loro incolumità e alla tutela della proprietà.
Egli è addetto anche a curare l’osservanza delle leggi, dei regolamenti generali e speciali dello Stato, delle province e dei comuni, nonché delle ordinanze delle autorità; a prestare soccorso nel caso di pubblici e privati infortuni.
Da ciò è facile desumere che le Polizie Locali sono ormai parte integrante e sostanziale del “sistema sicurezza”. Un ruolo, il loro, che deve far riflettere in quanto rende improcrastinabili le varie misure di sostegno delle attività di Polizia Locale, da troppo tempo richieste e da troppo tempo negate o differite.
E proprio sui diritti dei lavoratori abbiamo sentito il parere di Silvana Paci, presidente dell’ANVU, l’Associazione Professionale Polizie Locali d’Italia che nasce con l’intento di tutelare in ogni campo, gli interessi degli appartenenti alla polizia locale per sentire cosa si chiede agli operatori del settore.
«ANVU chiede, un immediato sblocco delle assunzioni a favore delle Polizie Locali, al fine di immettere nel sistema sicurezza quanta più forza lavoro possibile. Chiede, altresì, un altrettanto immediato affrancamento, sempre e solo per le Polizie Locali, dai tetti di spesa imposti ai fondi per il salario accessorio.
Questo, sia per ampliare le capacità lavorative dei dipendenti della categoria, sia per riconoscere agli stessi dipendenti la possibilità di essere equiparati, almeno economicamente e in analogia, al personale delle Forze di Polizia dello Stato in punto di indennità di ordine pubblico, erogata proprio in questi giorni.
Specificamente su tale ultimo punto, ANVU ritiene che la c.d. “indennità di servizio esterno” di cui all’art. 56-quinquies del CCNL delle Funzioni Locali del 21 maggio 2018, possa essere fissata nella misura effettiva massima contrattuale di dieci euro giornaliere, laddove la prestazione lavorativa esterna sia svolta dai dipendenti delle Polizie Locali per fronteggiare gravi e rischiose situazioni di emergenza pubblica».
La presidente Paci, inoltre, aggiunge: «Si concluda una volta e per tutte e positivamente per le polizie ad ordinamento locale, l’avviato percorso della riforma, con una legge che risponda alle loro giuste aspettative da troppo tempo negate a questi lavoratori. Sono operatori che hanno sempre e da sempre contribuito a garantire nel nostro Paese, nonostante privi delle tutele e dei diritti che lo Stato riconosce alle polizie ad ordinamento statale».
In definitiva, considerati gli elevati profili di rischio ai quali è sempre più esposta l’incolumità personale di ogni operatore di Polizia Locale, si auspica un maggiore e più incisivo intervento del legislatore nel recepire le proposte che giungono dagli operatori del settore, dalle diverse associazioni e organizzazioni sindacali e di operatori che chiedono una riforma della Polizia Locale affinché sia sottoposta al contratto di diritto pubblico e ad un nuovo ordinamento, che le riconoscano, per diritto e norma, l’equiparazione alle Forze di polizia dello Stato.

di Antonio Di Lauro

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°204
APRILE 2020

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