Covid-19 tra crollo di certezze e cambio di abitudini

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I dati scientifici che emergono da questa emergenza mondiale dovuta alla diffusione del Corona Virus – COVID-19, che negli ultimi 15 giorni sembrano sconvolgere le certezze e le economie su scala mondiale, sono sotto la continua e costante osservazione dei sanitari e degli specialisti che stanno lavorando senza sosta per cercare di comprendere la natura di questa “minaccia” per arrestarne il suo progredire. Nel frattempo nei nostri ospedali si curano con i mezzi a disposizione le persone che risultano positive al virus. Ciò nonostante è vero che ci ammala, ma è pur vero che si guarisce. È naturale preoccuparsi ma è fondamentale restare lucidi e non farsi “contagiare” da esagerazioni e supposizioni prive di fondamenta: sarebbe questo un vero problema, difficile da sbrogliare. Meglio una chiave di lettura fatta di racconti con precisione millimetrica degli accadimenti, una precisa divulgazione scientifica e una corretta comunicazione delle indicazioni del Governo.

E’ una nazione intera a riscoprirsi ferita da un nuovo avvenimento che stavolta coinvolge tutti diversamente dalle precedenti calamità naturali, terremoti e alluvioni, ed è per questo che potrà guarire solo con la forza di tutti, nessuno escluso: dai i cittadini alle istituzioni passando dagli istituti e dai comitati scientifici. 

In tal senso si evidenzia un dato importante, quello che ha interessato il comportamento del Governo che ha preferito la strada della condivisione delle decisioni sulla base di rilevanze scientifiche. Questo non si può dire che non sia stato un cambiamento anche se le opposizioni hanno preferito dare i numeri rispetto alle risorse utili per far fronte al virus o hanno utilizzato parole dal tono forte. Importante è ricordare che l’articolo 120 Cost., secondo comma, prevede che il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedono la tutela dell’unità giuridica o dell’unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali. La legge definisce le procedure atte a garantire che i poteri sostitutivi siano esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione.

E proprio con la legge o meglio con i decreti legge di questo governo, sono state ridefinite alcune regole che stanno, per il bene di tutti, cambiando le abitudini di tutti ripristinando una nuova dimensione della quotidianità. Ci si chiede in sostanza non di fermarci ma solo di riflettere sui nostri comportamenti in questo mondo sempre più iperconnesso e velocissimo. Ed allora potrebbe essere l’occasione per riscoprire la bellezza di una passeggiata al parco o al mare anche se dobbiamo salutare i nostri amici senza stringere loro la mano e o abbracciarli.

Sicuramente invece abbiamo, nostro malgrado, dovuto prendere atto dei danni economici che questa emergenza sanitaria con ormai 100 mila casi registrati sta causando soprattutto nel nord del nostro Paese ma che a macchia di leopardo sta coinvolgendo anche altri centri che in maniera indiretta. 

Certo questo non è il momento di fare polemiche piuttosto meglio criticare le decisioni in modo costruttivo per cercare di poter dare il proprio contributo perché nonostante la paura credo che ancora una volta ce la faremo a riprenderci i nostri spazi e le nostre relazioni come cittadini e come Paese. Certo conteremo vittime, e questo non dovrà cancellare la consapevolezza nel prendere decisioni serie e concrete per esempio rispetto alla sanità senza distinzione di coordinate geografiche. 

Questa emergenza per essere affrontata con determinazione deve far riemergere il senso di nazione e riportare tutti gli attori protagonisti ad un confronto serio e professionale facendo emergere il sapere e non la voglia di prevaricare, il buon senso e non i comportamenti arbitrari e un nuovo senso di unità, seppur con visioni differenti, capace di debellare un fenomeno inaspettato che ha già riscritto le relazioni globali.

di Antonio Di Lauro

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