Covid-19: Speranze, Ottimismo e Realtà – arrivano i rinforzi

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Quante voci, quanto rumore di fondo, quante dichiarazioni, quanti show, quante proteste, quante decisioni difficili prese e da prendere…..
Poco più di un anno fa, il 17/11/2019, a Wuhan in Cina, si registrò il primo caso di quello che oggi chiamiamo Covid-19. A circa un anno dall’inizio dell’epidemia una riflessione è d’uopo. 

La guerra (perché di guerra si tratta) è cominciata proprio quando un nemico invisibile, un virus (SARS-CoV-2) ha iniziato ad infettare il genere umano. Prima pochi casi, poi man mano, per le caratteristiche dell’agente patogeno e per la “verginità immunologica” del genere umano verso di essol’infezione si è diffusa rapidamente in tutto il mondo.
Questo nemico sconosciuto ha lasciato inizialmente tutti spiazzati: scienziati, governi, popolazione… Improvvisamente e velocissimamente bisognava studiare, capire, impararemettere in atto strategie e il tutto condito dall’handicap che quello che decidevi oggi, domani era già superato dagli eventi.
In relazione alla propria cultura, al proprio modo di interpretare e vivere l’organizzazione sociale, i singoli politici/ governi hanno iniziato a prendere decisioni. 
Termini e contenuti, che prima erano conosciuti solo da pochi addetti ai lavori, improvvisamente sono venuti alla ribalta e tutti hanno familiarizzato con parole come: Virus, Pandemia, Immunità, Vaccino, Anticorpi, Epidemia, Epidemiologia, Rianimazione, Polmonite interstiziale, Indice di diffusione, Curva esponenziale, Percentuali…
Inoltre, questa è stata la prima pandemia social, dove tutti e scrivo proprio tutti, hanno espresso giudizi scientifici, approcci economicisoluzioni, molti purtroppo senza alcuna competenza per poterlo fare ma, causa distorsione dei social, hanno avuto la stessa visibilità/peso (a volte anche superiore) di chi invece per una vita, con studio ed impegno, si è dedicato a questi argomenti. Alcune televisioni/trasmissioni/giornali, spesso senza scrupoli, si sono buttati su notizie dubbie amplificandole e contribuendo a creare un clima di confusioneabbiamo così visto la nascita di veri e propri schieramenti tra negazionisti, pessimisti, realisti 

Alla fine però, quando anche la potentissima Germania, che da sola detiene forse più posti letto in rianimazione di tutti i paesi Europei messi insieme, ha dovuto dichiarare il lockdown, così come il Regno Unito, alcuni Stati Americani, ecc…, la realtà e la forza dei numeri (malati, morti, fosse comuni, sanità allo stremo, pazienti che per altre patologie non trovano più spazio, economia in crisi…) hanno, con la loro crudezza, spazzato via ogni fantasiosa teoria. 

Potremmo continuare con l’analisi per ore ma, essendo la situazione ormai palese e sotto gli occhi di tutti, mi fermo e scrivo: le cose stanno cambiando e grazie al grandissimo impegno di molti, cambiando in meglio. Possiamo essere abbastanza ottimisti, un ottimismo che ancora una volta viene dalla scienza e dalla conoscenza. Comincia a vedersi la luce in fondo al tunnel. 
Quando si combatte una guerra non servono solo fucili ma occorrono tutte le armi disponibili ed occorrono con le divisioni militari capaci di utilizzarle, oltre ovviamente ad una buona strategia ed una perfetta conoscenza del nemico. Servono i fucili, gli aerei, le bombe, i sommergibili, le navi
Tornando alla lotta contro il virus, possiamo notare come i primi vaccini, da quanto dichiarato dalle aziende produttrici, sono già in dirittura di arrivo (tempi da record, impensabili solo qualche mese fa) e molti altri sono work in progress, contemporaneamente già un primo anticorpo monoclonale (LY-CoV555) contro SARS-CoV-2 ha ottenuto dalla FDA la Emergency Use Authorization (EUA) ed altri anticorpi monoclonali (forse ancora più potenti) sono alle porte.

Inoltre, conosciamo sempre meglio il nostro nemico e lo teniamo costantemente sotto osservazione. I medici hanno imparato, in brevissimo tempo, a capire le varie manifestazioni cliniche del virus ed a prevenirle/trattarle al meglio con tutte le armi efficaci di volta in volta disponibili, mettendo a punto e standardizzando percorsi terapeutici/assistenziali.

Come ho già scritto, relativamente ai vaccini, lo sforzo prodotto in questo settore è stato enorme e se i risultati saranno favorevolmente confermati, la tempistica ha del sorprendente. Ovviamente bisogna ancora studiare e capireAd esempio, la risposta dichiarata sembra essere circa il 90% (eccellente ed oltre ogni aspettativa) ma dovrà essere confermata dai dati definitivi, così come, per motivi temporali (come ho già spiegato), al momento non sappiamo ancora con precisione quanto durerà la protezione anticorpale, né possiamo escludere totalmente e con certezza effetti collaterali nel lungo tempo, anche se questi, per vari motivi biologici, sembrano essere poco probabili. Solo con la fase 4 e l’osservazione prolungata potremo avere una risposta definitiva. Secondo le proiezioni una vaccinazione di massa potrebbe già essere effettuata prima della prossima estate. 
Sul versante politico (situazione molto complessa e variegata) i vari governi, in questi mesi, hanno fatto “palestra” imparando e capendo molte cose in corso d’opera, prima tra tutte che non esiste una dicotomia tra salute ed economia e che se non si tutela la prima, al di là degli aspetti etici, anche la seconda è destinata a crollare.  
Concludendo, possiamo affermare che la guerra non è ancora finita e sicuramente ci sarà ancora da combattere ma, proprio perché si incomincia a vedere la luce in fondo al tunnel, bisogna resistere e cercare di minimizzare il più possibile le perdite. Quindi, ancor di più in questo momento, non bisogna abbassare la guardia, rispettando tutte le regole e non perché ci vengano imposte ma perché indispensabili al raggiungimento dell’obiettivo. Ognuno di noi, comune cittadino, scienziato, politico, deve quotidianamente fare la sua parte con il massimo impegno possibile per poter arrivare nel migliore dei modi alla vittoria finale.

di Salvatore Savio Aversano

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