Covid-19: quali saranno le conseguenze sociali?

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Questa terribile emergenza sanitaria porterà con sé conseguenze economiche e sociali devastanti.

Non sorprende che anche in un momento come questo continuino a registrarsi truffe, furti e condotte penalmente rilevanti, che trovano terreno fertile proprio nelle necessità di soddisfare i bisogni del momento.

Chi vive scegliendo la strada del crimine, non è pensabile che abbia adeguate controspinte etiche da cambiare in un momento come questo. Ecco dunque che registriamo, ed è assolutamente normale, che proprio ieri a Napoli alcune persone avrebbero commesso un furto ai danni del reparto Covid-19 dell’ospedale Loreto Mare, oppure che a Frattamaggiore un giovane di 26 anni sarebbe stato denunciato per frode in commercio per aver venduto illegalmente mascherine prive di scheda tecnica. L’elenco potrebbe continuare, e riguarda l’intera penisola. Tuttavia, il rischio maggiore è che l’ulteriore protrarsi di questa situazione, con la stringente normativa che vieta di allontanarsi di casa, e che obbliga alla chiusura forzata molte attività commerciali, determinerà un progressivo sgretolamento del tessuto sociale, fino ad un suo imbarbarimento. Non parlo delle difficoltà che affronteremo tutti indistintamente dalla ricadute economiche della crisi epidemica. Di ciò hanno parlato già esimiti statisti e politici. Rifletto su alcuni aspetti che sfuggono spesso alle valutazioni dei cronisti, ma che tuttavia in concreto rappresentano una componente importante della nostra società.

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Pensiamo alla moltitudine di persone indigenti che vivevano alla giornata di varie attività a nero collegate indirettamente alla presenza di gente e veicoli in giro e all’apertura degli esercizi commerciali, che adesso gioco forza non hanno più alcuna entrata. Pensiamo a chi vive per strada e contava sulla generosità dei passanti. Pensiamo a chi vive in case piccolissime, in situazioni di indigenza, dove alla difficoltà economica si aggiunge la convivenza forzata che diventa uno stillicidio psicologico, soprattutto per nuclei familiari numerosi. Pensiamo ai migliaia di immigrati clandestini, privi di dimora, o comunque privi di documenti, dunque di un medico di base e di assistenza sanitaria.

Dove riverseranno i loro bisogni queste persone, escluse da qualunque tipo di agevolazione fiscale normativizzata? A chi si rivolgeranno per avere sussidi, informazioni, assistenza?

Come gestiranno questi momenti di permanenza in casa senza poter usufruire delle nostre comodità, iPad, IPhone, Netflix e Microsoft Teams?

È concreto il pericolo che si crei un popolo di zombie sociali, che non avendo nulla da perdere potrebbe essere disposto a qualunque cosa. Ed è un rischio sempre più concreto in aree dove già la quotidianità è di per sé caratterizzata da abbandono e fenomeni di emarginazione sociale, come Castel Volturno, o come le tante disperate periferie delle città. Qui cominciano a verificarsi furti di necessità, dettati dalla fame, dalla paura.

È inutile costruirci fortezze, torri d’avorio in cui nasconderci. Il problema va affrontato, non possiamo far finta che ciò non esista. Ancora una volta la nostra classe dirigenziale è chiamata a valutazioni lungimiranti, a lungo termine. Non deve farsi trovare impreparata su questi temi credendo stupidamente che siano marginali. Il Covid 19 forse – si spera – passerà, ma gli strascichi sociali rischiano di far più danni.

di Fabio Russo

 

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