Covid-19, lo scrittore Luis Sepùlveda non ce l’ha fatta

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Lo scrittore Cileno non ce l’ha fatta, aveva 70 anni ed era ricoverato da circa un mese all’ospedale di Oviedo dopo aver contratto il Coronavirus.

 

Il coronavirus ha fatto vittima l’autore de “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore”, pubblicato in Italia nel 1993, con cui Sepùlveda aveva conquistato la scena internazionale.

In ogni bambino che è in noi c’è almeno un passo di “Storia di una gabbianella e di un gatto che le insegnò a volare”, trasformato in un film d’animazione dalla regia di Enzo D’Alo’.
Luis Sepùlveda, scrittore per tutte le età, un libero per i liberi.
Combattente, condannato all’esilio durante la dittatura di Pinochet, nemico del neoliberismo, ecologista convinto, Sepùlveda aveva riottenuto la cittadinanza cilena nel 2017 sebbene vivesse in Spagna con la moglie Carmen Yanez, poetessa cilena. Lo scorso ottobre aveva compiuto 70 anni festeggiati a Milano, in un evento organizzato dalla sua casa editrice italiana, Guanda.

Lo scrittore cileno era ricoverato dal 29 febbraio, dopo aver fatto ritorno da un viaggio in Portogallo. L’autore è stato il secondo cittadino cileno risultato positivo al test: avuto i primi sintomi il 25 febbraio e si era rivolto per la prima volta a un medico il 27 febbraio, che ne aveva disposto il ricovero nell’unità di sorveglianza intensiva dell’ospedale Covadonga di Gijón per una sospetta polmonite. Dopo che il test ha mostrato la positività al Covid-19, Sepúlveda era stato trasferito nell’ospedale maggiore di Oviedo. Anche sua moglie era stata ricoverata in ospedale perché presentava sintomi sospetti. La Yáñez da due settimane era negativa ai test. A metà marzo la moglie aveva smentito che Sepulveda fosse in coma e aveva precisato che non era in fin di vita.

 

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