COVID-19 e D.L. “Cura Italia”: non è un Paese uguale per tutti

La posizione dei Commercialisti italiani

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“La legge è uguale per tutti” è forse il brocardo italiano più famoso. Una scritta che compare in tutte le aule dei tribunali come per dire: tranquilli, lo Stato impedirà la creazione di spartiacque e tutti saranno trattati secondo il principio di uguaglianza.

Quello di uguaglianza è un principio fondamentale della Costituzione italiana, stabilito dall’art. 3, secondo cui tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge. Il contenuto dell’art.3, deve condizionare ogni singola legge vietando ogni possibile lesione del diritto di uguaglianza ed ogni tentativo di ostacolarne il godimento.

Il sacro ed irrinunciabile principio di uguaglianza non sembra però aver trovato spazio nel decreto “Cura Italia” dove si notano distinzioni e spartiacque, nell’occasione rappresentati dai milioni di euro di ricavi.

Non è questa l’Italia che vogliamo.  Lo sarebbe quando:

– i comunicati del Ministero dell’Economia e delle Finanze con i quali si differiscono i termini per i versamenti di imposte e contributi arriveranno con giusto anticipo e non fuori tempo massimo (venerdì 13.03.2020 alle ore 18.40 il MEF, sabato 14 l’INPS, per versamenti scadenti lunedì 16);

– non si faranno più distinzioni tra il tipo di attività svolta e/o il fatturato di ciascun contribuente con partita Iva, per decidere quando si dovranno pagare o non pagare imposte e contributi. Il Covid-19 colpisce tutti e non fa distinzioni di classe, di settori lavorativi, di stipendio o di fatturato;

– i versamenti sospesi per eventi eccezionali, non si pagheranno in 5 rate mensili o nelle rate decise ogni volta in base alle necessità di gettito dei Governi, ma sempre nel numero massimo di 18 rate mensili come prevede l’art. 9, comma 2-bis, della Legge 212/2000 (Statuto del Contribuente);

– sarà possibile revocare gli ordini di versamento delle imposte e contributi su modello F24 inseriti nei canali telematici dell’Agenzia delle Entrate;

– sarà riconosciuto un credito d’imposta pari al 50% del fatturato conseguito nel periodo di emergenza da Covid-19, a favore delle attività commerciali al dettaglio che non sono sospese, come le attività di vendita di generi alimentari, poiché le persone che vi lavorano per rifornire quotidianamente tutti noi, sono sottoposti ad immaginabili rischi di contagio;

– l’indennità per i lavoratori autonomi con partita Iva di 600 euro non sarà riconosciuta per il solo mese di marzo, ma per più mesi, poiché i soggetti con partita Iva non sono figli di un Dio minore rispetto a coloro che potranno usufruire della Cig;

– sarà estesa anche a coloro che pagano l’affitto delle proprie abitazioni, uffici ed attività imprenditoriali, la sospensione delle rate del mutuo prima casa, attualmente prevista per le partite Iva che hanno perso, nel trimestre successivo al 21.02.2020, oltre il 33% del proprio fatturato rispetto al 4° trimestre 2019;

– per “sconfiggere” la burocrazia, non sarà più necessario presentare innumerevoli domande a seconda del tipo di richiesta (indennità Inps, Cig, credito imposta affitto, moratoria mutui etc.) ma potrà bastare una semplice autocertificazione di chi ne ha diritto. Il caos genera caos, la finta semplificazione, complica, la burocrazia intossica;

– ai dipendenti che continuano a lavorare presso le sedi delle aziende (soprattutto quelle a contatto col pubblico) sarà riconosciuto un premio produttività esentasse di 70 euro al giorno a carico dello Stato, fino alla conclusione dello stato di emergenza Covid-19 e non di euro 100 per il solo mese di marzo, da rapportare al numero dei giorni lavorativi svolti nelle sede di lavoro;

– non sarà necessario un Decreto attuativo del MISE e del MEF (da adottare entro 60 gg dal Decreto convertito in Legge) per capire come poter usufruire del credito d’imposta del 50% delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro;

– non sarà necessario distinguere l’attività d’impresa o professionale in base alla categoria catastale di un immobile per aver diritto al credito d’imposta del 60% del canone di locazione del mese di marzo poiché neppure in questo caso il Covid-19 fa distinzioni, e può attaccare imprenditori e liberi professionisti senza “guardare” la categoria catastale dell’immobile dove essi esercitano la loro attività;

– i Governi porranno fine alle continue deroghe alla Legge della Legge 212/2000 (Statuto del Contribuente) per questioni di “cassa”, per inserire norme con effetto retroattivo, o per abrogare disposizioni agevolative quando la Legge è ancora in vigore, e sempre a svantaggio di cittadini e imprese. Anche nel D.L. “Cura Italia”, si è trovata la “cura” pro Fisco: l’emergenza Covid-19 ha permesso di prorogare di 2 anni i termini di prescrizione e decadenza dell’attività degli uffici relativamente all’anno in scadenza. Ciò vuol dire, ad esempio, che gli accertamenti al periodo d’imposta 2015 che spirava a fine anno 2020, sono prorogati a fine anno 2022;

– anche gli avvisi bonari saranno considerati come versamenti da sospendere, e non sarà dimenticato che chi ha debiti verso il fisco per avvisi bonari è uguale a colui che li ha per le cartelle e le note di debito, ed ha gli stessi, identici diritti;

– ai cittadini che hanno pagato le imposte e i contributi senza avvalersi di eventuali sospensioni di versamenti previsti da Decreti Legge, sarà riconosciuto un premio consistente nell’abbattimento del 20% della base imponibile in caso di accertamenti e controlli fiscali, anziché stabilire normativamente che gli stessi possono chiedere che del versamento sia fatta menzione sul sito istituzionale del Ministero dell’Economia e delle Finanze. I cittadini non hanno bisogno di “medaglie” ma di risposte certe con i fatti e non a parole;

– per poter compensare un credito non sarà necessario presentare preventivamente la dichiarazione dei redditi e così attendere mesi, ma sarà possibile compensare subito;

– agli infermieri e ai medici che in questo triste periodo stanno dando prova di serietà, professionalità e spirito di abnegazione assoluti, saranno riconosciuti i giusti meriti in termini di encomi e di un significativo premio esentasse a carico dello Stato;

– quando lo Stato e i cittadini si troveranno sullo stesso piano dei diritti e dei doveri.

 Questo è il tipo di Italia che tutti vorremmo, quella che Dante definisce dolce terra latina e bel paese là dove ‘l sì suona. 

di Antonio Di Lauro

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