Covid-19: cosa fare con le mascherine? Le ipotesi per maggio

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Mascherine, ne abbiamo ancora bisogno?

Esistono le condizioni per vivere un’estate senza restrizioni? Andrea Costa, sottosegretario alla Salute, pare ottimista, e afferma che le possibilità sono davvero concrete; anche se una decisione vera e propria andrà presa soltanto alla fine del mese di aprile.

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Sarà infatti indispensabile studiare i dati statistici elaborati in questi giorni di festività pasquali per meglio comprendere l’andamento progressivo del virus: «Ci sono le condizioni per un’estate senza restrizioni. Dopo due anni di regole e divieti, soprattutto dopo che gli italiani si sono vaccinati, e hanno rispettato tutte le indicazioni del governo, è giusto dare messaggi positivi».

Ottimismo o reale possibilità? Le posizioni degli scienziati, epidemiologi e virologi, sono diverse e talvolta difficilmente conciliabili. Una però è certa: la mascherina rappresenterà sempre uno strumento maggiore di protezione. Un elemento in più per il nostro sistema difensivo.

Utilizzo della mascherina, ecco cosa dicono gli esperti

In casi come questi è importante ascoltare il parere degli esperti per capire quali sono i rischi legati ad una determinata azione. L’azione in questo caso consiste nella scelta di continuare ad indossare la mascherina protettiva, e se sì di quale tipo.

«La mascherina al chiuso non va abolita, e mi pare fuori discussione sui mezzi pubblici. Poi in molti continueranno a usarla comunque, in fondo siamo un Paese anziano e prudente», questa l’opinione dell’infettivologo Massimo Galli.

Sulla stessa linea si esprime anche il  virologo Fabrizio Pregliasco: «L’obbligo di mascherine al chiuso andrebbe prorogato. Se si confermasse un indice di contagio Rt inferiore a 1 allora l’ondata attuale dovrebbe finire, ma questi giorni pasquali potrebbero essere un elemento di rischio per il loro effetto tra 15 giorni».

E così anche l’epidemiologo Massimo Ciccozzi, il quale dice: «Aspetterei i dati di maggio. A oggi dico assolutamente di tenere la mascherina al chiuso e anche all’aperto in caso di grandi aggregazioni. C’è ottimismo, ma bisogna pure avere cautela e buon senso nel valutare i dati settimanali. Aspettiamo la fine di questa settimana, anche se poi ci saranno il 25 aprile e il primo maggio. Io aspetterei».

Aperto a una prospettiva diversa invece Giorgio Palù, virologo e presidente dell’Aifa, il quale al Corriere della Sera affida parole cariche d’ottimismo: «Il virus circola sempre meno. Se continua così a maggio l’epidemia dovrebbe essersi estinta. Da noi in estate i virus respiratori vanno in vacanza. Gli italiani tra vaccinati e immunizzati per via naturale sono largamente protetti».

Mascherine. Cosa c’è da aspettarsi dal 1° maggio?

Stando al parere dei medici, per lo più sarebbe consigliabile procedere sulla strada della cautela ed evitare il rischio di accendere grossi e pericolosi nuovi focolai.

Tuttavia, l’ultima decisione spetta al decisore politico e questa dovrebbe arrivare tra il 25 aprile e il 1 maggio.

Qualcosa possiamo cominciare ad immaginare:

l’ipotesi più forte riconferma l’uso delle mascherine sui mezzi di trasporto e al cinema, dove si potrebbe passare però dalle Ffp2 alle mascherine chirurgiche (più economiche). L’obbligo di mascherine al chiuso dovrebbe essere confermato (fino a giugno, poi si vedrà) anche negli uffici e in generale nei luoghi di lavoro.

Per ora, lo ricordiamo, l’ultimo decreto stabilisce che fino al 30 aprile le mascherine sono obbligatorie in tutti i luoghi al chiuso, ad esclusione delle abitazioni private.

L’ultimo decreto anti-Covid n.24 del 24 marzo prevede anche alcuni casi in cui la mascherina (chirurgica) sia obbligatoria anche all’aperto per spettacoli teatrali, arene cinematografiche, concerti e stadi. Fino al weekend della Festa dei lavoratori restano obbligatorie le Ffp2 nei luoghi più a rischio: vanno indossate in aereo, nave, treno (non nei regionali, dove bastano quelle chirurgiche), autobus, metro, pullman, funivie, cabinovie e seggiovie coperte. A scuola, nei bar e nei ristoranti basta la mascherina chirurgica. Sul luogo di lavoro serve la mascherina solo se non si può rispettare il metro di distanza dai colleghi.

Niente mascherine per i bambini fino a sei anni, i fragili, gli accompagnatori dei disabili. Niente mascherina quando si balla in discoteca o quando si fa sport.

Secondo uno studio dei Cdc americani, con la mascherina Ffp2 al chiuso la possibilità di contagio si riduce dell’83%, con la chirurgica del 66% e con quelle di tessuto del 56%.

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