Covid-19: cosa abbiamo imparato dalla Pandemia

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L’ultimo studio dell’Istituto Tumori di Milanocondotto insieme all’Università di Siena, dimostra come il Covid, particella virale di dimensioni infinitesimali, fosse tra noi già dal mese di Settembre 2019.

Quello che lo studio non dice, e che nessuno avrebbe mai immaginato, è che sarebbe rimasto con noi per un tempo così lungo, creando panico fra la popolazione, mietendo vittime e mettendo a durissima prova il nostro e i sistemi sanitari dell’intero Pianeta.

Il Covid-19 si è inizialmente presentato come una malattia infettiva poco più grave di un’influenza e potenzialmente letale solo in soggetti con altre comorbidità, ma successivamente abbiamo scoperto che poteva essere oltremodo aggressivo anche in soggetti sani. Sono iniziati i primi contagi, le impennate e poi le migliaia di morti, tanto da rendere necessario un convoglio militare per il trasporto delle salme.
E poi c’è stata la chiusura generalizzata del Paese, con i bambini a casa e i genitori che hanno dovuto gestirsi il lavoro in famiglia, lasciando fisicamente uffici ed aziende. In tutto questo c’è stata una comunità che ha saputo resistere e un Governo che, nella prima faseha fatto tutto quanto possibile per andare in contro al calo di fatturato di tutte quelle categorie che stavano registrando perdite a causa delle chiusure forzate delle loro attività.
Vi è stata una frenesia generale per assicurarsi il possesso di strumenti di protezione. Sono stati ricercati nuovi medici e un nuovo personale infermieristico specializzato; mentre coloro che già combattevano per salvare i pazienti nelle corsie degli ospedali mostravano i primi disagi e i primi cedimenti per una situazione che diventava sempre più difficile.
I telegiornali hanno cercato di raccontare episodi di solidarietà umana e di affetto che ci hanno inorgoglito e ci hanno dimostrato quanto sia importante fare squadra per affrontare al meglio i momenti critici. Seppur scalfito non è mai mancato il desiderio di vincere la battaglia. Molti hanno perso la loro battaglia: sono deceduti illustri artisti e attori; abbiamo dovuto chiedere scusa al piccolo Joseph e a tutti coloro che hanno perso la vita in mare. Questi addii sono stati estremamente difficili ma mai è andata persa la speranza di andare avanti.
Dopo un’illusoria tregua, durata solo un’estate, ci sono stati nuovi lockdown, il virus ha ripreso forza durante la seconda ondata. Sono questi momenti assai delicati in cui dobbiamo mostrarci ancora più uniti, perseveranti e capaci di resistere. C’è forse un vaccino ed un piano per la sua somministrazione, questo sembra darci speranza. Bisogna continuare ad amare e a rispettare la Vita, questa bellissima esperienza che merita di essere vissuta anche e soprattutto quando ci mette alla prova.

di Antonio Di Lauro

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