La serie tv più attesa degli ultimi tempi va in onda tutti i venerdì pomeriggio in diretta su Facebook: il protagonista, lo sceriffo dal sorriso beffardo e il pugno di ferro, custode del sapere assoluto sulla Terra, narra con fierezza la propria lotta contro l’odiato nemico. Sui gruppi WhatsApp “oh raga, c’è De Luca in diretta vi mando il link”. E Tommy Shelby si ritrova in pausa sullo schermo del PC.

Tutto pronto, inizia la puntata: inquadratura a mezzo busto, espressione seria e provata, aplomb da padrino. Apre un foglietto serrando le labbra, sospira, declama spietato numeri e dati, si amareggia, sospira di nuovo, schiaffeggia a parole qualche collega che ha peccato di mollezza d’animo, ribadendo di contro la propria intransigenza, e poi sentenzia definitivo, spazzando via le ultime speranze di chi, in Campania, ha osato credere di poter aprire la porta di casa. “Peccato però, oggi non ha fatto ridere tanto”.

Qualcuno, per informarsi, digita su Google “Vincenzo De Luca comico” e scopre che in realtà è il governatore della Regione Campania e di mestiere fa il politico. Però come attore funziona e lo dice pure Carlo Verdone, che lo vorrebbe scritturare nel suo prossimo film perché “è il più grande attore italiano”. E così, in tempi di crisi globale e noia casalinga, il virus ha posato la sua corona sulla testa di De Luca che è diventato re dello spettacolo, eroe nazionale sui social e anche imperatore dell’universo (pagina Instagram a lui dedicata).

Nel 2020, quindi, ci sono un premier sex symbol e un presidente di Regione mezzo sceriffo/mezzo comico che occupano tre quarti dei contenuti sui social, per la gioia di creatori e fruitori di meme, in cui i due politici sono delle star: Conte sommerso di cuori e De Luca che impugna il lanciafiamme. Perché, se un tempo la politica si faceva nelle sale delle istituzioni o nelle piazze pubbliche, ora invece si fa in rete e si fa nelle case. E a chi si scandalizza e punta il dito indignato, si può rispondere che non è iniziata con la pandemia la fusione inesorabile tra pubblico e privato e che già un paio di anni fa altri politici pubblicavano sui propri canali social foto discutibili, scattate in momenti di privacy, che poco si addicevano alla pretesa di professionalità e decoro che si applica ad un uomo istituzionale.

Bisogna mettere in conto che di un politico non si guarda più tanto la competenza nel proprio lavoro, quanto il successo che ha come personaggio. Se poi riesci ad unire entrambi gli elementi, come nel caso del Presidente De Luca, apprezzato anche per la sua gestione ferma e decisa dell’emergenza sanitaria in Campania, allora hai fatto bingo. E quindi ci si deve abituare all’idea che il Presidente del Consiglio faccia breccia nel cuore delle ragazzine e che il Presidente di una Regione sia un meme vivente.

Ad ogni modo, De Luca è diventato “famoso” non solo per il suo piglio autorevole e insindacabile, che tanto è piaciuto addirittura a Naomi Campbell, la quale ha invitato l’America a prendere esempio; o per il modo di zittire senza lasciare spazio a repliche, come sa bene il povero Vespa, che per non essere stroncato sul nascere non ospiterà mai più De Luca nel suo programma; ma ciò che ammalia è anche e soprattutto la sua innata ironia, quella naturalezza che ridicolizza tutti, creando un contrasto tra le parole che dice e il modo in cui lo dice che non può non far scappare un sorriso.

Anche se, nonostante fossero meno chiacchierati, i suoi show sono in realtà molto precedenti alla sua recente ascesa: nel 2016, infatti, sosteneva che “la vera vocazione di Luigino Di Maio Fosse fare il carpentiere” e nel 2018 consigliava a Salvini “di fare coppia fissa con Rosy Bindi“. E chi era in studio ad ascoltare, ovviamente, rideva. Premonizioni, in tempi non sospetti, di ciò che sarebbe stata l’età aurea di Vincenzo De Luca, lo sceriffo di Salerno, il comico involontario, il saggio ragionevole e onnisciente. Bisogna stare a vedere se, cavalcando l’onda del successo punterà a ricoprire cariche sempre più alte in politica, ignorando la vocazione attribuitagli dal pubblico, o se, finita l’emergenza, andremo tutti a vederlo al cinema, nel prossimo film di Verdone.

di Lucrezia Varrella
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°205
MAGGIO 2020

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