Così il Covid ha cambiato la moda: Giorgio Armani sfila in tv

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Tempi duri per tutti, tempi di Covid, di novità, adattamenti e allora ecco che anche la moda cambia programmi e corre veloce verso soluzioni alternative. Ci pensa Giorgio Armani a rompere il ghiaccio: niente stop, si sfila in tv.

La prestigiosa maison italiana ha reso ufficiale la decisione già anticipata nei giorni precedenti all’annuncio: la sfilata primavera/estate 2021 uomo e donna sarà trasmessa integralmente, per la prima volta in assoluto, in televisione, sabato 26 settembre in prima serata su La7 e in contemporanea su armani.com, sui canali social del marchio e sulla piattaforma di Camera Nazionale della Moda Italiana. L’azienda chiarisce che la decisione dallo stilista è stata presa per premettere che il défilé, registrato a “porte chiuse”, possa raggiungere il grande pubblico.

La presentazione delle nuove collezioni invece avverrà con un video dedicato giovedi 24 settembre alle ore 11.30 su emporioarmani-buildingdialogues.com, il mini sito dedicato al progetto, sui canali social del marchio e sulla piattaforma di Camera Nazionale della Moda Italiana. In digitale dunque sarà possibile assistere alle performance dei modelli, ma anche di attori, cantanti e ballerini che indosseranno i gli abiti di Emporio Armani, tutto ciò sullo sfondo del quartier generale di via Bergognone.

Made in Italy

86 anni compiuti lo scorso luglio, il genio di Giorgio Armani continua a tenere alta al bandiera del made in Italy nel mondo. La sua azienda, da ben 45 anni icona di eleganza assoluta, si afferma collezione dopo collezione top brand dell’alta moda globale. La rivista Forbes, classifica “re Giorgio” come il terzo uomo più ricco d’Italia con un patrimonio che tocca quota 11,2 miliardi di dollari nel 2020.

Numeri e cifre esorbitanti che non hanno ceduto quando la crisi globale dovuta alla pandemia da Coronavirus ha investito inevitabilmente il settore della moda. Questo accade quando si ha la capacità di reinventarsi e diversificarsi ogni volta prontamente. Infatti Armani già nel febbraio 2020, è stato il primo marchio a “sfilare a porte chiuse” con una diretta in streaming per tutelare la salute degli ospiti che sarebbero dovuti essere presenti allo show. A marzo nel pieno dell’emergenza Covid, lo stilista decide di convertire tutti i suoi stabilimenti per produrre camici monouso da donare a medici e infermieri.

Cambio di rotta infine necessario per contrastare la crisi economica incombente: produzione ridotta e innalzamento dell’asticella qualità dei capi, sartoria on line per abiti personalizzati e spostamento del centro nevralgico delle sfilate da Parigi a Milano, considerando che ve ne sarà un numero molto minore e l’azienda intende puntare sull’esclusività di questi eventi, anche se, almeno i primi si svolgeranno a porte chiuse.

di Pasquale Di Sauro

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