Cos’è il whistleblowing e perché da dicembre arriva anche nelle aziende con più di 50 dipendenti

Ilaria Ainora 25/11/2023
Updated 2023/11/25 at 5:54 PM
5 Minuti per la lettura

Dal 17 dicembre le disposizioni del d.lgs. 24/2023, c.d. Decreto Whistleblowing, entrato in vigore il 30 marzo 2023, troveranno applicazione per le aziende che occupano dai 50 ai 249 dipendenti. La normativa dal 15 luglio 2023 ha trovato applicazione per le aziende più grandi (dai 250 dipendenti in poi).

Che cosa si intende per Whistleblowing?

Il whistleblowing consiste nel segnalare comportamenti, atti od omissioni che ledono l’interesse pubblico o l’integrità dell’amministrazione pubblica o dell’ente privato. Tali comportamenti possono consistere, tra l’altro, in: illeciti amministrativi, contabili, civili o penali; atti od omissioni che ledono gli interessi finanziari dell’Unione; atti o comportamenti che vanificano l’oggetto o la finalità delle disposizioni di cui agli atti dell’Unione.

Quali sono i canali di segnalazione?

La normativa individua quattro canali di segnalazione: interno (nell’ambito del contesto lavorativo); esterno (ANAC); divulgazione pubblica; denuncia all’Autorità giudiziaria o contabile.

I segnalanti possono utilizzare il canale esterno (ANAC) quando il canale interno non è attivo, non è conforme alla legge, non è efficace oppure tema ritorsioni. I segnalanti possono, invece, effettuare direttamente una divulgazione pubblica quando: non abbia ricevuto riscontro ad una previa segnalazione interna ed esterna; abbia fondato motivo di ritenere che la violazione possa costituire un pericolo imminente o palese per il pubblico interesse; tema ritorsioni oppure abbia fondato motivo di ritenere che la segnalazione esterna possa non avere efficace seguito o fondato timore che chi ha ricevuto la segnalazione possa essere colluso con l’autore della violazione o coinvolto nella violazione stessa.

Il legislatore mostra, dunque, un favor per il canale interno, secondo un criterio di vicinanza al contesto in cui si è verificata la violazione.

Quale tutela è prevista per il segnalante?

Il segnalate è tutelato da eventuali atti ritorsivi, ad esempio il licenziamento, la sospensione, la retrocessione. Un’importante novità del decreto è data dall’estensione della tutela è estesa ad altri soggetti diversi dal segnalante, quali al facilitatore, cioè chi assiste il segnalante nel processo di segnalazione e operante all’interno del medesimo contesto lavorativo, ai colleghi del segnalante, agli enti di proprietà del segnalante o per i quali le stesse persone lavorano nonché agli enti che operano nel medesimo contesto lavorativo delle già menzionate persone.

Come si calcolano i dipendenti?

Una questione applicativa che si pone è come calcolare i dipendenti per individuare al meglio l’ambito di applicazione soggettivo della normativa. Sul punto si auspicano chiarimenti in tempo utile da parte dell’ANAC. I dati normativi sul punto, invero, sono contrastanti. L’articolo 27 del d.lgs. 81/2015 attuativo del Jobs Act, ai fini dell’organico complessivo aziendale tiene conto del “numero medio mensile di lavoratori a tempo determinato, compresi i dirigenti, impiegati negli ultimi due anni, sulla base dell’effettiva durata dei loro rapporti di lavoro”. Quindi, per esempio, due lavoratori con contratti di sei mesi ciascuno, conteggiati come un unico addetto impiegato per l’intero anno. Al contrario, nelle linee guida ANAC del 12 luglio 2023, per l’applicazione della disciplina del whistleblowing si precisa che, “ai fini del calcolo della media dei lavoratori impiegati negli enti del settore privato deve farsi riferimento al valore medio degli addetti (Elaborazione dati INPS) al 31/12 dell’anno solare precedente a quello in corso, contenuto nelle visure cameraliQuando l’impresa è di nuova costituzione, considerato che il dato in questione viene aggiornato trimestralmente, va preso come riferimento il valore medio calcolato nell’ultima visura.” Le visure camerali calcolano “per teste”, senza avere riguardo della durata del contratto. Sia le linee guida ANAC che la normativa vigente del d.lgs. 81 2015 escludono dal computo i lavoratori occupati con contratto di somministrazione. Per scemare ogni dubbio, Confindustria sta lavorando ad un Vademecum con linee guida per gli operatori. 

Perché il whistleblowing è importante?

La segnalazione degli illeciti consente, in prima istanza, di evitare che gli stessi siano portati ad ulteriori conseguenze. Permette, cioè, di prevenirne la verificazione e, al contempo, di contenerne la portata, evitando che l’illecito diventi esso stesso connaturato nel contesto lavorativo. Ciò contribuisce a consolidare un’immagine positiva dell’impresa o dell’amministrazione pubblica, quale soggetto consapevole delle dinamiche che si sviluppano al suo interno e in costante miglioramento.  

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