Cosa significa davvero la storica visita di Zelensky negli Stati Uniti

Ciro Giso 22/12/2022
Updated 2022/12/22 at 9:23 PM
8 Minuti per la lettura

Dopo più di 300 giorni di guerra per il suo paese, il Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky lascia per la prima volta il paese per visitare gli Stati Uniti. Un viaggio via aereo con poco preannuncio alla stampa mondiale, un volo iper-protetto atterrato a Washington, capitale statunitense, che ha portato Zelensky in visita alla Casa Bianca, accolto dal Presidente USA Joe Biden e al congresso americano – il corrispondente del nostro parlamento – assieme alla camera, capeggiata da Nancy Pelosi e Kamala Harris, rispettivamente speaker della camera dei rappresentanti e vicepresidente degli Stati Uniti.

Momenti di gioia e commozione subito ripresi dai media internazionali e nostrani dietro cui, però, ci sono precise scelte politiche volte a saldare ulteriormente il legame tra Zio Sam e gli Ucraini, bisognosi non solo di aiuti umanitari – messi un po’ in secondo piano nei discorsi del presidente Zelensky – ma soprattutto di sostegni militari.

Zelensky: “Supporto all’ucraina non è carità ma investimento”

Tra tutti i momenti della sua visita, è stato fortissimo il momento in cui Zelensky ha letto un discorso in inglese davanti al congresso americano. “Abbiamo sconfitto la Russia nella battaglia per il controllo della guerra. Non abbiamo paura né dovrebbe averla nessuno al mondo. I russi avranno una possibilità di essere liberi solo quando sconfiggeranno il Cremlino” ha esortato il presidente ucraino.

Sarebbe ingenuo aspettare passi verso la pace dalla Russia, che ama essere uno Stato terrorista. I russi sono ancora avvelenati dal Cremlino. Il ripristino dell’ordine giuridico internazionale è il nostro compito comune. Abbiamo bisogno di pace”, ha aggiunto Zelensky, spiegando: “L’Ucraina ha già offerto proposte che ho appena discusso con il presidente Biden. La nostra formula di pace, dieci punti, che dovrebbe e deve essere attuata per la nostra sicurezza comune garantita per decenni a venire. Sono lieto di sottolineare che il presidente Biden ha sostenuto la nostra iniziativa di pace”. Zelensky ha anche ricordato l’importanza degli aiuti all’Ucraina, che “non sono carità, ma un investimento” verso un alleato – spiega – auspicando un rinnovato appoggio all’Ucraina da parte del nuovo congresso USA, che vedrà il rinnovo dei suoi componenti da Gennaio 2023.

Dopo il suo discorso Zelensky ha consegnato la bandiera nazionale blu e gialla a Pelosi e Harris: “Lasciate che queste decisioni siano prese. Lasciate che questa bandiera rimanga con voi. Signore e signori, questa bandiera è un simbolo della nostra vittoria in questa guerra. Resistiamo, combattiamo e vinceremo perché siamo uniti. Ucraina, America e l’intero mondo libero“. Mentre al presidente dell’Ucraina è stata consegnata una bandiera degli Stati Uniti.

Zelensky negli USA, Putin in Bielorussia

La visita a sorpresa di Zelensky negli USA arriva solo pochi giorni dopo l’arrivo del presidente russo Vladimir Putin in Bielorussia. Sono stati diversi gli incontri tra Putin e il presidente bielorusso Lukashenko – almeno sei – dall’inizio della guerra, ma quest’ultima visita segna il ritorno del capo del Cremlino nello stato est-europeo dopo ben 3 anni di assenza. Una visita che ha messo in allarme la capitale ucraina, Kyev, molto vicina al confine Bielorusso e quindi molto più indifesa rispetto al confine russo-ucraino.

Foto Sergei Karpuhin/Sputnik, via EPA/Shutterstock

L’Institute for the Study of War, un gruppo di ricerca americano, ha spiegato in un report che difficilmente i russi stiano preparando un nuovo assalto contro l’Ucraina, soprattutto dalla Bielorussia. Ma resta – spiega l’ISW – una buona opportunità di propaganda per allarmare l’Occidente riguardo un nuovo attacco.

D’altra parte anche Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino, ha negato qualunque rumor riguardo un possibile attacco. Il New York Times ricorda però come lo stesso Peskov, a inizio anno, negasse anche qualunque mossa militare contro l’Ucraina – fatto poi rivelatosi non veritiero, come abbiamo tutti visto. Ma non finisce qui: in giornata tanti gli attacchi dei politici russi contro l’incontro e il presidente ucraino. La portavoce del ministro degli esteri russo, Maria Zakharova, ha affermato: “Volodymyr Zelensky è il figlio di puttana dell’Occidente”.

La Bielorussia dipende molto da Mosca, dagli aiuti militari fino a quelli economici, soprattutto in termini di risorse energetiche. “Siamo capaci di difendere la nostra indipendenza e sovranità senza la Russia?” si è chiesto Lukashenko davanti le telecamere, domanda a cui ha risposto con un chiaro “No”. D’altra parte Putin di questa relazione ne guadagna di supporto militare indiretto, principalmente attraverso le esercitazioni e l’apporto di provviste. L’Occidente non è da meno: continua così da entrambe le parti la corsa ai finanziamenti e ai sostegni.

Gli Stati Uniti hanno dato all’Ucraina oltre 60 miliardi di dollari in aiuti

Non è un segreto ed è un fatto sotto gli occhi di tutti: la visita di Zelensky negli Stati Uniti non era una sfilata di convenienza ma un incontro di importanza forte storica e politica. Zelensky ha ringraziato più volte nel corso della sua visita la politica statunitense, soprattutto in merito ai nuovi sistemi di armamento promessi dal presidente Biden: “Ho buone notizie, tornando a casa. Il presidente Biden ha annunciato un nuovo pacchetto di sostegno alla difesa, circa due miliardi di dollari“, ha detto Zelensky. “E l’elemento più forte di questo pacchetto sono i sistemi Patriot, qualcosa che rafforzerà significativamente la nostra difesa aerea”.

In serata Vladimir Putin ha risposto alle dichiarazioni di Zelensky, a partire dai sistemi di difesa Patriot definiti “un sistema vecchio e obsoleto”. Secondo Putin “non funzionano quanto gli S-300 (sistemi missilistici terra-aria a lungo raggio sviluppati e gestiti dall’ex Unione Sovietica, ora nelle mani delle forze russe ma anche ucraine), troveremo sempre un antidoto”, ha detto aggiungendo: “Dicono che possono mettere questi missili in Ucraina ora. Bene, che li mettano. Schiacceremo anche i Patriot“.

Foto di Jim Lo Scalzo/EPA

Così come Zelensky, anche Putin ha auspicato per “la fine della guerra il prima possibile”, ma che “tutti i conflitti armati finiscono in un modo o nell’altro con un qualche negoziato sulla pista diplomatica. E non abbiamo mai rifiutato”. Accusando il governo ucraino di “essersi proibito di negoziare”.

Dall‘inizio della guerra nel Febbraio 2022, gli Stati Uniti hanno impegnato nella guerra in Ucraina un totale di 68 miliardi di dollari (Dati del CSIS – Center for Strategic & International Studies). Negli ultimi 10 mesi di conflitto le vittime civili hanno toccato i 6,800 morti civili, di queste più di 400 bambini (Dati OHCHR). Mentre la diplomazia resta ferma e gli accordi di guerra si diramano nelle sedi del potere a Occidente e Oriente, la pace sembra ancora lontana.

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