Cosa ci dice il Def sulla nuova Manovra Finanziaria

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È stata di recente messa appunto la nota di aggiornamento al Def

Il Def, Documento di Economia e Finanza, lo strumento di programmazione economico-finanziaria del nostro paese, viene approvato dal Parlamento su proposta del Governo. Tramite esso si indica la strategia economica e di finanza pubblica nel medio termine (medium term budgetary framework). Con la l. 39/2011, il documento si è adeguato alle tempistiche e ai contenuti delle procedure di programmazione della nuova visione di governance economica dell’Unione Europea. Ecco quindi che si conoscono, seppur per sommi capi, quali sono le novità introdotte su svariati temi, ben consci che potrebbero subire dei cambiamenti dal Consiglio dei Ministri.

Il Ministro dell’Economia Gualtieri, ha assicurato che ogni mossa è stata ben ponderata e che si tratterà di una manovra espansiva e per nulla restrittiva; le cifre economiche si stimano attorno ai 30 miliardi, di cui però 23 saranno destinati all’obiettivo principale: bloccare la crescita dell’IVA.

L’aumento dell’IVA è una misura predisposta alla tutela delle finanze pubbliche come una vera clausola di salvaguardia, e come era stato previsto dalla scorsa legge di Bilancio l’aumento era già stato fissato sia per l’aliquota ordinaria che ridotta. Ecco giustificata l’ingente somma economica per bloccarne l’aumento nei primi mesi del nuovo anno.

Altro obiettivo è incidere sul cuneo fiscale. Per cuneo fiscale si intende la somma delle imposte che gravano sul costo del lavoro, ossia imposte dirette, indirette o sotto forma di contributi previdenziali, imposte a carico sia dei datori di lavoro, sia dei dipendenti e i liberi professionisti. Esso rappresenta la differenza tra il costo del lavoro che una impresa deve sostenere verso i lavoratori e il salario che rimane a disposizione del lavoratore. È in sostanza la differenza tra quanto il dipendente costa all’azienda e quanto il dipendente incassa in busta paga come valore netto. Il programma, quindi, prevede la riduzione del cuneo fiscale in modo da inserire un bonus di circa 500 €uro in più all’anno ai dipendenti.

Importante finalità che si prefigge la manovra è quella di combattere il terribile fenomeno dell’evasione fiscale.

Per bloccare questa piega e stanare chi viene meno a senso di dovere morale e civile, per giunta posto dalla Costituzione, si prospettano diverse strategie: riduzione delle tasse e diminuzione dell’uso del contante a favore dei pagamenti con carte di credito anche mediante l’incentivo di bonus.

Per ciò che concerne la diminuzione delle tasse, il piano di lavoro verte su una riforma dell’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche): è un’imposta progressiva, personale e diretta che interessa un gruppo di soggetti produttori di reddito. Sono tenuti a contribuire questa imposta i residenti in Italia per risorse e reddito maturato sia entro che fuori i confini nazionali; i non residenti in Italia per reddito conseguito in Italia; le società di persone e capitali i cui soci devono pagare l’imposta direttamente in base alle contribuzioni; società semplici; ditte individuali. La riforma porterebbe ad una riduzione delle aliquote da 5 a 3 ed una revisione dei bonus nei settori energetici che presentano dei programmi di antinquinamento.

Sono stati, inoltre, introdotti bonus e sconti fiscali per chi paga con carta di credito o bancomat:

Il “bonus befana”, che è un super incentivo da riconoscere nei primi giorni del 2021. Esso spetta a coloro che durante l’anno precedente hanno raggiunto una soglia minima di pagamenti elettronici nei settori a maggior rischio evasione. Rientrano nella categoria i ristoranti, i bar o i lavori effettuati in casa, come quelli degli idraulici, la manutenzione e quant’altro. Le caratteristiche del bonus dovrebbero essere le seguenti: concedere una detrazione fiscale del 19% su una spesa di almeno 2.500 euro annui, sostenuta con carta di credito o bancomat; l’importo massimo detraibile ammonta a 475 €.

Altro strumento è il “cashback”: si tratta di una servizio già utilizzato in Europa mediante il quale viene restituito, a chi ha pagato con carte di credito, una percentuale dell’intera somma trasferita. Il Governo che starebbe valutando un meccanismo di restituzione a cadenza puntuale (ad esempio mensile) di una quota tra il 2% e il 4% dell’Iva sugli acquisti effettuati con moneta elettronica.

Quindi ipotizzando di aver pagato l’acquisto di beni sempre con il bancomat, nel periodo di un mese, per un’Iva totale pari a 200 €uro il mese successivo ci sarà restituita una somma tra i 4 e gli 8 €uro.

Tutte queste innovazioni economiche prevedono anche l’accantonamento della Flat-tax presentata in un recente passato come la panacea dei mali finanziari Italiani. Infatti, il Governo oltre ad eliminare la Flat-tax al 20% per le partite Iva, ha anche preso in esame un ritorno antecedente alle legge di Bilancio del 2019 riguardo il regime forfettario introducendo, forse, la fatturazione anche per tale regime.

Infine, in materia sociale, ci si è soffermati su pensioni e reddito di cittadinanza. La così detta “opzione donna” consentirà, anche nel 2020, alle lavoratrici di conseguire la pensione anticipata a 58 anni (se dipendenti) o 59 (se autonome) se in possesso di 35 anni di contributi.

La pensione di cittadinanza conferma l’aumento delle pensioni, introdotto nello scorso mese di marzo, consentendo di arrivare fino al minimo previsto di 780 euro mensili per chi ha un reddito ISEE di 9360 €uro.

In tema di reddito di cittadinanza, che se ben eseguita è una misura importante di sostentamento per tutte le persone che sono sprovviste di lavoro e in difficoltà economiche, sono state introdotte delle novità per l’anno venturo.

La prima riguarda le nuove motivazioni per richiedere il sussidio, che sono state estese e permettono a chi perde il lavoro di richiederlo immediatamente. Nello specifico si può fare domanda: se uno dei componenti della famiglia perde il lavoro, un trattamento assistenziale o previdenziale; se si verifica una riduzione dei redditi del 25%.

La seconda novità attiene al calcolo dell’ISEE e l’introduzione dal 1 gennaio 2020 della doppia opzione di calcolo. Per semplificare, il calcolo dell’Isee ordinario può essere realizzato sulla base dei redditi di due anni precedenti o dell’anno prima. Questo per risolvere i problemi dei richiedenti che lavoravano nel 2017, ma disoccupati l’anno successivo, visto che l’Isee prendeva in analisi quanto dichiarato per il 2017. La terza ed ultima novità potrebbe essere inserita ufficialmente nella Legge di bilancio 2020, su proposta della maggioranza di governo. In particolare ci potrebbero essere sanzioni più dure per i percettori che non presenziano alle iniziative disposte dai navigator e dai centri per l’impiego. Infine, si potrebbe verificare lo stop momentaneo all’erogazione del sussidio per chi ottiene un contratto di lavoro a tempo determinato, ma il reddito potrà poi riprendere in caso di mancato rinnovo.

La manovra pare fatta, ci auguriamo che la guida sia salda e la direzione corretta.

 

di Salvatore Sardella

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