CortiSonanti, Festival internazionale del cortometraggio di Napoli

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Dal 13 al 16 novembre scorso, Napoli ha ospitato la 10° edizione di CortiSonanti, Festival internazionale del cortometraggio.

Da Palazzo Fondi all’Institute Francais di Napoli, svariate sono state le sedi ad ospitare la rassegna cinematografica organizzata dall’associazione AlchemicartS. Sono state 58 le opere finaliste proiettate durante gli eventi, suddivise fra varie categorie: animazione, sport, documentari.

Si sa, poche arti riescono a colpire in maniera immediata, trasmettendo un messaggio in poco tempo: quella cinematografica è proprio una di queste. Di fondamentale importanza è, quindi, per i ragazzi, ai quali è stata dedicata un’intera sezione, “La cittadella del corto”. Dal bullismo all’ambiente, dalla difesa dei diritti dei bambini all’omofobia, ogni classe ha scelto di inquadrare un tema specifico, capace di trasmettere un messaggio forte.

“La salvaguardia delle piante passa per le nostre mani. Nonostante tutte le calamità possibili sul pianeta terra, le piante ricresceranno sempre. Creano habitat accoglienti e sono essenziali per la vita delle altre creature”: è questo il tema scelto da una classe di scuola primaria, alla luce degli esperimenti fatti, col supporto del corpo docenti, circa la germogliazione delle piante. Tema profondamente attuale e urgente ai nostri giorni, soprattutto alla luce degli incendi che continuano a distruggere i polmoni verdi del nostro pianeta.

Accanto alla questione dell’ambiente, i ragazzi scelgono di presentarne un’altra molto più vicina loro: il bullismo, una piaga che, spesso, impedisce a giovani ragazzi dal carattere meno irruento di vivere serenamente gli anni della propria adolescenza, con conseguenze sulla loro vita da adulti.

Eppure, il messaggio che i ragazzi scelgono di far passare è un altro: “Mi hanno maltrattato ed umiliato e, per un momento, ho quasi creduto di essere realmente come dicevano loro, di non valere niente. Poi, ho capito che non è così”. Un modo, insomma, per dire che nessuno ha il diritto di far sentire qualcun altro diverso o sbagliato. Ognuno è, semplicemente, se stesso, e resta tale anche nel suo modo di reagire alle avversità della vita.

Ce lo raccontano sempre i ragazzi con un altro cortometraggio, forse uno dei più impattanti della giornata. È la storia di un ragazzo paraplegico, costretto a vivere una vita che non ha scelto ma che ama comunque. È una storia di pregiudizi e di riscatto: Essere “Diversi” non significa essere inferiori, essere più forti fisicamente non significa esserlo mentalmente: “Il più forte non è chi picchia di più, è chi è capace di perdonare”.

I cortometraggi, insomma, ci restituiscono lo spaccato di una generazione molto spesso screditata ma che, tuttavia, riesce ancora ad emozionare, lasciando intendere che non tutto è perduto.

di Teresa Coscia

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