«A Caserta il razzismo non esiste, siamo gente che sa cosa vuol dire andare via per trovare lavoro: noi non siamo razzisti!»

Queste le parole di una manifestante sabato pomeriggio, durante il lungo corteo antirazzista partito da Viale Ellittico e proseguito in direzione piazza Vanvitelli. Davanti la Questura i circa 4000 manifestanti, venuti da tutta Italia, hanno chiesto a voce alta una rapida soluzione per soddisfare i bisogni di chi nello sportello di sostegno al reddito aveva trovato un valido alleato alla vita.

Il grido era univoco: “Riaprire i locali dell’ExCanapificio“. Una richiesta che può sembrare utopica all’atto del sequestro dell’area, ma che in realtà vede nell’appello alla Regione un barlume di speranza: «La Regione Campania è la proprietaria di quegli spazi e ora deve risponderci, disponendo i fondi per metterli in sicurezza», dice Virginia Crovella.

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Sicuramente se la Regione non dovesse fare la sua parte, Caserta perderebbe il suo luogo simbolo della cittadinanza attiva. Ma i collaboratori ci avvisano: «Noi andiamo avanti e non fermeremo le nostre attività». La rete di associazioni casertane è un modello di inclusione ed integrazione: rifugiati e richiedenti asilo sono i protagonisti del progetto Piedibus più ramificato d’Italia. Un’iniziativa lodevole ma soprattutto attuale, che in ottica cambiamento climatico è la scelta migliore per accompagnare i bambini a scuola.

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«Soltanto uniti, cittadini Italiani e del mondo, possiamo creare una umanità nuova»

Padre Giorgio Ghezzi, durante il corteo antirazzista
 

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Il prossimo appuntamento è martedì 19 Marzo alle ore 21:00 presso il Cinema Duel per la proiezione del film di Andrea Segre Paese Nostro: un lungometraggio sugli operatori dei progetti di accoglienza della rete SPRAR realizzato da ZaLab nel 2016 per conto del Ministero degli Interni, mai distribuito. ZaLab ha così deciso per l’occasione di mostrarlo gratuitamente senza l’autorizzazione del Ministero, superando il silenzio che fin qui l’ha reso invisibile.

Saranno presenti alla proiezione il regista Andrea Segre e gli attori Toni Servillo e Valerio Mastandrea.

 

di Francesco Cimmino

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