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“Corro da te”: Favino e Leone in una commedia oltre la disabilità

Grazia Sposito 18/03/2022
Updated 2022/03/18 at 10:41 AM
4 Minuti per la lettura

Esce oggi al cinema “Corro da te”, il nuovo film con Pierfrancesco Favino e Miriam Leone diretto da Riccardo Milani. Quello di Riccardo Milani è sempre più un cinema attirato dallo spazio sociale, che prova a riflettere su alcune delle questioni legati a quella sfera di vita spesso dimenticata.  È così, che i due protagonisti ci regalano una commedia romantica che accende i riflettori sulla disabilità, andando contro i pregiudizi e pietismi.

Gianni (Pierfrancesco Favino) è un importante uomo d’affari, proprietario di una catena di articoli sportivi e soddisfatto della sua vita, in particolare di quella sentimentale, fatta di continue conquiste occasionali. Passando da una donna all’altra, finge di essere una persona sempre diversa per il gusto della sfida. Un giorno, poco dopo i funerali, Gianni incontra Alessia che, vedendolo seduto sulla vecchia sedia a rotelle della madre scomparsa, lo crede disabile. L’enorme equivoco viene alimentato da Gianni, che decide di aggiungere la ragazza alla sua lista calandosi nei panni di questo assurdo quanto complicato “personaggio”.

Alessia ha però ben altri piani e gli presenta sua sorella Chiara (Miriam Leone), violinista e tennista paraplegica per davvero. Dopo quell’incontro, dall’alto del suo ego, il ricco manager e latin lover scommette con gli amici di riuscire a portare a letto anche Chiara, fingendosi su una sedia a rotelle. Tra i due nasce un feeling. E soprattutto Gianni inizia a vedere Chiara con occhi diversi da come ha sempre visto, con disprezzo, i diversamente abili. Grazie a lei riuscirà a conoscere sé stesso e a guardare in faccia le persone senza paura.

«Corro da te va oltre la disabilità», è convinto Favino, «perché parla di tante disabilità: quella fisica e quella emotiva, ma soprattutto di tolleranza, parla della capacità di saper guardare al di là delle apparenze, che in alcuni casi sono molto evidenti come questa che raccontiamo».

Oltre ai due protagonisti principali, nel cast troviamo Pietro Sermonti, Vanessa Scalera, Pilar Fogliati, Andrea Pennacchi, Carlo De Ruggieri, Giulio Base e Michele Placido, oltre a Piera Degli Esposti, in una delle sue ultime apparizioni – con tanto di cannule per la respirazione – prima della scomparsa nell’agosto del 2021. Miriam Leone si è dovuta calare completamente nel mondo della disabilità per tentare di essere credibile. Quello di Chiara, dice, era un ruolo complesso e rischioso.

L’associazione Peba Onlus le è stata molto vicino per raccontare questa realtà senza retorica e senza pietismo. Aiutandola a sviluppare le diverse abilità, soprattutto a giocare a tennis in carrozzina. Ha realizzato soprattutto cosa sta a significare essere guardati dal basso, cosa significa superare i mille ostacoli giornalieri che la società fa finta di non vedere. E poi l’amore, che quando è vero riesce ad accettare ogni cosa, perché a questo mondo non c’è bisogno di essere perfetti, ma accettare la realtà per tutto quello di meraviglioso ci regala.

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