In ricordo di Franco Ortolani un uomo straordinario

Mentre sfogliavo l’archivio fotografico, ho ritrovato quest’articolo, quando il prof. Franco Ortolani si ritrovò questa classe in visita alla nostra Redazione… e il prof. che accompagnava la scolaresca gli chiese di dire due parole ai suoi allievi.
Franco non si scompose minimamente, e con la classica disponibilità tipica del personaggio, fece una vera lezione, che rimarrà nei ricordi indelebili di quei ragazzi.
Franco Ortolani, era questo… spiegava con una semplicità disarmante argomenti che diversamente sarebbero rimasti per pochi eletti.
Lo ricordo con grande affetto, inoltre tra lui e mio figlio Angelo, nacque un bellissimo rapporto tra “tecnici”, e tra noi una grande simpatia e affetto.
Fu eletto con un plebiscito di voti (superò i 100.000) al senato, e fino all’ultimo continuò ad inviare alla nostra redazione materiale e aggiornamenti sull’impegno in senato.
Oggi dedico questa giornata a Te caro Franco… perchè per ricordare una persona non occorrono le ricorrenze, dove tutti partecipano e spesso si perde il significato dei momenti migliori.
Ciao da tutti noi.

Tommaso Morlando

La redazione di Informare ha ospitato la classe III G del Liceo scientifico Federico Quercia di Marcianise (CE). L’incontro non è solo avvenuto con i redattori che danno vita al magazine, ma anche con un ospite d’eccezione: il prof. Franco Ortolani.

 

Coniugare l’indagine giornalistica con quella scientifica: è questo il percorso scelto dal piano triennale di Alternanza Scuola-Lavoro del Polo Scientifico Giovan Giacomo Giordano, in collaborazione col liceo Quercia di Marcianise. Per compiere questo enorme passo che si colloca tra l’impegno sociale e la conoscenza scientifica, i ragazzi, spinti dal loro prof. Giovanni Brancaccio, si sono immersi nella vita della nostra redazione e hanno partecipato ad un dibattito con il celebre geologo Franco Ortolani. L’incontro ha toccato numerosi tasti dolenti del nostro territorio, uno su tutti la questione ambientale campana e la condizione dell’inquinamento delle falde acquifere. La mission di questo tipo di alternanza scuola-lavoro è far sì che gli studenti siano “Ambasciatori della salute”. Un obbiettivo ambizioso che prende vita anche nella redazione di Informare. Sì, perché tra le altre mission del Polo scientifico vi è anche «la divulgazione delle problematica ambientali e leggete molto attentamente il rapporto con l’insorgenza di patologie di ogni tipo, incluse quelle tumorali». Un punto di svolta nello studio delle scienze nella scuola pubblica, finalmente questo tema riesce a scavalcare il silenzio e ad entrare nei luoghi di studio e cultura.

 

 

Ciò che ci rende più orgogliosi è il fatto che il preside Diamante Marotta abbia voluto aprire la strada ad un percorso di legalità interno alle classi, scegliendo proprio la nostra redazione come luogo d’avvio di questo progetto, e a tal proposito il prof. Brancaccio ha voluto motivare questa decisione affermando: «In nome della libertà d’insegnamento, per queste 20 ore di alternanza, ho optato per l’esperienza sul campo, il contatto diretto con chi fa vere inchieste scientifiche e giornalistiche, come voi di Informare e il prof. Ortolani presente qui oggi». Una strada di coraggio che può far solo del bene al senso civico giovanile, costantemente sfiduciato dai media e da alcuni cronisti di tastiera. Fomentare negli studenti la ricerca della verità, attraverso un’analisi scientifica e giornalistica, ci fa sperare in una svolta in quella che è la standardizzata metodologia dell’alternanza scuola lavoro, aspramente criticata.

I ragazzi si sono addentrati nei meandri dell’indagine scientifico-giornalistica, e la loro curiosità si è notata anche dalle varie domande poste dagli alunni al prof. Ortolani. Angelo Cecere, studente della III G, ha chiesto quali fossero le tipologie d’indagini che vengono attuate per determinare se un terreno è inquinato o meno. A questa domanda il prof. Ortolani dà ai ragazzi una grande lezione ambientalista e di amore verso la Natura: «Vengono presi campioni di terreno e si andrà a capire se la loro composizione è fatta di soli elementi naturali. Ad esempio, il terreno della vostra zona si è formato con l’alterazione dei sedimenti vulcanici, molto ricchi di nutrienti, e ciò rappresenta quella che continuo perennemente a credere: la nostra Terra è un monumento della natura. Un terreno così fertile, con acqua abbondante nel sottosuolo».

Probabilmente già solo questa frase può far nascere negli studenti un forte senso di curiosità e responsabilità verso il proprio ambiente, verso le proprie radici. Per far sì che gli alunni comprendano lucidamente il senso di questo “monumento della natura”, noi offriamo la nostra spalla giornalistica ad una scuola pubblica che faccia nascere nei ragazzi il fiore della coscienza civile.

di Antonio Casaccio
Foto di Carmine Colurcio

 

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