COPERTINA – Vincenzo De Luca: «Campania… mai più ultimi»

Vincenzo De Luca

Incontro con il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca

 

L’appuntamento, tramite l’addetto stampa Peppe Iannicelli, era stato fissato per le 13, e preciso come un orologio svizzero, il sindaco Vincenzo De Luca ci riceve. Veniamo accolti nella sala consiliare e messi a nostro agio, e senza tanti giri di parole, dopo le presentazioni di rito, passiamo subito alle domande, alle quali risponde senza giri di parole e non usando il politichese e mai superficiale. I nostri ragazzi restano affascinati dal carisma del personaggio, che dimostra conoscenza profondo del territorio e delle priorità da affrontare. Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto e convinti dell’utilità informativa, che riveste quest’intervista per i cittadini campani.

Premessa fondamentale all’intervista. Si candiderà alle elezioni Regionali come futuro governatore della Campania?
«Decideremo quando sarà fissata la data delle elezioni primarie. Ho anticipato 2 cose in questi giorni, cioè la necessità di decidere quando farle e di sbrigarsi perché non c’è tempo da perdere, e poi che abbiamo i ‘motori accesi’, quando si decideranno le primarie saremo in campo».

Lei che è un uomo di partito (PD) può dirci cosa pensa di Matteo Renzi e del fatto che il PD (minoranza) sembra non sostenerlo mai fino in fondo? Questo Partito Democratico vuole davvero cambiare l’Italia o vuole restare fermo all’interno di vecchie logiche partitocratiche?
«Credo che vada dato il massimo sostegno all’azione di Renzi, che sta affrontando un problema drammatico, quello di un Paese letteralmente paralizzato che sta scontando decenni di ritardi nell’organizzazione dello Stato, burocratica, della giustizia, della legislazione del lavoro… è una sfida immensa. Si deve dare il massimo sostegno per modernizzare l’Italia, rompendo le logiche feudali delle varie corporazioni che esercitano un diritto di veto e cercare di portare il Paese nella modernità. Ovviamente il Sud deve avere più attenzioni e dobbiamo batterci per questo. Avremo più attenzione se saremo capaci di presentarci con il volto di una classe dirigente efficiente, perché saremo deboli se continueremo a presentarci come ultima Regione d’Italia in tanti ambiti, come nell’impiego di fondi Europei, nei livelli essenziali di assistenza, o per le politiche ambientali, esponendo il Paese a una procedura d’infrazione europea per reato ambientale. Saremo deboli anche nella ‘contrattazione’ con il Governo nazionale se siamo coloro che mantengono dopo 2 anni il Porto di Napoli senza il Presidente dell’Autorità Portuale. Dobbiamo diventare una classe dirigente seria, lontana dalle clientele politiche e capace di produrre risultati. Nel PD tutti vogliono il rinnovamento, ma ci sono ancora settori prigionieri di ideologismi. Io credo che la sinistra debba partire da un principio di responsabilità, e mettere al primo posto la priorità di compiere passi avanti in settori fondamentali come la sicurezza e l’assistenza».

 

 

Il comune di Salerno è un Comune virtuoso per quanto riguarda la raccolta differenziata, arrivata al 70%. Qual è la sua visione attuale e quale progetto futuro per risolvere il dramma rifiuti in Campania?
«Penso sia un disastro ambientale di proporzioni bibliche: i cittadini del territorio cosiddetto ‘Terra dei Fuochi’ sono nell’insicurezza totale, questa situazione viene utilizzata per creare un’aggressione commerciale contro le produzioni ortofrutticole e lattiero-casearie della Campania e noi continuiamo a dormire! È vergognoso il fatto di aver avuto a disposizione 7 miliardi di euro di fondi Europei e non aver risolto questa emergenza. Bisognerebbe risolvere prioritariamente questo problema, eliminare le ecoballe da quella zona, che come ho detto in uno slogan può trasformarsi da Terra dei Fuochi in Terra della Vita perché risolvere i problemi è possibile, ma occorre avere un’altra logica, quella dell’utilizzo dei fondi Europei per risolvere le grandi questioni infrastrutturali e di civiltà. Per quanto concerne i risultati raggiunti a Salerno, ritengo che se si incrementa ancora di più la differenziata, e si realizzano gli impianti di compostaggio necessari per lavorare l’umido, nell’arco di 4 anni possiamo essere in condizione di non aver bisogno dell’impianto di termovalorizzazione, per il quale servirebbero comunque 4 anni e 3 milioni di euro di investimento. I risultati avuti a Salerno possono tranquillamente essere raggiunti anche nel resto della Campania e la cosa incredibile è che, seguendo una strada risolutiva con serietà, possiamo creare lavoro».

Nelle zone di Giugliano (SERIT) e Castel Volturno (SOGERI) ci sono discariche pericolose di primo livello, ma SIN (siti di interesse nazionale) sono state declassate a SIR (siti di interesse regionale), pertanto la competenza è passata alla regione ma si è ancora lontani dall’iniziare una “BONIFICA” generale, mentre i cittadini continuano ad ammalarsi e morire. Cosa si può fare in futuro e cosa non è stato fatto finora?
«Chi è stato eletto a governare la Regione è stato eletto per risolvere i problemi, non per raccontare storie. Sono stati 5 anni persi: un fiume di fondi europei tra quelli già disponibili e quelli che possono essere tali sulla base di un progetto serio, non viene utilizzato.  Abbiamo uno dei grandi progetti che è destinato ai Regi Lagni, che fine ha fatto? Non si sa nulla. Il problema è la capacità amministrativa, la capacità di dotarsi di progetti seri e la determinazione nel portarli a conclusione. Ma se l’obiettivo di chi governa è preparare la successiva campagna elettorale e non la risoluzione dei problemi, è ovvio che questi non si risolveranno mai. Con 7 miliardi di euro si devono risolvere 4-5 problemi: ambiente e rifiuti; bonifica di tutta l’area della terra dei fuochi; sistema trasporti pubblici locali; un progetto per lo sviluppo delle aree interne, una ‘dorsale mediana’ insomma dei grandi progetti che possano cambiare davvero la struttura della Regione Campania. Un altro progetto importante potrebbe essere quello dell’informatizzazione generale della Regione. Io credo che ci siano le condizioni per una svolta radicale, non si può fronteggiare una situazione tanto problematica con l’ordinaria amministrazione. In questo momento siamo gli ultimi d’Italia per l’occupazione dei giovani, per il tasso di disoccupazione generale, per il reddito pro-capite, per l’uso dei fondi pubblici e per i livelli primari di assistenza. Dobbiamo recuperare un ritardo storico e dovremmo quindi correre più veloce degli altri!».

 

Vincenzo De Luca
Vincenzo De Luca

 

Da anni, sia il governatore Caldoro sia l’assessore all’ambiente Giovanni Romano, continuano ad annunciare stanziamenti stratosferici, inizio dei lavori, addirittura bandiere blu, oltre  alla depurazione dei Regi Lagni, in realtà tutto è miseramente fermo.
«Una delle piaghe maggiori a livello ambientale, avute in Campania negli ultimi anni è stata quella del  punteruolo rosso che ha distrutto migliaia di palme, ma una piaga ancora peggiore per la Campania è risultata quella rappresentata dall’operato dell’assessore all’ambiente Giovanni Romano».

Cosa si sente di dire ai nostri giovani, specie ai tanti professionisti e a coloro che hanno voglia di fare e cambiare le cose?
«Mi sento di chiedere loro di stringere i denti e avere fiducia, ma una fiducia condizionata perché non me la sento di prenderli in giro.  Le condizioni per una svolta di civiltà e produttiva in Campania ci sono tutte, abbiamo un patrimonio immenso di risorse scientifiche, culturali, professionali. Siamo a un bivio: o ci avviamo verso un declino storico da cui non ci riprendiamo più, o intraprendiamo una strada faticosissima prendendo al volo l’ultimo treno che sta passando, quello del ciclo di fondi europei 2014-2020. Se riusciremo a riversare nell’economia di questo territorio 7-10 miliardi di euro tra risorse europee e capitali privati noi rilanceremo la Campania e l’Italia intera, e allora ci sarà spazio di vita e di lavoro per migliaia di giovani. Vi chiedo ovviamente di dare una mano a costruire tale svolta, che è innanzitutto una rivoluzione della dignità: ragazzi che non cercano più padrini politici o protettori, ma che cercano di poter esprimere la propria creatività e professionalità in un campo lavorativo».

Lei ha incontrato la madre di Ciro Esposito, il giovane scomparso in seguito agli scontri dello scorso 3 Maggio a Roma e ha detto che partirà un progetto di integrazione e collaborazione con associazioni presenti a Scampia. Di cosa tratterà concretamente questo progetto?
«È un progetto che si muove innanzitutto sul piano ideale dei valori. La Signora Antonella è stata testimone straordinaria di civiltà e sensibilità, poiché in un momento di tragedia personale è riuscita a lanciare messaggi di pace e solidarietà. Pensiamo di mettere in piedi un’iniziativa anche con un quadrangolare fra le squadre giovanili della Regione per diffondere valori di non-violenza, rispetto reciproco e solidarietà. Pensiamo inoltre a una rete associativa in vari campi, quello della produzione artigianale, quello della produzione culturale, abbiamo scoperto che c’è un’esperienza lavorativa di artigianato locale a Scampia. Avremo bisogno poi di un progetto sicurezza a cui non sta pensando nessuno. Dobbiamo essere chiari: Scampia è composta per il 90% da persone per bene, quindi non identifico in essa il problema sicurezza ma in interi territori della Regione. Dobbiamo deciderci a prendere in mano il problema, fare un progetto sicurezza per la Campania con il Ministero dell’interno. Ritorniamo però alla necessità di creare economia: Scampia si recupera soprattutto creando possibilità di vita e di lavoro, riqualificandone l’urbanistica. Ci vogliono interventi specifici, come la costituzione di reti di asili nido, che mancano, il Comune di Salerno ha la più vasta rete di asili nido in Campania, è tra le prime 5 città d’Italia con un tasso di copertura del 27%, mentre il resto del Mezzogiorno è al 3%. Una rete di servizi sociali di livello aiuta a recuperare territori in cui per una donna è difficile anche andare a lavorare».

Quali sono stati i suoi modelli storico-politici? E quali sono i prossimi obiettivi a cui trasmetterà certamente questa sua voglia di fare, che sia a Salerno come sindaco sia a Roma da Ministro ha prodotto risultati altamente positivi e verificabili?
«Sono originariamente un filosofo: Hegel diceva che la verità è sempre concreta. Soprattutto quando si governa, l’unità di misura non è costituita dalle parole dette, ma da quello che si fa, dalla realtà che si riesce a cambiare. Anche perché la verifica del cambiamento crea la fiducia nel cambiamento. Intendiamo muoverci così, con spirito di concretezza e grande ambizione. Dobbiamo puntare a essere i primi e adotterò uno slogan per sottolineare tutto ciò: mai più ultimi!».

Per quanto riguarda la situazione dei trasporti per l’Università di Fisciano e in generale cosa ci dice?
«Il trasporto pubblico in Campania è a livelli di terzo mondo. Si dovrebbe realizzare almeno una rete di metropolitane che colleghi tutti i capoluoghi. Mi impegnerò per la programmazione seria di una questione assolutamente prioritaria».

di Fabio Corsaro Tommaso Morlando

Tratto da Informare n° 138 Ottobre 2014

 

Da sx: Tommaso Morlando, Vincenzo De Luca, Fabio Corsaro e Giancarlo Palmese
Da sx: Tommaso Morlando, Vincenzo De Luca, Fabio Corsaro e Giancarlo Palmese

About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai... Per aspera ad astra!