Nunziatella Sala Museale Carabinieri

COPERTINA – Tesori mai più nascosti: la Sala museale della Nunziatella apre alle opere recuperate dai Carabinieri

Antonio Casaccio 02/02/2022
Updated 2022/02/02 at 11:54 AM
10 Minuti per la lettura

Le organizzazioni criminali, nazionali e transnazionali, hanno creato un vero e proprio impero economico attraverso attività illecite fondanti sulla violenza: racket, usura, traffico di stupefacenti, corruzione. Nella storia che andremo a raccontarvi, però, al centro non vi è la mafia, ma la vittoria dello Stato in uno dei campi che ancora oggi ingolosisce le organizzazioni criminali: il mercato illecito delle opere d’arte.

Reperti archeologici e opere inestimabili, parte del nostro patrimonio culturale, fanno gola a criminali che non hanno remori nel mortificare i tesori più belli della nostra penisola. Proprio per la sua immensa storia, l’Italia è tra i Paesi che maggiormente subisce gli effetti di un mercato illecito senza scrupoli. Ma come ogni storia che si rispetti, non vi sono solo antagonisti. Difatti, lo Stato ha apparati appositi per il contrasto di questo via vai di opere trafugate, primo su tutti è il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC), ovvero un reparto speciale dell’Arma dei Carabinieri che si occupa della prevenzione e repressione a tutela del patrimonio culturale italiano. Le essenziali attività del TPC hanno fatto sì che reperti archeologici e opere d’arte, trafugate illecitamente, venissero restituiti alla collettività e al patrimonio. Un’operazione preziosa in un Bel Paese circondati da bellezze e patrimoni UNESCO.

Sono proprio i tesori recuperati dal TPC ad essere parte di una meravigliosa storia che prende forma all’interno della Scuola Militare “Nunziatella” di Napoli. Quest’ultima è tra i più antichi istituti di formazione militare del mondo, fondato nel 1787 dal re Ferdinando IV di Borbone come Reale Accademia Militare.

Roberto NicolucciÈ proprio la Nunziatella a veder nascere al suo interno “Kepì. Sala museale di storia, arte e cultura della Scuola Militare Nunziatella”; uno spazio reso vivo da dipinti e sculture di soggetto sacro della Scuola Militare, oltre che opere di straordinaria importanza recuperate dal TPC, insieme alle testimonianze dei Carabinieri che hanno condotto le operazioni di recupero. La sala è il frutto di una sinergia vincente tra la Scuola Militare “Nunziatella” e il Nucleo speciale dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. Di estremo valore è stata la presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano Gen. C.A. Pietro Serino all’evento del 14 dicembre. Proprio in quell’occasione, presso la chiesa della Santissima Annunziata, è stato presentato il catalogo della Sala museale edito dalla casa editrice Roberto Nicolucci Editore, fondata dal Professore Roberto Nicolucci.

È in questa splendida cornice che il Gen. C.A. Serino ha ribadito il valore di una Scuola di eccellenza come la “Nunziatella” e ricordato i suoi anni da ex allievo. «Avendo visto nascere il progetto, quando rivestivo la carica di Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, è stato estremamente gratificante, il 23 aprile 2021, poter tagliare il nastro inaugurale della nuova area museale che aggiunge ulteriore profondità e fascino al già vastissimo patrimonio storico e artistico della Nunziatella – afferma il Generale Serino – La sua ulteriore valorizzazione e accresciuta fruibilità, sia per gli allievi sia per la popolazione, sono chiara dimostrazione dell’attenzione che la Forza Armata dedica all’educazione del proprio personale senza trascurare la necessità di condividere quanto più possibile questi tesori non più nascosti».

A ribadire l’importanza strategica della Sala per la formazione degli allievi è anche il Col. Ermanno Lustrino, 81˚ Comandante della Scuola Militare “Nunziatella”: «Oggi la Nunziatella ha un nuovo valore aggiunto, l’ennesimo progetto culturale sviluppato con passione e portato a termine con determinazione. Ciò dimostra quanto la Scuola, nonostante il forte legame con il passato, si rinnovi ogni giorno per essere sempre aderente all’offerta formativa che i giovani di oggi chiedono per affrontare le sfide di domani».

Le opere presenti nella Sala museale sono perle preziose di uno spaccato artistico che pone radici nella storia di ogni italiano. Tra le opere di maggior prestigio vi è “Vergine e San Michele Arcangelo” di Domenico Morelli, realizzato nel 1854 su tela centinata e inserito entro una cornice rettangolare. L’opera fa parte della produzione giovanile del Morelli, artista di immenso valore della classe napoletana. Il lavoro di recupero del TPC ha fatto sì che nella Sala museale della Nunziatella vi fossero opere di estrema rilevanza storica-artistica, alcune realizzate nella prima metà del XVIII sec. come il Cristo crocifisso. A rendere meglio l’idea dell’immenso valore artistico delle opere in esposizione non poteva che essere il direttore scientifico della Sala, il Professor Roberto Nicolucci, critico e docente di Storia dell’arte, che ha curato la Sala museale.

«La rimodulazione degli equilibri economici e politici a livello globale sta producendo, anche per il nostro Paese, mutamenti e sconvolgimenti economico-sociali che devono essere governati oppure rischiano di produrre effetti incontrollabili – afferma il Professor Roberto Nicolucci – ma come tutte le crisi anche questa può essere foriera di mutamenti positivi, di trasformazioni latenti che possono finalmente emergere. Ripensare, ad esempio, al nostro modello di sviluppo in una direzione ecosostenibile, attenta al patrimonio naturale e alla tutela del paesaggio, significa anche tutelare la storia e la cultura di territori inimitabili. Alla ripresa del ciclo economico ascendente, al nuovo equilibrio geopolitico che deve delinearsi, il nostro Paese dovrà farsi trovare pronto, più attraente che mai, con il suo immenso patrimonio artistico e culturale fruibile al meglio, in quanto risorsa economica di primaria importanza e crisma di identità nazionale, persistente nell’epoca della necessaria cessione di sovranità alle istanze europee e internazionali».

Restituire i tesori del nostro patrimonio alla collettività significa anche destinarli ad un luogo che sia in linea con l’imponente peso artistico dell’opera. In alcuni casi il posto più adatto è proprio quello in cui l’opera è stata trafugata, è il caso del “San Nicola” del 1471 che si trova all’interno della Sala. Proprio il Professor Nicolucci svela il suo sogno nel cassetto per questo sacro tesoro: «Ricollocare l’opera lì dove è stata sottratta, cioè spingere enti pubblici e privati al restauro di un bene storico – architettonico come la Chiesa di Santa Maria in Cosmedin, tra le più antiche di Napoli, di cui si ha traccia sin dal IX secolo e facente parte delle sette diaconie in cui si celebrava il rito greco. La leggenda la vuole addirittura fondata dall’imperatore Costante I. Ogni pietra del nostro patrimonio è un bene inestimabile, è una fonte di sapere oggettivato a cui non dovremmo mai rinunciare. Proprio per questo l’apertura della nuova Sala museale nella Scuola Militare Nunziatella, che raccoglie anche opere recuperate dal TPC, rappresenta un segnale fondamentale sulla strada da percorrere» – conclude il Professor Roberto Nicolucci.

Se il valore artistico è ormai noto al lettore, resta da comprendere quello investigativo. Le operazioni del TPC sono frutto di indagini lunghe e meticolose, come prontamente spiegato dal già Comandante Carabinieri del TPC di Napoli Magg. Giampaolo Brasili. «La gran parte delle opere esposte sono state recuperate a seguito di diverse e complesse indagini – spiega il Magg. Brasili – che si sono articolate attraverso le tre direttrici su cui si basa l’attività istituzionale del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ovvero: l’archeologia, l’antiquariato e la falsificazione delle opere. Per ciò che attiene l’archeologia, i reperti esposti provengono da due attività d’indagine: la prima, denominata Artemide, ha permesso, seguendo i tunnel dei tombaroli che si snodano nei territori adiacenti al Parco Archeologico di Pompei, una straordinaria ed eccezionale scoperta archeologica: il ritrovamento di un carro da cerimonia di cui i mercanti già ne trattavano la compravendita. La seconda indagine, Ritorno al passato, ha consentito il recupero di opere oggetto di 12 furti nonché il sequestro di oltre 4000 reperti archeologici, tra cui vasi e monete, ed il meraviglioso crocifisso in avorio presente sulla copertina del catalogo. Per ciò che sottende al mercato antiquario, le opere sono state recuperate grazie alla messa in campo di diverse attività investigative volte al monitoraggio dei principali canali di compravendita illecita di opere d’arte presenti nella provincia napoletana».

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°226 – FEBBRAIO 2022

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