COPERTINA – Sergio Assisi: «Omaggio la mia Napoli bella e tormentata con un progetto che ho sempre sognato»

Sergio Assisi

Ironia, solarità e bellezza è ciò che l’attore napoletano Sergio Assisi ha portato nelle sale cinematografiche con l’opera prima “A Napoli non piove mai”. L’anteprima, presentata al Metropolitan per l’inizio del Napoli Film Festival, ha riscontrato un buon consenso da parte di tutti gli spettatori in sala. Non è affatto casuale il clamore che la pellicola ha suscitato, in quanto il film di Sergio Assisi ha mostrato il cuore e il sentimento di un Sud sempre pronto a stupire, incline a reagire nonostante le avversità e le sofferenze che una città bella e goliardica come Napoli racchiude nel suo vissuto e nelle sue mura. Il centro focale dell’intera commedia è stato quello di mettere in risalto le magnificenze culturali e storiche di una Napoli realistica, spigolosa ma nello stesso tempo sorridente ed ironica. Un cast d’eccellenza quello che si sta trasmettendo nelle sale cinematografiche di tutta Italia, con nomi e personalità di spicco come la protagonista Valentina Corti, Nunzia Schiano, Francesco Paolantoni, Giuseppe Cantore, Ernesto Lama, Luigi Di Fiore, Sergio Solli e tanti altri ancora che hanno saputo incarnare lo spirito leggero e senza pretese di un film che ha come scopo ultimo  quello di far sorridere e riflettere sul sarcasmo del popolo partenopeo e sull’incanto di una città che ha ancora molto da dare e raccontare. E Sergio Assisi? Quest’attore eclettico e innamorato della sua terra, cosa avrà detto della sua opera prima e della sua bella Napoli?

 

Sergio Assisi - Photo credit Gabriele Arenare
Sergio Assisi – Photo credit Gabriele Arenare

 

Da dove nasce l’esigenza di creare un film su Napoli e sulla grandezza di un popolo che non si abbatte mai?
«A Napoli non piove mai nasce dalla volontà di raccontare una storia semplice ma al contempo piena di significati nascosti. Racconta la filosofia di vita di un popolo che non si arrende mai e continua a seguire i propri sogni contro la crisi, la disperazione e i fallimenti. Napoli è bella e tormentata e per questo deve essere omaggiata per il suo spirito e per la cultura che si respira camminando nei vicoli della città, anche in quelli più scuri. Il film è stato girato nei quartieri più caratteristici ed emblematici di Napoli, Posillipo, Mergellina, Chiaia, proprio perché questa è Napoli, l’eleganza di luoghi antichi ed intramontabili».

Nel film le vicende vengono legate l’una con l’altra da un oggetto inusuale: una mela. Cosa simboleggia?
«La mela è un elemento ricorrente nel film, un pretesto per indicare che alla fine ogni piccola strada può portare ad una grande svolta. L’uomo deve perseguire i propri sogni, deve farlo anche per coloro che non crede più nel cambiamento, anche quando il fato o la vita ci rende sfiduciati e disincantati. Per essere felici bisogna inseguire le proprie aspirazioni e realizzarle proprio come fanno i protagonisti del film, altrimenti non saremo mai davvero liberi».

Cosa significa per lei esser riuscito a creare un film contando solo sulle proprie forze, autofinanziando un progetto così tanto desiderato?
«È stato molto difficile autofinanziare un progetto così grande e complesso, ti rende a tratti irascibile perché hai la palpabile sensazione di non farcela, ma è proprio quella voglia di perseguire i propri sogni  che mi ha fatto continuare. È stato difficile anche non cadere nelle logiche di mercato che inevitabilmente ti “costringono” ad accettare cose che non vorresti ma io non ho ceduto. Non mi sono abbassato al volere dei produttori che per rendere un prodotto più fruibile mi hanno proposto scelte che non avrei e non ho fatto, come ad esempio selezionare un’attrice piuttosto che un’altra solo perché commercialmente più adatta».

 

 

Spesso i giornalisti l’hanno accusata di aver abbandonato Napoli per realtà cittadine più tranquille. Come risponde a tale accusa?
«È un accusa che come sempre colpisce l’anima di chi come me si sente un Napoletano verace. È vero, mi sono allontanato da Napoli città, non vivo quotidianamente i vicoli e i problemi che subisce, ma le radici sono sempre presenti. Mi sento napoletano in tutto, non ho perso la cadenza meridionale nel parlato, l’umorismo partenopeo, le caratteristiche della Napoli bella, quella che penso sia giusto portare in alto omaggiandola in tutte le sue contraddizioni».

Nel film spesso i due protagonisti – Barnaba e Sonia – si interrogano su una propria condizione esistenziale domandando l’uno all’altro: “Sei felice?” Lei, invece, lo è davvero?
«Non so se posso parlare di vera e propria felicità. Ho sempre scritto, da quando ero piccolo, racconti, storie, situazioni particolari, perché il mio intento è sempre stato quello di comunicare, di far sorridere gli altri dato che sono io il primo a non riuscire a sorridere e, seguendo questo principio – A NAPOLI NON PIOVE MAI – ha proprio l’intento di comunicare, di far riflettere ma soprattutto di far ridere chi lo guarda. Quello che però so con certezza è che ho impiegato il mio tempo e le mie energie in un progetto che ho sempre voluto fare e che per questo mi ha riempito il cuore di ossigeno puro che senti attraversare tutto il corpo e che ti far star bene anche se hai mille preoccupazioni, problemi a cui pensare e tempi da rispettare. Con le mie forze, con l’amore e la dedizione che mi ha sempre contraddistinto nel mio lavoro, sono riuscito a portare a termine ciò che ad oggi mi rende orgoglioso, essendo riuscito soprattutto a contornarmi di persone che sono per me amici di una vita e poi ottimi attori sul palcoscenico».

Insomma, questa è la Napoli che amiamo: quella del sole, del mare, della battuta sempre pronta, dei sogni da realizzare. Una Napoli bella, magica e scanzonata.

di Martina Giugliano
Servizio fotografico interno a cura di Gabriele Arenare

Tratto da Informare n° 151 Novembre 2015

About martina giugliano

Nata il 05/02/1991 a Napoli. Laureanda presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II in Lettere Moderne. Addetto Stampa dell’Associazione “Social Evo“. Speaker radiofonica, tutti i venerdì curo la rubrica free time sulle frequenze di Radio Amore.