COPERTINA – Raffaello Magi: «Andate controcorrente»

Raffaello Magi - Photo credit Antonio Ocone

“Oltre Gomorra”, le problematiche ambientali locali portate all’interesse nazionale

 

Lo scorso mese, in occasione dell’inaugurazione della libreria e della biblioteca del Centro Studi Officina Volturno intitolate rispettivamente a Carmine Cretella e Silvana Noviello, si è tenuto l’evento “Oltre Gomorra” che ha creato l’occasione di un confronto tra alte cariche istituzionali, importanti realtà imprenditoriali e la redazione di “Informare” su due temi cardini e sempre di grande attualità: ambiente e criminalità.

Quale futuro per i nostri territori in termini ambientali? Quale futuro per i nostri giovani e imprenditori in termini di lavoro e legalità? Possibile credere in un paese normale? A queste domande hanno cercato di dar risposta gli illustri presenti, che ringraziamo per la partecipazione e il loro costante lavoro svolto sui nostri territori, nonché il magistrato di Cassazione Raffaello Magi, giudice del processo Spartacus per il quale fu sconfitto il clan dei casalesi e da cui ne iniziò il declino: la Sen. Paola Nugnes, membro del gruppo M5S, della tredicesima commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali) e della commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, il colonnello Giancarlo Scafuri, comandante Provinciale dei Carabinieri di Caserta, Milly D’Amore, Vice Questore del Commissariato di P.S. di Castel Volturno, Rosalba Scafuro, vicesindaco di Castel Volturno, Gino Pellegrino, imprenditore, titolare del Foof e del Plana Resort, Emilio Alfano, Presidente Regionale Confapi (piccole e medie imprese) e Luigi Ferrucci, Presidente circolo Antiracket Castel Volturno. Ringraziamo per la partecipazione anche Massimiliano Noviello, figlio della vittima di camorra  Mimmo Noviello, Alessandro Ciambrone, direttore del Museo di Capua e Presidente dell’Ass. Albergatori e Ristoratori, Peppe Piantieri, Peppe Ammaliato, presidente dell’associazione I Love Pinetamare, Agostino Marchesano, Presidente Associazione Commerciati, Maurizio Fabiani, Presidente del Circolo Sel di Castel Volturno, Lucia De Cicco del comitato ambientalista Lago Patria, i rappresentanti della Union Security Valerio Iovinella e Nicola Landolfi, l’Associazione Villaggi Globali, la Pro Loco Litorale Domitio, Legambiente Casapesenna, rappresentanze di cittadini del territorio e del mondo della scuola. Moderatori dell’evento sono stati Tommaso Morlando e Fabio Corsaro, rispettivamente direttore e vicedirettore di Informare.

 

 

Sono emerse dal dibattito considerazioni, appelli, proposte, testimonianze e la convinzione che, nonostante le considerevoli difficoltà, questo territorio ha ancora un destino da scegliere per rendersi migliore. Si può fare molto, sicuramente più di quanto sia stato fatto finora. E questo convegno potrebbe rappresentare l’incontro di tante forze istituzionali, associative e politiche, sinergicamente composte per lavorare sul presente di queste terre affinché si possa credere in un futuro migliore da vivere.

IL MAGISTRATO

L’umanità è la sfoglia che rende grande una persona, quello strato sottile che trasforma gli uomini in esempi a cui ispirarsi, prescindendo dalla professione e dal prestigio e affidandoci all’onestà che traspare dai loro occhi e al valore di cui è intessuta la loro storia. Raffaello Magi è una testimonianza che non servono eroi per fronteggiare il male celato nella nostra società. Don Peppe Diana diceva  «Non c’è bisogno di essere eroi, basterebbe ritrovare il coraggio di aver paura, il coraggio di fare delle scelte, di denunciare». Sorride spesso Magi nella redazione di Informare. È la prima cosa che si nota. Pensavamo che con tutto quel da fare ci si potesse dimenticare di sorridere a chi ancora gli chiede del processo Spartacus. È lo stesso sorriso di Falcone in un’intervista in cui i suoi occhi cominciano docilmente a dirsi rassegnati ad una vita da Magistrato. Magi è oggi sereno esempio, profonda rassegnazione del cambiamento. Alla domanda “Lei si è mai sentito solo?” avrebbe forse voluto farsi spazio tra le sedie e sgattaiolare fuori. Troppo personale, troppo larga l’interpretazione. Non è preciso nella risposta: è puntuale, e risponde: «Il tema è delicato perché personale. Ho iniziato ad occuparmi del processo ai casalesi con una preoccupazione di carattere puramente professionale. Non ho mai sentito una sensazione di pericolo durante gli anni del processo. La mia preoccupazione era arrivare a una decisione che fosse la migliore possibile. E visto che si trattava di 125 imputati, di quasi 10 anni di guerre di camorra, di mettere insieme un grande mosaico che partiva dal maxi processo di Falcone, la preoccupazione forte era quella di non sbagliare, e di dare una risposta. Nel farlo non mi rendevo conto di stare facendo qualcosa di poco ordinario, in un periodo in cui eventi drammatici come l’omicidio di Don Peppe Diana avevano scosso le coscienze».

 

 

Non capita spesso di trovarsi dinanzi ad una figura istituzionale di tale rilievo, Spesso però dimentichiamo che dietro al lavoro coraggioso che ricopre c’è un uomo. Quale peso ha avuto il suo lavoro nella vita privata?
«Per quanto riguarda la vita privata, posso dire che negli anni che ho vissuto a Santa Maria Capua Vetere con gli altri colleghi, tra gli anni ’90 e gli anni 2000 avevo così tanto da fare con il lavoro, che non ho avuto proprio la possibilità di dedicarmi a questo aspetto. Nel ’98 avevo 4 anni di servizio, e andai a interrogare Francesco Schiavone, appena arrestato, nel carcere di Rebibbia. Mi trovai in un vortice di impegni professionali. E adesso, parecchio più grande, ho dei bambini piccoli. Negli anni del maxiprocesso, in quel clima che si è vissuto, davvero non so come avrei fatto se avessi avuto dei bambini. Ritagliarsi del tempo per se stessi era estremamente complicato».

Spesso ci chiediamo “di chi è la colpa?”, Secondo lei, qual è l’origine del male? Questo territorio può rinascere dalle proprie ceneri, proprio come fa la Fenice?
«Osservo il male quotidianamente… quello che però abbiamo visto in questo territorio è una violenza studiata, quasi ‘militare’, una necessità di annientamento dell’avversario, di risistemazione interna degli affari dei gruppi. Purtroppo questa violenza non nasce solo da un contesto territoriale, ma proprio dall’uomo, da una componente che probabilmente sta in minima parte dentro ciascuno di noi. L’ottimismo e la voglia di fare fanno la differenza e dobbiamo lavorare profondamente sulla conoscenza della nostra zona. Questi ragazzi, che danno vita alla realtà di ‘Informare’, sono un esempio incredibilmente positivo, andando controcorrente e contribuendo a promuovere il positivo del territorio, in cui io vedo comunque più cose positive che negative. Ho viaggiato molto e dico che il posto in cui trovo più bellezza al mondo è proprio questo. Penso quindi che si tratti di valorizzare la bellezza, l’intelligenza, lo spirito di ospitalità che noi abbiamo. E le persone che sono qui stasera secondo me rappresentano l’eccellenza di questo territorio».

di Fabio Corsaro
Servizio fotografico a cura di Antonio Ocone

Tratto da Informare n° 144 Aprile 2015

 

Raffaello Magi con la redazione del Magazine Informare - Photo credit Antonio Ocone
Raffaello Magi con la redazione del Magazine Informare – Photo credit Antonio Ocone

About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai... Per aspera ad astra!