Sfoglia Informare- Tratto da Magazine Informare N°188

“Sono tornato al Trianon perchè penso che un teatro così umano, in un quartiere dove non si conoscono diritti e doveri debba essere sempre aperto alla gente”.

E’ un Nino D’Angelo determinato quello che abbiamo incontrato nel teatro di Piazza Calenda 9, alle prese con la regia della sceneggiata “Lacreme Napulitane” che debutta a Dicembre.

informareonline-nino-d'angeloE’ un generoso e lo si capisce dalle prime battute. All’anagrafe Gaetano, dalla metà degli anni ‘70 sulla cresta dell’onda, entrato di diritto nel novero dei personaggi cult italiani. Un innovatore figlio del popolo e della grande saggezza popolare. Dal “caschetto biondo” ad una costante ed importante innovazione artistico-umana.

Dopo la prima esperienza di direzione datata 2006/10 con nomina diretta dell’allora sindaco Bassolino, Il coraggio di tornare, per amore: “Questo teatro è stato per ben quattro volte all’asta, volevo riaprisse. Durante le elezioni parlai con Vincenzo De Luca e lo invitai a spendersi per Forcella.  E’ stato di parola ed abbiamo riaperto pieni di entusiasmo”.

Una “zona calda” Forcella dove i problemi sono quotidiani: “In questa parte di Napoli mancano un miliardo di cose, le Istituzioni sono ancora assenti. Le opportunità per i ragazzi scarse. Pensate che ogni tanto ci sono delle stese e questo non ci aiuta a far decollare il progetto. Ma non molliamo. Questo teatro va donato alla popolazione”.

La politica dei prezzi sarà “low cost” un’intera stagione teatrale a 100€: “Non esiste la gente di serie A e quella di Serie B. La cultura è un diritto, come l’aria e tutti dobbiamo respirare allo stesso modo. L’ignoranza fa comodo a chi fa gli altri intrallazzi, alla malavita”.

Nato a San Pietro a Patierno e cresciuto a Casoria, un inizio durissimo ma un’intelligenza fuori dal comune: “Ho la terza media e vengo da una famiglia di persone che non avevano studiato. Con il successo e praticando le persone, ho capito quanto sarebbe stata importante la cultura per me”.

E’ un fiume in piena D’Angelo con il sacro fuoco del capopopolo mitigato da una rara umiltà: “Sono per chi fa le cose non per le chiacchiere. Che senso ha organizzare il PIZZAFEST sul lungomare. Forcella è la patria dei pizzaioli e dovrebbero portare attenzione a questa zona invogliando i giovani a credere ancora nel territorio. Immaginate a come sarebbe se spostassero San Gregorio Armeno altrove. Mergellina non ha bisogno di niente, è già bella così. Questo è il vero cuore della città, qui si respira  la nostra  carnalità e la storia ”.

Nei suoi occhi la certezza che si può fare di più: “Questi quartieri sono diventati a rischio perché sono stati abbandonati. Sfido chiunque a trovare a Forcella un solo luogo dove i bambini possano giocare. Il teatro non può risolvere tutti i problemi ma è un posto di aggregazione e cultura fondamentale”.

Artista trasversale che piace ai giovani a cui parla così: “Prima di ogni passione deve esserci un lavoro concreto, un qualcosa che ti sostenga. Nella mia vita ho fatto di tutto. Ho girato i mercati, venduto i gelati alla Stazione. Non mi sono svegliato una mattina volendo fare il cantante. Ai giovani non deve arrivare tramite la televisione il messaggio che chiunque possa diventare famoso. Coltivate i sogni e le passioni ma pensate al quotidiano”.

D’Angelo spopola anche sui social e li utilizza abilmente: “Sono una persona nata per non essere , nata per perdere. Vengo dal poco e nel poco ho trovato la ricchezza nei sentimenti. E’ importante che i ragazzi di oggi si riapproprino dell’amore . Non accetto che stiano con lo sguardo basso sui telefonini. Ho un filo diretto con il mio pubblico e gli concedo tutto, utilizzando le possibilità della tecnologia”.

Moderno alfiere della tradizione musicale partenopea, a metà tra Sergio Bruni e la world music: “Artisti come Bocelli e Pavarotti sono diventati famosi anche grazie alle melodie napoletane che sono un patrimonio. I giovani sono il seme del domani e dobbiamo farli innamorare della tradizione”.

Possibile un clamoroso ritorno a Sanremo,  in duetto con D’Alessio, da sempre considerato suo rivale: “Con Gigi abbiamo rafforzato la nostra amicizia. A Napoli bisogna creare sempre le rivalità, lui è più piccolo di me di 10 anni e non c’è stato mai un problema tra noi. Facciamo entrambi parte della storia della canzone napoletana e Ci divertiamo. Se c’è qualcosa da fare lo faremo”

Sui migranti il D’Angelo-pensiero si fa duro come l’attacco al leader della Lega: “Non credo affatto a Salvini ed al suo ritrovato amore per Napoli, adesso è troppo facile dirlo solo perchè si vuole il consenso popolare. I migranti non sono il problema, lo è la disoccupazione.  Loro fanno parte della nostra collettività e svolgono i lavori che noi non vogliamo fare. Siamo stati nipoti, figlio o addirittura emigranti e per noi è impossibile essere razzisti”.

Poi conclude: “Ho conosciuto il razzismo quando negli anni ’80, soltanto perché venivo dalle periferie, mi negavano la possibilità di suonare in Teatro.”

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Mara Parretta, Nino D’angelo, Nando Misuraca

di Nando Misuraca

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