Marek Hamšík – L’ultima bandiera
Il capitano del Napoli proclamato cittadino onorario di Castel Volturno

L’UOMO

Un uomo di poche parole, una star con la timidezza di un bambino. In pubblico distoglie spesso lo sguardo dagli occhi di chi gli parla, non perché sia un tipo snob. Marek Hamšík è l’espressione opposta di uno snobismo contagioso che affetta uomini di sport e di spettacolo. Lui è schivo, ma soprattutto umile, definito spesso un leader silenzioso in campo e nello spogliatoio. Tutti princìpi che lo hanno reso un simbolo di Napoli e del Napoli, ideologicamente al pari di Diego Armando Maradona. Hamsik è una bandiera, quelle che nel calcio moderno si contano a stento sulle dita di una mano, che ha rinunciato ai milioni della Cina perché il pensiero di una famiglia lontana non sarebbe stato semplice da affrontare.

 

Leggi qui l’ultimo numero di 
Informare n° 185 Settembre 2018

 

LA CITTADINANZA ONORARIA

I suoi figli sono napoletani, o meglio, anagraficamente castellani perché nati tutti e tre a Castel Volturno, la stessa città che gli ha conferito da poco la cittadinanza onoraria dopo 11 anni vissuti consecutivamente a Pinetamare, della cui comunità è sempre stato parte attiva. Una residenza lontana dalla sua Banská Bystrica, dov’è nato in Slovacchia, anch’essa però bagnata da un fiume: dal Hron al Volturno, rinunciando a vivere con una finestra affacciata sul golfo più bello del mondo, quello di Napoli ovviamente. Ed è strano vedere Hamsik in un consiglio comunale, quello che lo scorso mese si è tenuto nel municipio di Castel Volturno, circondato dal sindaco Dimitri Russo e dai consiglieri che all’unanimità lo hanno proclamato cittadino onorario, conferendogli le chiavi della città.

 

 

«Volevo solo ringraziare tutti – afferma Hamšík emozionato per il riconoscimento – perché è sempre bello sentire parole di apprezzamento nei miei confronti. Per me Castel Volturno è stata sempre la prima scelta, dal momento in cui sono arrivato a Napoli 12 anni fa. Non ho mai avuto difficoltà o problemi. Qui la gente è stata sempre accogliente ed ho trovato i migliori amici della mia vita ed è la città dove sono nati i mie 3 figli. Castel Volturno è la mia seconda casa». A dimostrazione di ciò, anche la compagine juventina della città lo ha omaggiato di una targa di riconoscimento, manifestandogli stima e sincero affetto. Il sindaco Dimitri Russo, anche lui juventino, ha dedicato e donato a Marek un ritratto a matita.

Calorosa la piazza che lo ha accolto e con il quale Hamsik ha partecipato ai quei classici cori da stadio che sentiamo la domenica al San Paolo. L’emozione, per un calciatore, non si prova solo se ti stai giocando gli ottavi di Champions al Bernabeu di Madrid o quando vinci in casa della Juve al novantesimo (quelle non hanno prezzo, diciamoci la verità): dietro un giocatore c’è sempre un uomo con uno specchio di intimità che si lascia andare a questi momenti di pubblico riconoscimento.

IN CABINA DI REGIA

Dalle chiavi della città a quelle del centrocampo del Napoli affidategli da Carlo Ancelotti: Hamšík è in cabina di regia stavolta, a dettare i tempi di gioco, fungendo da metronomo e giocando in un ruolo che l’allenatore emiliano ritiene congeniale allo slovacco.

Hamšík, quindi, continua ad essere un punto di riferimento definitivo per la squadra e per il gruppo e resta simbolo di una Napoli che lo ha incoronato re per qualità, ma soprattutto per un attaccamento ormai storico alla maglia azzurra.

Copertina giugno 2014

Maggio 2014 – Sbarbato, probabilmente con qualche tatuaggio in meno ma sempre sorridente e disponibile con tutti e soprattutto con la voglia di restare a Napoli: ospitammo Marek Hamšík la prima volta nella nostra redazione nel maggio del 2014 per la copertina del mese successivo (n° 134, giugno 2014). Un ragazzo immutato nella sua umiltà e sempre protagonista in mezzo al campo.

 

Marek Hamšík la prima volta nella redazione di Informare
Marek Hamšík la prima volta nella redazione di Informare

 

Pacco alla camorra

Dicembre 2015Marek Hamšík nella redazione di Informare in occasione della consegna del “Facciamo un pacco alla camorra”, l’iniziativa sociale promossa dalla RES (Rete Economica Sociale) e da NCO (Nuovo Commercio Organizzato), di cui è stato sostenitore.

 

Marek Hamšík con Tommaso Morlando durante la consegna del "Pacco alla camorra"
Marek Hamšík con Tommaso Morlando durante la consegna del “Pacco alla camorra”

 

NaPolonia!

Luglio 2018 – Non è Napoli, è NaPolonia! Oggi più che mai, protagonisti del nuovo Napoli di Carlo Ancelotti, ci sono due polacchi che stanno diventando riferimenti indispensabili in campo: Arkadiusz Milik e Piotr Zieliński, l’uno reduce da due anni sfortunatissimi per le vicissitudini che tutti conosciamo alle ginocchia, l’altro in cerca della consacrazione da titolare nel nuovo Napoli, entrambi originari della Slesia, regione storica nel sud Ovest della Polonia. In questa foto, Milik e Zieliński a Dimaro con il nostro magazine con un giovanissimo Marek Hamšík in copertina di giugno 2014.

 

Arkadiusz Milik e Piotr Zieliński a Dimaro - Photo credit Carmine Colurcio
Arkadiusz Milik e Piotr Zieliński a Dimaro – Photo credit Carmine Colurcio

 

di Fabio Corsaro
Foto di Gabriele Arenare

Tratto da Informare n° 185 Settembre 2018

Print Friendly, PDF & Email