COPERTINA – Jolanda Capriglione «La Cultura non è un lusso. La Bellezza è il futuro dei nostri territori»

Jolanda Capriglione - Photo credit Antonio Ocone

«I nostri territori: non solo speranze, ma concrete possibilità di sviluppo»

 

La professoressa Jolanda Capriglione, docente ai corsi di laurea di architettura, disegno industriale e per la moda presso la Seconda Università degli Studi di Napoli, Presidente del Centro Unesco per la Provincia di Caserta, delegata della SUN per Uniscape (rete internazionale di università che si occupano di paesaggio) e Assessore alla Cultura al Comune di Capua, è una professionista dalla personalità forte, attiva, pragmatica e idealista al tempo stesso, una figura sempre in prima linea a favore della cultura, affinché appunto quest’ultima sia posta in primo piano nella nostra Provincia e Regione, attraverso una serie di concrete iniziative.

“Informare”, come magazine di promozione culturale, si impegna per portare alla luce sempre più il mondo della bellezza e della cultura, e ritiene che in un contesto politico nazionale e regionale in cui spesso si sente etichettare la cultura come “un lusso”, come un qualcosa che non è centrale per il benessere e l’economia del Paese, si debba invece investire e ripartire proprio da essa: scoprire le nostre ricchezze e potenzialità culturali rappresenta infatti la vera strada maestra, affiancata dalla base imprescindibile della legalità, per la rinascita del territorio. In quest’ottica esprimiamo il nostro apprezzamento e la nostra stima alla prof. Capriglione, che abbiamo intervistato durante la nostra visita ai laboratori artistici del MAC.

 

Jolanda Capriglione e Tommaso Morlando - Photo credit Antonio Ocone
Jolanda Capriglione e Tommaso Morlando – Photo credit Antonio Ocone

 

Professoressa, ci può parlare delle iniziative che ha realizzato di recente e di quelle in programmazione?
«Comincio col dire che siamo in uno dei luoghi magici della bellezza che è Capua, che può essere considerata una grande capitale culturale, capitale della storia dell’arte, della bellezza, che si inserisce in un contesto, in una Provincia, in una Regione straordinaria. Ovunque andiamo, in qualunque borgo o cittadina, attraversando il Volturno e al di là di questo fiume, troviamo luoghi di pura magia: ad esempio a Santa Maria la Fossa c’è una chiesa con degli affreschi medievali meravigliosi che invito tutti a visitare. A Castel Volturno, “la grande dimenticata” di cui tanti pare che si divertano a parlar male, basta arrivare alla chiesa con quel portale splendido per rimanere incantati…Castel Volturno mi ha stregata. Noi come Centro Unesco coinvolgiamo i giovani, le associazioni culturali, le Amministrazioni, perché riscoprano insieme a noi tutta la bellezza che ci circonda. C’è un ciclo continuo di eventi e interventi culturali. Il nostro impegno costante è lavorare con le nostre forze: non è cosa da poco non avere un riscontro economico, ma grazie al lavoro di tanti professionisti ci si riesce. Con gli architetti, i fotografi, gli studenti della SUN, abbiamo realizzato mostre, convegni. Attraverso le mostre fotografiche stiamo facendo conoscere dappertutto i paesaggi e le bellezze di questa Provincia, anche grazie al web e a ‘Informare’, che portiamo sempre con noi e con cui siamo lieti di aver avviato questa collaborazione che vedrà istituita una mostra permanente delle opere degli artisti del MAC presso la sede di ‘Officina Volturno’. Sono certa che siamo solo agli inizi di un formidabile percorso che veicolerà positività e bellezza sotto ogni punto di vista».

La struttura che abbiamo visitato oggi è stupenda e piena di bravi professionisti. Ci chiediamo se è pensabile che non ci siano progetti particolari affinché tali professionisti percepiscano uno stipendio riuscendo così a dare molto di più. A chi bisognerebbe rivolgersi per rendere “visibile”, a 360° una struttura del genere?
«Il MAC- Cittadella dell’Arte è un luogo quasi unico in Italia. Ora ha un respiro internazionale, e i meriti sono del Sindaco Antropoli e del lavoro straordinario del direttore artistico Alessandro Ciambrone, ma anche di fotografi e architetti come Ludovico Mascia e Rossella Bicco. Ormai è fondamentale parlare il linguaggio dei media, in ogni sua declinazione, si deve stare dentro alla contemporaneità. I soldi sono importanti, ma in questa fase stiamo lavorando per la rinascita del museo, stiamo creando le premesse che potranno rendere il museo così produttivo da pensare di utilizzare il denaro non soltanto per la sua stessa sopravvivenza, ma anche per i suoi collaboratori. Il Comune oltretutto è in dissesto come purtroppo molti altri Comuni, e in Italia per legge i comuni in dissesto non possono spendere soldi per la cultura, che è considerata un di più, un lusso… trovo che ciò sia scandaloso. Quindi dico pubblicamente che noi stiamo lavorando con i nostri soldi privati, e lo facciamo con piacere, certi che tutto questo aprirà strade nuove, che permetteranno al museo un rilancio che avrà poi un ritorno. Il cuore non ci permette di abbandonare questi bravissimi e generosi artisti».

 

Jolanda Capriglione - Photo credit Antonio Ocone
Jolanda Capriglione – Photo credit Antonio Ocone

 

Ci può parlare del Centro Unesco Caserta, ex Club Unesco?
«Passare da Club a Centro Unesco è stato un successo enorme, ottenuto con un impegno eccezionale da alcuni anni a questa parte. Questo riconoscimento, che viene dalla Commissione Nazionale Unesco, è per noi una ragione di immenso orgoglio, anche perché questo è l’unico Centro Unesco da Firenze a Lampedusa. Non ce ne sono più. Per questo mese di Maggio stiamo preparando una festa per celebrarci, penso che tutta la Provincia la meriti, abbiamo lavorato tanto e ribadisco che ne siamo davvero orgogliosi. Perché è importante un Centro Unesco? Perché ha tutta una serie di opportunità, fra cui ad esempio poter fare formazione. Bisogna lavorare perché alla fine le cose accadono, e accadono sempre in un modo inaspettato. D’altronde, è dalle prove inedite e dai naturali conseguenti errori che nascono le cose nuove, le cose migliori, non previste, che ti schiudono nuovi orizzonti. Beati coloro che hanno dubbi e che sanno affrontare l’errore! Percorrere strade già collaudate non porta in luoghi nuovi, ma dove già sai di andare. Ebbene, noi abbiamo affrontato dubbi, errori, difficoltà però adesso, attraverso il Centro Unesco, pensiamo di poter arrivare a un punto molto importante. Riusciremo probabilmente a compattare tante questioni».

Lei è riuscita a portare a Napoli il Maestro Riccardo Muti, straordinaria figura di livello internazionale: quale messaggio ha lasciato? Qualche considerazione in merito al nostro territorio e alla speranza di una realtà migliore per i nostri giovani?
«Certamente! Non staremmo nemmeno qui oggi se non fossimo convinti del fatto che questo territorio, e i nostri giovani, non hanno solo speranze, ma concrete possibilità. Io ho fiducia nelle concretezze, è un territorio ricchissimo. Qui a Capua ad esempio non facciamo solo mostre d’arte, ma c’è una sequenza di iniziative, quotidianamente! Anche per questo è definibile come una delle grandi capitali della cultura. C’è un’amministrazione che ha sale in zucca e progettualità, come dovrebbe essere un’amministrazione. Si pensi che a Sant’Angelo in Formis c’è un roseto di 3.000 rose, ed è un roseto privato, dove però viene gente. Il Maestro Muti, nella sua visita proprio a Sant’Angelo, dove c’è la chiesa definita anche da Vittorio Sgarbi come “la chiesa più bella al mondo”, dopo essersi guardato intorno a lungo, ha detto e scritto nel registro dei visitatori questa frase: “è la porta del Paradiso!”. A Castel Volturno, di cui ripeto che io sono innamorata, ci sono potenzialità altissime e elementi di novità nell’imprenditoria: esempio emblematico è l’Ecoparco del Mediterraneo e quindi anche il Plana Resort, ma non dimentichiamo il Foof di Mondragone, Museo del Cane di livello europeo. Entrambe queste sorprendenti realtà sono da implicare alle spiccate qualità dell’imprenditore Gino Pellegrino, coraggioso giovane che ha investito in questi che ormai sono poli di eccellenza imprenditoriale e ricettiva sul territorio, e che devono rappresentare l’esempio fattibile di quello che tutto il litorale e la provincia di Caserta dovrebbe essere. Insomma, io credo che quello che serve sia essere coraggiosi e concreti nel saper vedere e nel valorizzare il patrimonio naturale e culturale che abbiamo intorno».

di Valeria Vitale
Servizio fotografico a cura di Antonio Ocone

Tratto da Informare n° 145 Maggio 2015

 

Jolanda Capriglione con la redazione di Informare - Photo credit Antonio Ocone
Jolanda Capriglione con la redazione di Informare – Photo credit Antonio Ocone

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