Intervista alla Dott.ssa Rosanna Purchia
Sovrintendente del Teatro San Carlo di Napoli

La Dott.ssa Rosanna Purchia è la Sovrintendente del Teatro San Carlo di Napoli, il più bello del mondo. A lei, alla Dott.ssa Emmanuela Spedaliere e all’intera Fondazione Teatro San Carlo rinnoviamo il ringraziamento per la possibilità di ricevere foto e materiali in esclusiva, nonché di partecipare ai loro maggiori eventi. Per la nostra Redazione significa immergersi totalmente nella cultura partenopea e mondiale, un onore per pochi.

La gestione di una struttura come quella del San Carlo, passa principalmente nell’obbligo di “far quadrare i conti”. Come si fa a gestire un Teatro con uscite “certe e costanti” ed entrate “certificate” incerte?

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Rosanna Purchia

«Appena ho messo piede in questo Teatro nel lontano 2009 il primo obiettivo è stato far quadrare i conti e da allora i conti sono sempre stati in ordine. Non c’è una ricetta e questo è il problema che ho io oggi, e che avranno in futuro se non cambieranno la filosofia e le modalità di gestione di queste istituzioni culturali.

Siamo di fatto l’azienda culturale più importante del Mezzogiorno d’Italia che ha sede nel Teatro più bello del Mondo, pertanto, dobbiamo essere messi in condizione di gestire con dignità, rango e rigore questa attività.

Dovremmo avere la possibilità di programmare con anni di anticipo se vogliamo avere il meglio, come è giusto che il San Carlo offra al proprio pubblico. Sul fronte “uscite” è compito e responsabilità di chi gestisce con un controllo implacabile.

A questo si aggiunge l’esperienza e il principio che non esiste un’immagine della singola persona, ma dell’Istituzione».

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Pareggiare il bilancio è certamente un lavoro enorme e di merito, ma non dovrebbe essere la normalità? Nel senso che, si dà molta enfasi al pareggio di bilancio, ma non si entra nel merito di “come” si è arrivati a tale obiettivo.

«Sottoscrivo la domanda. Mi meraviglio quando si enfatizza il raggiungimento del “pareggio di bilancio”, ma io ho semplicemente fatto il mio dovere, ho fatto quello per cui questa Istituzione mi ha chiamato.

Forse abbiamo perso il senso della normalità. Pur non sminuendo il nostro lavoro, ma l’incertezza delle risorse in ingresso è certamente un problema, perché i budget si fanno su documenti e impegni che le Istituzioni ti garantiscono.

L’unica vera grande responsabilità mia e della parte amministrativa è la stima degli incassi del botteghino. La Regione Campania ha avuto il merito di fare una legge con un finanziamento certo per il San Carlo ed è l’unica, nel panorama italiano, che investe oltre 10 milioni di euro per il “proprio” Teatro.

È giusto anche dire che la Città Metropolitana, unica in Italia, investe un grosso contributo per essere socia ed esprimere un proprio rappresentante nel Consiglio. Anche in questo rappresentiamo un’unicità del nostro territorio».

Teatro San Carlo è principalmente “programmazione”. Cosa ci aspetta per il prossimo futuro?

«Dal punto di vista programmatico, il Teatro San Carlo ha fatto una grande rivoluzione. E’ un Teatro aperto al mondo, aperto al territorio e vicino al territorio. Non è più un oggetto elitario, non solo per veri intenditori, perché il Bello è per chiunque».

Quanto “contano” immaterialmente i lavoratori del San Carlo?

«I lavoratori del San Carlo sono il San Carlo. Il 90% delle risorse umane sono sul palcoscenico e il 10% sono per gli uffici amministrativi.

Quando è stato richiesto di fare dei tagli in passato, ho avuto grande difficoltà, perché credo di essere sempre pronta nel costruire. I grandi maestri non sarebbero mai ritornati al San Carlo se non avessero toccato con mano l’eccellenza delle professionalità interne: professori d’orchestra, tecnici, artisti del coro, artisti del balletto, squadra di amministrativi, tutti uniti per il raggiungimento di grandi obiettivi».

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Informare dona il “Pugno della Legalità” simbolo dell’associazione Officina Volturno

Una valutazione del precedente numero di Informare dedicato al Teatro San Carlo con in prima pagina la dott.ssa Emmanuela Spedaliere?

«Ho letto tutto ed è stupendo, con delle bellissime immagini del sipario del San Carlo. Emmanuela è stata determinante per il cambiamento e insieme a una ridotta classe dirigente è stata sempre al mio fianco.

L’impegno di Informare e dell’Associazione Officina Volturno è veramente esemplare. È la dimostrazione che la società civile, quella giusta, è capace di dare il meglio per il nostro territorio con competenza, amore e determinazione».

di Angelo Morlando

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°193
MAGGIO 2019

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