Casert’Arte
Tutto inizia con un’Estate da Re…

Dal punto di vista creativo e artistico, l’inizio dell’anno a Caserta è partito da agosto.
Orchestra e Balletto del Teatro San Carlo, Zubin Mehta, Stefano Bollani, Ezio Bosso, David Garrett, Alvise Casellati, Julian Rachlin. Il tutto nella cornice maestosa della Reggia di Caserta.
Che possa essere un inizio beneaugurante per la città di Caserta e per l’intera provincia che sulla cultura può basare il proprio futuro. Cultura e coltura: hanno la stessa etimologia. È un percorso faticoso e difficile, ma che porta benefici a medio-lungo termine. Noi ci crediamo!

La Redazione

Sarebbe possibile definirci uomini e donne senza una cultura? Cultura intesa come conoscenza, come storia, cultura intesa come radici.

Quelle che molto spesso rinneghiamo, auto-convincendoci che essere meridionali, essere “terroni”, sia un marchio a fuoco di cui vergognarsi, un “peccato originario” mai commesso, ma da espiare.
“Nato a…” è una stringa che molti preferirebbero abolire dalla carta di identità, per evitare di essere preceduti dai cliché attribuiti alla propria terra. “Nato a Caserta” significa legare i propri natali ad una terra di camorra, disservizi, incuranza, maleducazione. Eppure, quest’anno, la città scelta da Carlo di Borbone come dimora estiva, è prepotentemente tornata alla ribalta in tutto il suo fascino, permettendo finalmente ai suoi abitanti di proclamarlo con fierezza: “Sono di Caserta!”

L’estate 2019 è stata un mix esplosivo di cultura per questa città: è stata l’estate di “Bocconi di Storia 4.0”, quarta edizione della famosissima rassegna storico-culinaria incorniciata dalla magnifica Reggia di Carditello che, da qualche anno a questa parte, è tornata a risplendere. È stata l’estate della 42esima edizione della Festa della Mozzarella, l’estate del Belvedere di San Leucio e delle sue Seterie, l’estate della quarta edizione di Un’Estate da Re, un vero e proprio motivo di orgoglio per i casertani.
Ammirare il Giardino della Reggia all’imbrunire non è uno scenario a cui si può assistere spesso, ma il vero spettacolo di questa attesissima rassegna, frutto del sodalizio fra la Reggia di Caserta e il Teatro San Carlo, è stato diverso e molto più coinvolgente.
Gli occhi degli spettatori brillavano nell’ammirare il Balletto del Teatro San Carlo che fluttuava sulle note di Pulcinella. Lo spettacolo è stato il silenzio quasi religioso in cui l’Aperia della Reggia era immersa, spezzato solo dalle note del pianoforte di Stefano Bollani.

È stata l’aria quasi immobile e centinaia di fiati sospesi, mentre David Garrett faceva vibrare le corde del suo violino.

Genitori e figli, nonni e nipoti, amanti dell’opera lirica, e personalità di spicco del panorama socio-culturale e politico nazionale, tutti accomunati dalla stessa meraviglia, tutti concordi nell’affermare che sono proprio eventi di così ampio respiro a mostrare il volto, quello più vero e più bistrattato, di una città che, nonostante tutte le vessazioni a cui è sottoposta, non potrà mai morire. Non sono mancate presenze istituzionali di spicco.
La Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, assolutamente entusiasta per l’iniziativa:

«Evento che trasmette un’emozione straordinaria, incorniciato da uno scenario stupendo. Aggiungono valore a questa meravigliosa serata i giovani allievi del Conservatorio, presenti stasera: proprio grazie a loro, resta viva la speranza che questi eventi abbiano successo e continuino ad evolversi in futuro».

Anche il Dottor Federico Cafiero de Raho, attuale Procuratore Nazionale Antimafia, ha scelto di trascorrere una serata lasciandosi cullare dalle note del violino di Julian Rachlin, diretto dal Maestro Alvise Casellati.
Il Dottor de Raho è stato una presenza di fondamentale importanza per la Redazione di Informare, con cui abbiamo avuto il privilegio di chiacchierare:

«Conosco Magazine Informare, il vostro periodico, e conosco le vostre iniziative sul territorio di Castel Volturno. È una realtà molto difficile da gestire, per migliorarla è necessaria un’azione costante e in simbiosi di tutti gli enti presenti sul territorio, soprattutto delle Associazioni Culturali».

Parlare con chi, ogni giorno, si adopera per aiutarci a rendere le nostre realtà migliori è stato un onore, ma ancor più emozionante è stato percepire l’entusiasmo degli spettatori, che per anni hanno assistito, impotenti, al declino di questo splendido gioiello storico e architettonico.
Scorgere l’orgoglio nei loro occhi, guardarli osservare la nostra Reggia con la stessa meraviglia di chi vi entra per la prima volta, è stata veramente un’emozione senza prezzo. «Caserta e le zone circostanti sono state abbandonate per anni, sembravano destinate ad essere dimenticate, eppure oggi siamo qui, ad assistere alla chiusura della quarta edizione di Un’estate da Re, rassegna che attira turisti da ogni parte d’Europa. Non avremmo potuto chiedere di meglio per questa città».

Per qualche sera, in realtà, la Reggia è stata popolata da turisti provenienti da tutte le parti del mondo: tedeschi, americani, cinesi. Avrebbero potuto trascorrere la loro serata di vacanza in un locale, scegliere di passeggiare sul lungomare di Napoli, visitare uno qualsiasi dei posti meravigliosi che la nostra Campania vanta, eppure no.
Hanno preferito ammirare la fontana di Diana e Atteone, resa ancora più ammaliante dalle ombre circostanti.

Hanno scelto di sbirciare Il bagno di Venere, di percorrere l’equilibrio del Giardino all’Italiana per poi immergersi nel caos di quello all’Inglese, mitigato da qualche luce soffusa. Hanno scelto di lasciarsi emozionare, ma soprattutto di emozionarci, di tornare a casa portando nel cuore il ricordo indelebile di un’atmosfera da sogno.
E ci hanno consentito, finalmente, di poter proclamare a gran voce che siamo fieri della nostra terra, di tutto il suo potenziale e di tutta la sua bellezza. Perché questo è quello che vogliamo per Caserta, bellezza.

Questa è la vera Caserta: bellezza.

 

di Teresa Coscia

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°199
NOVEMBRE 2019

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