COPERTINA – Gianluca Isaia: il “Made in Naples” nel mondo

Copertina Informare Aprile 2018 - Gianluca Isaia - Photo credit Carmine Colurcio

«Per noi è una missione portare la vera Napoli nel mondo. C’è tanto sacrificio alle spalle, ma quando c’è tanta passione questo non ti pesa: io amo ciò che faccio». La scintilla negli occhi di Gianluca Isaia prescinde l’originale giacca che indossa, oppure la bellissima stanza nella quale ci ospita. Convivono in lui un’esuberante veracità napoletana, che lui tiene a mostrare ed una concreta vena manageriale, fatta di ragionamenti trasversali e duttilità internazionale. Isaia non è solo il cognome di Gianluca, ma un’entusiasmante realtà.

 

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I Quattro Palazzi, Casalnuovo e… Tokyo

«L’azienda nasce con nonno ai Quattro Palazzi, in via Seggio del Popolo» ci racconta Gianluca, partendo dalla genesi di questa eccellenza sartoriale. «Mio nonno aveva un piccolo negozio dove vendeva tessuti ai sarti. Quando iniziò a fare sartoria su misura ed il commercio andò bene, si trasferì a Casalnuovo che era “città dei sarti”. Negli anni ‘50, su 14.000 abitanti circa 7.000 erano sarti, un vero e proprio distretto artigianale». La manodopera specializzata, quella vera, è quella che ancora oggi contraddistinuge la cittadina in provincia di Napoli. I festoni delle feste patronali, le botteghe d’epoca, riportano tutte l’ago ed il filo, nel segno di una memoria che non vuole disperdersi. «A mio nonno sono subentrati mio padre e i suoi due fratelli. Io sono entrato nell’89, dopo la laurea in economia a Milano ed oggi porto avanti l’azienda con mia sorella e cinque cugini». Non si può frenare il mercato, la diversificazione sociale, come, fortunatamente, non si può frenare la crescita di un brand d’eccellenza. «Negli anni ‘90 il nostro mercato era soprattuto italiano, poi siamo arrivati in Giappone, USA e in tanti Paesi del mondo. Oggi, più del 90% del nostro commercio giunge dal mercato internazionale. Tutto ciò è stato possibile con la passione, accompagnata da una bravura tutta napoletana; noi specifichiamo sempre che non siamo made in Italy, ma made in Napoli». Tokyo, San Francisco, Milano, Capri, ma il quartier generale rimane sempre lì: Casalnuovo di Napoli. Non te lo aspetti che lì, a pochi passi dalla cumana, in una delle vie parallele al corso, ci sia uno stabilimento che conta circa 350 dipendenti; un quartier generale di artigianato e distribuzione internazionale, a cui vanno aggiunti i dipendenti degli store esteri. «Casalnuovo ci coccola, perché insieme a Napoli noi portiamo anche Casalnuovo nel mondo. Qui sono molto orgogliosi di questa realtà e abbiamo un ottimo rapporto con questo territorio. È una cittadina dove si sta bene». Lo scopo è lapalissiano: esportare napoletanità. Un patrimonio che non è fatto solo di storia, teatro e canzoni, ma di artigianato e commercio. Una cultura che risiede geneticamente nella manualità di quella sartoria che non si contraddistingue per la sua nazionalità, ma perché puramente “napoletana”. «Facciamo spesso stage per i giovani – ci spiega Gianluca Isaia – L’iniziativa più importante arriverà tramite la fondazione che abbiamo costituito ed avrà come primo progetto una scuola di sarti per giovani ragazzi che vogliono avvicinarsi a quest’arte. Il secondo costituirà corsi di lingua napoletana. Tutto nasce da un libro per cui ho posato come modello sulla gestualità partenopea: il ricavato andrà a questa fondazione dedicata ai miei nonni».

 

Proud, always

Il corallo è il logo del brand Isaia. Può perdersi per le vie di Tokyo, oppure raffreddarsi per la brina dei vetri di Mosca, ma le sue radici affondano nel mare di Napoli, nelle gocce cadute dalla testa mozzata della gorgone Medusa dall’eroe mitico Perseo. Il corallo è un altro richiamo all’origine di Isaia, alla Magna Grecia che ancora si respira nella nostra città.

«Di Napoli mi piace tutto, soprattutto la passione e la gioia di vivere, di cui abbondiamo. C’è tanto rimpianto per non avere la capacità di valorizzarla come si dovrebbe. Purtroppo abbiamo esportato il peggio, anche se questo rappresenta una minoranza». Il punto di vista manageriale, a volte, è ciò che ci manca; l’occhio di chi guarda in termini di utilità e di investimento, andando oltre la patina dorata che viene rappresentata.

«Sono un forte sostenitore della nostra città e della Campania – ci spiega Gianluca – ma, purtroppo, non vedo un momento migliorativo. Noi abbiamo un negozio a Capri con tanti stranieri che passano, ma molti non conoscono la città di Napoli. A Napoli ci passano e scappano via verso la costiera o le isole. Hanno paura di girare per la nostra città. La micro criminalità può essere combattuta, soprattutto con maggiori presidi nei punti nevralgici come Molo Beverello». È strano, il turismo al momento sembra uno dei valori fondanti della nostra rinascita, ma lo spunto di riflessione fornitoci da Gianluca Isaia è molto interessante.

 

 

 

«Napoli dovrebbe essere super ricca solo per il turismo. Tutti parlano di affluenza turistica, ma i veri turisti, quelli buoni, che spendono, non vengono. I turisti di cui tutti parlano sono quelli che a Napoli sarebbero venuti lo stesso».

L’amore per una donna, per la famiglia o per la propria città è tale se le critiche non vengono nascoste come polvere sotto al tappeto anzi, è tale se si agisce perché queste si trasformino in risorse. È recente il lancio della campagna
#ProudlyNapulitano da parte di Isaia, con la quale, con tono sarcastico ed autoironico, l’azienda napoletana ha giocato sugli insulti razzisti che da sempre ci vengono lanciati.

«Cerco sempre di portare la Napoli positiva nel mondo e, soprattutto, sono tifoso del Napoli. Durante il mio periodo universitario ho visto più trasferte che partite in casa. Dei cori che leggete sulle magliette ne ho subiti una marea: inizialmente erano proprio brutti, perché uscivamo sconfitti, poi, con Maradona, tutto è diventato più bello, perché subivi i cori, però vincevi. Questi insulti mi sono rimasti dentro e sono diventati uno spunto per questa campagna che non riguarda solo il calcio, ma anche il sociale, contro i pregiudizi che ci sono.

 

Gianluca Isaia
Gianluca Isaia

 

#Proudlynapulitano, perché noi comunichiamo in napoletano ed inglese, mai in italiano». Una rete che esporta, in maniera capillare, una napoletanità di mestiere, pulita, elegante ed autoironica. Posizionata in una fascia alta di mercato, diventa, così, un prodotto di lusso ricco di storia e cultura. Una realtà entusiasmante.

di Savio De Marco
Foto copertina di Carmine Colurcio

Tratto da Informare n° 180 Aprile 2018

About Salvatore De Marco

Salvatore De Marco nato il 18/10/1992 a Napoli. Tutti lo conoscono come Savio De Marco. Diplomato al Liceo Classico Vittorio Emanuele II di Napoli. Laureando presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II in Scienze Politiche. Ama l’arte, la filosofia e la scrittura e il teatro, appassionato di cinema e fumetti. Coordinatore e Regista di una compagnia amatoriale teatrale “Pazzianne & Redenne” formata totalmente da giovani. Milita in un’associazione culturale “ViviQuartiere Napoli” attiva nella riqualificazione del nostro territorio.