COPERTINA – Enrico Castellacci: eccellenza internazionale all’avanguardia nella ricerca e nell’ortopedia

Enrico Castellacci

Il futuro della medicina: prevenzione, sana alimentazione e terapie innovative

 

Lo scorso 22 Gennaio 2016, presso il Palacongressi della Mostra d’Oltremare di Napoli, si è tenuto uno dei più importanti ed interessanti congressi in medicina dello sport che Napoli abbia mai ospitato: “Esplorare il muscolo, prevenire le lesioni e possibilmente curare”.
Il Prof. Michele Marzullo, Presidente del Convegno, e il Prof. Clemente Servodio Iammarone, Presidente Onorario, hanno qualificato il suddetto evento come «uno stimolo ad investire e sostenere la ricerca e la biotecnologia per prevenire, diagnosticare, curare e riabilitare patologie muscolari con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dell’uomo, sia esso atleta o meno».

Il ricco programma scientifico ha previsto l’alternarsi di professionisti ed esperti del settore medico-sportivo dalle 8.30 del mattino e per le successive dieci ore. Negli oltre venti interventi susseguitisi nel corso della giornata, si è studiato, analizzato ed approfondito quello che il Prof. Nicola Maffulli dell’Università degli Studi di Salerno ha definito la “Cenerentola della reumatologica sportiva”, ossia l’apparato muscolare, privo di “glamour” e che spesso non riempie le tasche dei medici. Di grande interesse ed importanza anche gli interventi di Vito Ferrara, Direttore Sanitario dell’Arma, di Vincenzo Maresca, Comandante dei NAS dell’Italia Meridionale, e di Lanfranca De Magistris dell’Arma dei Carabinieri di Napoli, i cui interventi hanno preso in oggetto il pubblico ufficiale in termini di alimentazione, sovraccarico biomeccanico e regole per la tutela della salute dei cittadini.

Esaminato nella sua completezza, il muscolo cela tutt’oggi un alone di mistero legato alla sua complessità, capace di consentire il movimento e la stabilità del corpo, nonché parte integrante delle attività indispensabili all’esistenza. Si è discusso principalmente di prevenzione e riabilitazione delle lesioni muscolari, di sana alimentazione come elemento strategico, preventivo e performante, e soprattutto di sport e degli infortuni che ne conseguono sul sistema muscolo-tendineo.

La redazione di Informare, presente al congresso con una postazione riservata, ha esposto e presentato ai partecipanti del congresso il proprio progetto editoriale, in corrispondenza con l’attività associazionistica portata avanti dal Centro Studi Officina Volturno.

Gli interventi di chi vive lo sport quotidianamente per professione sono stati particolarmente esemplificativi in merito al tema principe del convegno: tra questi, lo staff medico del Napoli ha fatto la sua parte con i contributi del Dott. Alfonso De Nicola circa l’“Epidemologia e statistica delle lesioni muscolari in club ad alto impegno agonistico” e del Dott. Raffaele Canonico con un intervento inerente la “Nutrizione del muscolo nel calcio”. I suddetti medici, insieme al Prof. Enrico D’Andrea, rappresentano uno dei segreti di questo momentaneo primato in classifica del Napoli, nonché il più efficace ed efficiente staff medico delle società calcistiche in Europa. Infatti, come esposto da De Nicola, Responsabile dello Staff Medico SSC Napoli dal 2005, «la media infortuni (muscolari) nel girone d’andata di Serie A è stata di 0,11 per partita nel Napoli, seguito da Inter e Juventus, rispettivamente con parametri pari a 0,45 e 0,72. Il primato negativo lo detiene il Bologna con un infortunio a partita». Gli azzurri “trionfano” anche in termini di indisponibilità dei calciatori: «0,25 a partita contro l’1,73 dell’Inter e i 2,17 della Juve. Chiude il Verona con 3,61 indisponibili a gara». Insomma, questi numeri rispecchiano anche la classifica dei punti, determinata senza dubbio anche dal (mancato) certosino lavoro degli staff medici delle società. Qual è il segreto per vantare numeri del genere? Ce lo spiega Canonico, medico dello sport, che si occupa di tutto ciò che è inerente alla valutazione funzionale dell’atleta, quindi alimentazione, allenamento, oltre a quanto avviene nella quotidianità:  «Siamo sempre presenti tutti e tre sul campo e viviamo la sala medica con i fisioterapisti che gestiamo noi, e tutto ciò in altre società spesso non accade. Nel nostro staff esiste ottimizzazione delle risorse umane e del lavoro. I calciatori, inoltre, sanno che siamo disponibili H24 e spesso trascorriamo più tempo con loro che con le nostre famiglie. Lavoriamo inoltre molto sulla prevenzione e sulle tecniche posturali». Espressosi al congresso principalmente sul tema dell’alimentazione nello sport, Canonico ha mostrato degli schemi estratti dalle analisi di alcuni match del Napoli affermando che una sana nutrizione influisce inevitabilmente sulle prestazioni tecniche dell’atleta.

Un argomento estremamente interessante in termini, oltre che scientifici, sociali ed antropologici, è stato affrontato dal Prof. Enrico Castellacci, Specialista in Ortopedia e Traumatologia, in Terapie Fisiche e Riabilitazione e in Medicina dello Sport: la medicina rigenerativa. Direttore del Centro di Riferimento Nazionale di Medicina e Chirurgia Rigenerativa dell’Istituto Clinico Ligure di Alta Specialità, e Responsabile, tra le tante cariche, dello Staff Medico della Nazionale Italiana di Calcio, col Dott. Castellacci abbiamo approfondito l’argomento con un’intervista in esclusiva circa, appunto, questa tipologia di trattamento per il ripristino funzionale di cellule, tessuti ed organi: «La medicina rigenerativa ci permette, attraverso specifiche cellule, di provare a recuperare determinati tessuti, rigenerandoli. Come in alcuni animali, ai quali se si taglia ad esempio la coda o un arto lo riformano nuovamente, come le salamandre e lucertole, anche l’uomo possiede questo potenziale enorme che va chiaramente studiato, saggiato e usato con estrema cautela: le cellule staminali. Nel campo ortopedico, e quindi anche nel campo medico sportivo, – continua Castellacci – noi possiamo sfruttare sia i fattori di crescita, come il Plasma Ricco di Piastrine, che dà un input, tramite infiltrazione, alla rigenerazione di cartilagine, tessuti o tendini, sia le staminali adulte, prese principalmente dal midollo osseo per fare dei trapianti al fine di riformare cartilagine e così via. La filosofia della medicina, nel futuro, non sarà volta più a sostituire, nonostante la chirurgia protesica/ricostruttiva rappresenti oggi una fonte di soluzione e gratificazione umana incredibile, bensì a rigenerare. Arriverà un momento in cui il tessuto di un cuore infartuato verrà rigenerato dalle staminali, o che molte malattie neurologiche tipo la SLA e l’Alzheimer saranno curate tramite le staminali stesse. È parzialmente arrivato un momento, per quanto riguarda la chirurgia ortopedica, in cui cerchiamo di far rigenerare o l’osso o la cartilagine o i tessuti tendinei con cellule staminali. È un argomento di un fascino incredibile – aggiunge – ma ha bisogno di molta saggezza, razionalità, studio scientifico e di molta casistica. Oggi operiamo con le staminali adulte nella chirurgia cartilaginea nei giovani, dai quali riscontriamo risultati eccezionali e tale metodica è stata riportata su atleti di un certo livello».

 

Enrico Castellacci
Enrico Castellacci

 

Castellacci è in Italia tra i precursori della medicina rigenerativa ma cosa manca all’Italia per essere al passo con le grandi nazioni che investono in ricerca? Il Professore mette in luce un’amara e purtroppo risaputa verità: «Certamente non le menti, che sono all’altezza dei più grandi cervelli a livello mondiale. Certe volte mancano i mezzi per poter fare ricerca che permetterebbero di avere più possibilità e quindi magari dei risultati più eclatanti. Oggi dobbiamo cercare di parlare di “rientro di cervelli” perché sappiamo di avere personalità illustri ma che magari son dovute fuggire dove hanno permesso loro di estrinsecare le potenzialità, cosa che in Italia non è riuscita. Io penso che ci sia una controtendenza in questo momento. Rendendosi conto di questo, magari cambiando le condizioni sociali ed economiche in Italia, si può capire quanto sia importante sviluppare ricerca in questo Paese».

E la prevenzione? Quanto ancora è lontana la società dal comprenderne la vitale importanza? «La medicina del futuro sta nella prevenzione: questa sarà la filosofia vincente della vera medicina. Chiunque abbia una filosofia di questo genere farà della medicina vera. La medicina dello sport è un baluardo per la prevenzione e le visite di idoneità sono il passaporto per la vita e rappresentano l’unico screening rimasto a disposizione per i ragazzi, non essendoci più né la visita scolastica né quella militare. Insomma, la visita di idoneità non va fatta per fare sport perché è la conditio sine qua non, ma si devono render conto, ragazzi e genitori, che quella visita è capace di salvarti anche la vita». Coloro che hanno partecipato a questo congresso escono inevitabilmente arricchiti in termini di conoscenza e consapevolezza di una qualità della vita migliore, possibile grazie anche a piccole attenzioni che spesso trascuriamo ai danni di un sano e longevo funzionamento del corpo.

Citando Thomas Alva Edison, una delle più prolifiche menti a cavallo tra il 1800 e 1900, ricordiamo che “Il medico del futuro non somministrerà medicine ma motiverà i suoi pazienti ad avere cura del proprio corpo, all’alimentazione, alle cause e alla prevenzione delle malattie”.

di Fabio Corsaro e Fulvio Mele

Tratto da Informare n° 154 Febbraio 2016

  

About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai... Per aspera ad astra!