17 anni dalla nascita di Informare: Duecento numeri, tanti riconoscimenti, tante inchieste e denunce, ma soprattutto una moltitudine di giovani che hanno fatto parte di questo lungo viaggio, contribuendo a far circolare una libertà contagiosa.

Nel 2002 il nostro attuale direttore, Tommaso Morlando, decise di non restare indifferente di fronte ad un marciume generale fatto di camorra, ecomafie e politica collusa, che teneva sotto scacco i nostri territori, decidendo di combatterla con un’arma che anche oggi sarebbe da riscoprire: la cultura.
La sua mission ha preso forma nella costituzione dell’Associazione Officina Volturno e nel magazine “Informare”. Già d’allora Tommaso decise di circondarsi dell’energia e della vitalità dei giovani dandogli sempre più spazio, utile affinché potessero riuscire ad acquisire competenze e responsabilità. Con argomenti veri, denunce circostanziate e portate avanti fino in fondo, “Informare” ha iniziato ad acquisire credibilità, ritrovandosi accanto tanti sostenitori, dal mondo dell’associazionismo a quello della magistratura. Il sostegno dei lettori, delle aziende pulite che decidono di sponsorizzare questo progetto, dei tanti amici passati per la nostra redazione, beh, di questo saremo assolutamente grati.

Ma cosa significa aver portato a termine ben 200 numeri?

Duecento numeri sono duecento mani, quelle che si stringono nel nostro simbolico pugno della legalità. L’incarnazione di queste duecento mani la vediamo nei volti puliti di chi compone la grande famiglia di Informare, e la parola “famiglia” non è assolutamente di circostanza, non esprime un concetto laterale: è davvero così. Una famiglia che nasce sotto la buona stella di un valore come quello della condivisione: siamo tutti insieme, sullo stesso campo da gioco. Impariamo insieme, ci formiamo insieme e non solo sul piano giornalistico.
Raccontare la magia che accade in Informare è davvero complesso, perché Informare va vissuto. È una scuola di vita, oltre che un’opportunità; ogni giovane qui è un diamante grezzo che man mano si perfeziona da solo.

Il motore di questa forte macchina, oltre che dall’alveare di collaboratori, è costituito da un direttivo che ogni giorno dà tutto per tenere aggiornata il sito web informareonline.com, oltre che a guardarsi attorno per le notizie e gli eventi per il cartaceo. Ognuno impara e si mette in discussione, ogni giovane impara ad acquisire competenze attraverso un ruolo; un metodo di estrema rottura rispetto a quelle “fabbriche di giornalismo” che vedono i giovani come una risorsa da sfruttare e non da valorizzare.
Noi abbiamo deciso di stare dal lato opposto, di dare davvero voce e spazio alle nuove leve che, chissà, saranno i nuovi volti della scrittura e del giornalismo italiano. Scrivere oggi non è semplice, pensare di fare “il giornalista” non è semplice, essere liberi, qui ed oggi, non è semplice perché in molti sono pronti a fermare le nostre penne. Non ci hanno fermato le querele temerarie, le accuse infondate. Abbiamo sempre risposto con fatti, oltre che con parole, e rispondiamo ancora con un brindisi al duecentesimo numero di un giornale che forse, andrebbe celebrato ad ogni suo numero.
Duecento mani strette, nel segno della libertà, legalità e della cultura.

La Redazione

 

Immaginate di iniziare un percorso a 16 anni e di chiuderlo a 23. Nel mezzo c’è un pezzo importante della vostra vita, il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, dal liceo all’università, visioni che cambiano, prospettive ed orizzonti che si allargano. Quante tappe si segnano in 7 anni, quanti ricordi si accumulano, quante esperienze che si vivono e condividono.
Io questo momento della mia vita l’ho vissuto nella redazione di Informare. Ricordo bene la prima volta che misi piede nella sede di Pinetamare: tanta timidezza, ma una voglia matta di scrivere del Napoli di Mazzarri che ha rappresentato un passaggio fondamentale dell’era De Laurentiis. Il primo articolo pubblicato fu su un’amichevole pre-campionato contro il Peñarol. Partita anonima, ma che per me fu un passo importante, il primo, timido, che mi avrebbe portato dopo alcuni anni a dirigere quella stessa redazione di cui sono sempre stato orgoglioso.
Informare mi ha dato ciò che ai giovani oggi spesso non viene concesso: un’opportunità.
Ne è conseguito un sentimento di responsabilizzazione, la capacità di fissare nuovi obiettivi e tagliare i traguardi più belli grazie al gioco di squadra. E non è un caso che Informare continui a vivere la sua storia dopo 18 anni di giornalismo libero: la redazione si è sempre composta di persone sane, affiatate e che hanno contribuito in maniera rilevante alla crescita del magazine. Il grande valore di questa piccola ma “gigante” realtà editoriale è senza dubbio quello umano.

Per me Informare è stata e resterà una seconda famiglia. Le strade professionali spesso si dividono, quelle emotive seguiranno per sempre lo stesso tracciato.

di Fabio Corsaro (già direttore di Informare)

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°200
DICEMBRE 2019

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