COPERTINA – Dries Mertens, il belga napoletano

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I sogni di Dries Mertens fino a nove anni fa erano semplici: avrebbe voluto giocare fino a quarant’anni, divertirsi giocando per poi smettere e tornare in Belgio a riposare e godersi i nipoti. Ma poi qualcosa è cambiato. È arrivato a Napoli.
«Se penso che quando mi sveglio vedo il mare, so che il mio problema sarà ritornare in Belgio!»

Informareonline-Dries-mertensIl 25 agosto del 2013 fa il suo esordio in Serie A con la maglia del Napoli, entra in campo al posto di una leggenda come Marek Hamsik, firmando di fatto un patto con la storia. Dicono che l’abbia voluto a Napoli Benitez, in realtà era finito nel mirino di Riccardo Bigon già quando sulla panchina dei partenopei sedeva Mazzarri. Ma in quel ruolo, c’era un certo “Pocho” Lavezzi e non se ne fece niente. Furono proprio i cambiamenti di modulo previsti da Rafa Benitez a rimettere sul piatto il suo nome: serviva un esterno d’attacco e Dries sembrava perfetto. Fin da subito si è capito che non era un giocatore comune, estro e velocità in campo ed un soprannome: “Trilly” per il suo essere un folletto onnipresente. Ispirato proprio dal personaggio di Barry, per la spensieratezza e la leggerezza messe in campo dal nostro eterno aiutante di Peter Pan.

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Ma Mertens il suo cuore non l’ha portato solo in campo. È sceso in mezzo alla gente e ne ha vissuto le difficoltà: ha lavorato come volontario nei canili aiutando gli sfortunati randagi. Ha dedicato la notte ai senzatetto napoletani portando loro delle pizze margherita. Fa regolarmente visita ad Aurora, una bimba malata di cancro, e non è raro vederlo scorrazzare sulla sua Vespa per le vie della città partenopea. Dries rappresenta l’animo pulito del calcio, la gioia di vivere lo sport come veicolo di solidarietà.

Non si nega mai ai suoi fratelli napoletani, lui sa bene che il calcio a Napoli è una bella malattia: la dolce signora di quasi 80 anni che vive al piano di sopra gli porta caffè e complimenti quando gioca bene. Ma se la prestazione non è stata buona gli rifila qualche schiaffo! Lo sa bene anche Kat, sua moglie, che l’anno in cui Dries ha segnato 27 reti si è ritrovata in casa 27 camicie nuove, frutto di una scommessa tra suo marito ed il suo sarto ed amico Ciro, che poi ha dovuto dire basta: perché Dries non si fermava più!

Mertens ama vivere la città ed i tifosi come se fosse nato a Napoli, non esiste cena in pizzeria in cui non si trasformi in pizzaiolo ed intrattenitore. Ed è stata proprio la sua volontà di stare in mezzo alla gente, di uscire a divertirsi come tutti a dare origine al nuovo definitivo soprannome. Ciro Martinez era il nome che il gestore del Bowling scriveva sul tabellone per non farlo riconoscere, ma ovviamente non avrebbe potuto passare inosservato a lungo. Proprio uno di noi. Uno scugnizzo belga-napoletano: scegliere per lui il nome Ciro è stato semplice, adottarlo praticamente naturale.

Informareonline-Dries-mertensDa attaccante esterno in cerca di sicurezze, Ciro si è trasformato in bomber azzurro: con l’infortunio di Milik nel 2017 Sarri lo sposta al centro inventandolo falso nueve. Alla fine della stagione totalizzerà 34 reti di cui 28 in campionato, piazzandosi al secondo posto della classifica marcatori. Per la gioia dei tifosi che si godranno lo spettacolo del bel gioco aspettando l’esultanza dopo il gol, per le quali Dries è diventato famoso. Ogni volta racconta la storia di un affetto particolare della sua vita, come quelle dedicate a Tommaso, il magazziniere della squadra, suo grande amico. Oggi Ciro Mertens è il miglior attaccante azzurro: in otto stagioni ha collezionato 141 reti e non sembra aver alcuna intenzione di fermarsi. Ma non solo, il belga napoletano è un vero e proprio collante per lo spogliatoio azzurro, sempre presente per i compagni soprattutto quando ci sono difficoltà.
Ha vissuto le altalenanti vicissitudini della squadra nelle stagioni più difficili, tra ammutinamenti e multe, e per quanto ci abbiano provato le sirene di mercato non sono mai riuscite a portarlo lontano.

Dries ha legato a Napoli la sua vita, lui e sua moglie Kat vivono in un appartamento del Palazzo Donn’Anna e a breve nascerà il loro primo figlio. A quanto hanno raccontato, si chiamerà Ciro e sarà l’originale Ciro Mertens napoletano.

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°225 –  GENNAIO 2022

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