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Non solo borse, portafogli e cinture, cd-dvd ed altri prodotti multimediali, cosmetici, vino e altri alimenti, giocattoli, medicinali ma anche auto sportive. Sembra che tutto ciò che offre il mercato sia idoneo ad essere clonato. Come nel caso di una replica in apparenza perfetta, ma contraffatta, di una Ferrari da Formula 1 con cui Niki Lauda gareggiava negli anni Settanta.
Si trovava a bordo di un automezzo diretto verso la Svizzera ed è stata sequestrata nelle scorse ore dalla Guardia di finanza di Ponte Chiasso. Descritta sui documenti doganali come “modello show car in vetroresina”, ha fatto sorgere sospetti di contraffazione anche per l’esiguità del valore dichiarato.

Dall’ispezione è quindi emerso che si trattava a tutti gli effetti di una riproduzione, non autorizzata, di una storica monoposto della casa di Maranello. Il marchio “Ferrari” era in particolare inciso sul contagiri. La Ferrari “fake”, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti“, è stata così posta sotto sequestro. Quanto all’esportatore, è stato denunciato per contraffazione e commercio di prodotti con segni falsi.

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