Parla il presidente della Camera di Commercio di Caserta, dott. Tommaso De Simone

INFORMARE-GIUGNO-1Il 24 giugno dell’anno scorso abbiamo partecipato ad una conferenza stampa presso la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, guidata dalla dott.ssa M.A. Troncone, nella quale furono presentati due protocolli d’intesa per “un’azione coordinata finalizzata al contrasto dell’usura e dell’infiltrazione della criminalità nell’economia legale”, sottoscritti tra la stessa Procura, il comando provinciale della Guardia di Finanza di Caserta e la Camera di Commercio di Caserta, presieduta da Tommaso De Simone.
Tra le diverse attività, la Camera di Commercio di Caserta attivò il seguente numero verde per i fini suindicati: numero verde: 800.893.977

A circa sei mesi dall’attivazione del numero verde abbiamo ottenuto un’intervista con il presidente dott. Tommaso De Simone, con la quale abbiamo affrontato diversi argomenti, tutti di importantissima utilità e attualità.

Potrebbe aggiornarci sulle attività dello sportello antiusura e sui primi sei mesi di attività del numero verde istituito a seguito del protocollo d’intesa con la Guardia di Finanza e la Procura di S.M.C.V.?

«È necessario fare una premessa per inquadrare il protocollo tra gli strumenti che abbiamo messo in campo per controllare e contrastare ogni forma di illegalità. Il protocollo si inserisce nella situazione di emergenza connessa alla pandemia da coronavirus ed i correlati necessari provvedimenti di contenimento e gestione del rischio sanitario che hanno acuito una situazione di generalizzata crisi di liquidità delle imprese del territorio e, più in generale, hanno determinato evidenti difficoltà economiche anche per la generalità delle famiglie dei lavoratori rimasti senza occupazione o con entrate comunque sensibilmente ridotte. Tale situazione di disagio socio economico per imprese, lavoratori e famiglie, costituisce terreno fertile per la criminalità – comune ed organizzata – che, grazie ai capitali illecitamente accumulati, riesce ad occupare ampi spazi per operare ed affermare la propria presenza sul territorio, mirando così ad ottenere un riconoscimento sociale del proprio ruolo. Il riferimento è, in primo luogo, all’usura. Abbiamo raccolto quest’allarme lanciato da magistrati, forze dell’ordine, rappresentanti delle istituzioni e delle categorie datoriali, ma anche da singoli imprenditori e cittadini privati, i quali, in più occasioni, hanno sottolineato come la criminalità organizzata e soggetti privi di scrupoli siano pronti ad approfittare della debolezza finanziaria del sistema produttivo per allargare il proprio controllo economico sul territorio. Attualmente il numero verde è presidiato da personale, anche utilizzando la collaborazione con associazioni che si occupano della lotta all’usura e di prestare assistenza alle vittime del fenomeno; quello che stiamo registrando sono richieste di informazioni rispetto al numero verde».

Ci può fornire delle informazioni sull’ulteriore protocollo d’intesa con la Prefettura di Caserta e sulla possibilità di utilizzare la banca dati / portale R.EX. (Regional Explkorer)?

«È un protocollo siglato ad ottobre scorso attraverso il quale si dà il via libera alla consultazione, da parte delle forze dell’ordine, attraverso una piattaforma digitale, denominata REX, (regional explorer) per favorire l’intensificazione dei controlli mirati a prevenire possibili infiltrazioni da parte della criminalità nel mondo dell’impresa e del lavoro.
La Camera di Commercio di Caserta è la prima in Italia ad aver sottoscritto questo tipo di protocollo ed oggi le altre Camere stanno procedendo seguendo quella di Caserta. La consultazione della piattaforma consente di verificare ed analizzare i diversi fenomeni societari che interessano le imprese operanti sul territorio, mediante il ricorso a diversi indicatori, quali, tra gli altri: governance e assetti societari, trasferimenti, indicatori economico-finanziari, procedure di insolvenza, procedure concorsuali, accordi di ristrutturazione debiti e tanti altre vicende che interessano le società ed imprese. Quello con la prefettura non è l’unico protocollo che la Camera di Commercio di Caserta ha sottoscritto perché già nel 2012 la CCIAA ha messo a disposizione della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere le chiavi di accesso al proprio archivio informatico, perché le indagini possano essere sempre più rapide e funzionali alle esigenze investigative contro il malaffare. L’obiettivo di questi protocolli è quello di dare anche il nostro contributo a supporto delle istituzioni preposte al controllo e al contrasto alla malavita».

Nel suo ruolo di Vicepresidente Union Camere, potrebbe fornirci i dati più recenti sui saldi negativi e positivi delle attività nella provincia di Caserta?

«I dati attualmente che possono essere analizzati riguardano i primi nove mesi del 2020 sui quali pesa come un macigno l’emergenza sanitaria. I primi mesi del 2020 sono stati segnati da una contrazione di nascite di imprese: sono nate 3.902 imprese, il 21,8% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019 e le cancellazioni sono state 2.894, -28% nel confronto tendenziale. Allo stesso tempo occorre rimarcare che il bilancio di queste dinamiche si è tradotto in un saldo anagrafico positivo pari a 1.008 unità realizzando un tasso di crescita più ampio rispetto allo stesso periodo del 2019. Per la provincia l’indicatore è pari all’1,06%, (Campania 0,69%; Italia 0,21%). Questo saldo positivo è spiegabile analizzando le forme giuridiche che confermano l’irrobustimento del tessuto economico produttivo territoriale. Infatti, il 97,2% del saldo positivo è spiegato dalle società di capitali (+980 unità in più), compensando la riduzione sia delle società di persone (-167 unità) che delle altre forme (- 15 unità). Al 30 settembre 2020, le ditte individuali ammontano a 53.461 unità, il 55,6% del totale. Nel periodo gennaio-settembre 2020 si è registrato per questa forma giuridica un saldo positivo di 210 unità ed un tasso di crescita dello 0,39% (+0,24% nel periodo gennaio-settembre 2019).
Tra i settori, i saldi positivi più significativi, in termini assoluti e relativi, si registrano nelle costruzioni (+472 unità; +3,3%) e nei servizi alle imprese (+282 unità; +4,3%). Continua, invece, l’assottigliamento del settore dell’agricoltura (-88 unità). Lieve calo anche per il settore del commercio (-8 unità).
Si registra un passaggio da un segno in campo negativo a quello positivo per il settore assicurazione e credito (+28 unità). Il settore che, in genere, accoglie la maggior parte delle nuove iscrizioni è quello del commercio (29,5% del totale classificato). Segue il settore delle costruzioni (22,5%) e servizi alle imprese (12,6%). Nel periodo gennaio – settembre 2020, tutti i settori registrato un calo delle iscrizioni nel confronto con lo stesso periodo del 2019, ad eccezione del settore delle assicurazioni e credito (+20%). Questa è la panoramica della dinamica imprenditoriale elaborata dal centro studi e servizi della CCIAA, ma le reali dimensioni di questa crisi sono ancora interamente da valutare e ciò ci impone di essere pronti a ripartire continuando a portare avanti una posizione solida e condivisa da tutti i comparti del nostro mondo sociale ed economico».

Quali sono le sue preoccupazioni per il prossimo futuro?

«La preoccupazione maggiore è rappresentata da un’incognita rispetto all’evoluzione che ci sarà; il punto fermo rimane il ruolo della Camera di Commercio di Caserta che si afferma e conferma come riferimento e guida per il sistema economico, dimostrando lungimiranza come si può evincere dai bandi predisposti durante l’emergenza sanitaria, ma anche recependo in anticipo le linee strategiche definite a livello nazionale, come lo sviluppo dell’impresa 4.0, la digitalizzazione e innovazione, il supporto all’export anche per le PMI e sostegno al Turismo puntando anche sui beni Unesco attraverso il progetto Mirabilia. In considerazione della pandemia causata dal coronavirus e con l’obiettivo di supportare le imprese del territorio, la Camera di Commercio di Caserta ha avviato un intervento straordinario rivolto alle micro e piccole imprese e finalizzato a sostenere, mediante contributi per l’adozione di tecnologie e strumenti informatici e digitali, la loro capacità di risposta all’emergenza e di miglioramento dei processi aziendali. Un sistema di voucher che abbiamo proposto più volte durante il 2020 e che porteremo avanti anche nel 2021, con modalità mirate e rivisitate a secondo dei risvolti che ci saranno. Il riferimento è alle dinamiche economiche che avremo nel corso del 2021, rispetto alle quali non è possibile fare previsioni in quanto strettamente legate all’andamento della pandemia».

di Angelo Morlando

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°214
FEBBRAIO 2021

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