Conte: “Non escludo la possibilità di attuare misure più restrittive”

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È terminata poche ore fa la conferenza stampa del premier Conte a Palazzo Chigi al termine del Cdm sui provvedimenti economici.

Il premier si è concentrato molto sul tema di cui si è parlato tanto in queste ore, ovvero la possibile attuazione di misure più restrittive per le aziende e le attività commerciali.

Dopo l’incontro nella giornata di martedì, tenutosi sempre a Palazzo Chigi, tra il Governo e l’opposizione, quest’ultima aveva proposto l’immediata chiusura di tutte le attività in tutta Italia, eccetto supermercati, negozi di alimentari e farmacie. Matteo Salvini è intervenuto anche nell’edizione del Tg2 post di martedì sera: «Il Governo ci ha ascoltati, ma non si è arrivati ancora ad una conclusione. Sono uscito preoccupato, perché abbiamo portato voci di chi chiede misure drastiche subito per poi ripartire tutti insieme tra 15 giorni. Ma la risposta è stata no. Bisogna esportare le stesse misure adottate a Codogno in tutta Italia. A Codogno tutti hanno chiuso per 15 giorni e, per la prima volta, non si sono registrati nuovi casi” dice il leader della Lega, associandosi alle posizioni prese da Giorgia Meloni e Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia.

Nella conferenza stampa di stamattina, il premier non ha escluso del tutto l’ipotesi di mettere in atto condizioni più drastiche per evitare un’ulteriore diffusione del contagio di Covid-19.

“Siamo disponibili a seguire l’evolversi del contagio, e a valutare tutte le richieste che ci dovessero arrivare dalle regioni ma, accanto all’obiettivo fondamentale della tutela della salute, dobbiamo tenere presente che ci sono delle libertà da rispettare, come quelle civili e di impresa. Non dobbiamo affidarci a istanze emotive e non vorrei che iniziasse un dibattito pubblico che chiedesse misure sempre più stringenti per poi accorgerci che altri interessi in gioco sarebbero completamente abbandonati” afferma Conte ai microfoni, rispondendo in parte ai governatori della Lombardia e del Veneto Attilio Fontana e Luca Zaia che, insieme ad altre regioni, hanno chiesto provvedimenti più duri per combattere il coronavirus.

Il premier ha annunciato anche lo stanziamento di ben 25 miliardi di euro per far fronte a tutti i problemi e a tutte le difficoltà di questa emergenza sanitaria.

Oggi Salvini ha voluto ribadire: “Tutta l’Europa sia zona rossa. Fontana e Zaia non sono gli unici a chiedere la chiusura totale delle attività, ma anche i sindaci di tutti i partiti, le associazioni dei produttori, i lavoratori, i commercianti e gli artigiani. Perfino Confindustria e tutto il resto del mondo della produzione è d’accordo. Così si tutelano le aziende e, soprattutto, evitiamo di avere altre centinaia di morti”. Sui social, anche Matteo Renzi si schiera dalla parte dell’avversario politico, chiedendo la zona rossa non solo per l’Italia, ma per l’intera Europa.

Al momento, dopo i continui dibattiti tra Governo, regioni e opposizione, rimangono attive le disposizioni del decreto legge firmato da Conte il 9 Marzo, che prevede la possibilità di poter svolgere la propria attività con forti limitazioni, ma non del tutto stringenti.

                                                                                               di Donato Di Stasio

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