Contaminati 3000 ettari di terreni agricoli del Nord Italia

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Da notizie emerse in questi giorni (Corriere della Sera di Brescia, Repubblica Milano e pochi altri) si apprende che 150.000 tonnellate di fanghi contaminati da metalli pesanti, idrocarburi ed altre sostanze inquinanti, spacciati per fertilizzanti, sono stati smaltiti, attraverso 5000 tir, su circa 3.000 ettari di terreni agricoli nelle regioni del Nord Italia: Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna.

“Dalle tabelle emergono dati impressionanti” scrive il gip nella sua ordinanza che ha portato al sequestro degli impianti. “Nei campioni dei gessi in uscita dall’azienda e in spargimento, le sostanze inquinanti (fluoruri, solfati, cloruri, nichel, rame, selenio, arsenico, idrocarburi, zinco, fenolo, metilfenolo e altri) erano decine, se non addirittura centinaia di volte superiori ai parametri di legge”.

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A questo punto, una doverosa premessa: la salute prima di tutto! Massima solidarietà, da chi ha già vissuto il dramma dei rifiuti tossici, ai cittadini del Nord che stanno subendo tutto ciò!

Per noi che abbiamo già vissuto la brutta esperienza dei rifiuti tossici, una riflessione però nasce spontanea: dov’è la il clamore mediatico nazionale, dove sono le TV di Stato e private con i loro infiniti servizi, i loro Talk Show; dove sono i titoloni (continui e ripetuti in prima pagina) dei giornali di tutte le testate importanti o che si definiscono tali?

Dobbiamo ritenerci “fortunati” noi del Sud, dato che quando accadde una cosa simile in Campania, il Paese intero fu “allarmato” con titoloni e trasmissioni ovunque? L’attenzione ed i riflettori puntati sul problema, determinarono comunque uno studio attento, si fecero indagini, ci furono numerosi arresti, si scoprì (“fortunatamente”) che solo il 3% dei terreni erano inquinati e che questi generalmente non venivano usati per le coltivazioni..…

Certo il danno d’immagine per i Campani ed i prodotti agricoli della regione fu notevole, i soliti “sciacalli” usarono la pubblicità mediatica negativa per spingere prodotti provenienti da altre regioni geograficamente lontane dal SUD ma tutto ciò è storia nota.

La domanda resta: dobbiamo ritenerci “fortunati” noi del Sud per il clamore che ci fu, o devono ritenersi sfortunati i cittadini del Nord che sono avvolti da un silenzio quasi assordante?

Forse, ancora una volta a prevalere sono solo gli aspetti economici del produttivo Nord Italia? All’epoca si approfittò della notizia per aumentare il “fango” sulla Campania, fortificando il preconcetto di cittadini “brutti, sporchi, cattivi e pericolosi”, dirottando così gli acquisti dei prodotti agricoli verso altri lidi geograficamente lontani dal Sud. Il dubbio è che oggi invece, si preferisce non dire, anche se questo non è etico, non è giusto ed è pericoloso, ancora e sempre per interessi meramente economici. La salute prima di tutto!

di Salvatore Savio Aversano

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