Un recente studio pubblicato sulla rivista Cancer Prevention Research dimostra come il consumo di almeno sette bevande alcoliche a settimana durante l’adolescenza aumenta di 3.2 volte le probabilita’ di ricevere una diagnosi di cancro alla prostata di alto grado.

«La prostata è un organo che cresce rapidamente durante la pubertà, quindi è potenzialmente più suscettibile all’esposizione a cancerogeni durante gli anni dell’adolescenza», spiega Emma Allott, co-autrice ed assistente del professore di nutrizione presso l’Università del North Carolina Chapel Hill. «Per questo motivo, – prosegue – volevamo indagare se il consumo di alcol in questo periodo fosse associato, in un secondo momento, all’aggressività del cancro alla prostata».

Il team di ricerca ha valutato i dati di 650 uomini dai 49 agli 89 anni, di diverse etnie, sottoposti a biopsia prostatica tra gennaio 2007 e gennaio 2018. Gli uomini hanno compilato questionari che hanno valutato il numero medio di bevande alcoliche consumate settimanalmente durante ogni decennio di vita. I risultati, hanno dimostrato che il consumo di almeno sette bevande alcoliche tra i 15-19 anni è associato ad un aumento della probabilità di cancro alla prostata di grado elevato, rispetto ai non bevitori.

Nei paesi sviluppati ed industrializzati il tumore della prostata è il più frequente per incidenza e l’alcol è uno dei fattori di rischio. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha inserito l’alcol fra i primi dieci fattori di rischio a livello mondiale. In particolare, l’alcol è al terzo posto del rischio per malattia e morte prematura.

Non a caso, lo IARC, che si occupa anche della valutazione degli effetti degli agenti chimici e fisici sul rischio di cancro, ha classificato l’alcol come agente cancerogeno fin dal 1988, inserendolo nel gruppo 1, vale a dire quello in cui sono comprese le sostanze per cui esistono sufficienti prove scientifiche della loro capacità di influenzare l’insorgenza dei tumori. Indipendentemente dalla bevanda in cui esso è contenuto, è infatti l’alcol stesso a provocare i danni all’organismo da cui può avere origine un tumore.

Vero è che il rischio, così come per gli altri cancerogeni, è direttamente proporzionale alla dose di esposizione: più se ne consuma, maggiori sono le probabilità di ammalarsi. Da tempo è nota la correlazione fra il consumo di bevande alcoliche e l’insorgenza di alcune neoplasie ed e’ altresì nota l’assenza di un valore di sicurezza al di sotto del quale questo rischio possa risultare azzerato. I meccanismi di cancerogenesi alcol-indotti sono numerosi e, ad oggi, non sono noti tutti. Tuttavia, quelli maggiormente accreditati sono: produzione di prodotti tossici e cancerogeni come l’acetaldeide che danneggia il DNA e produce la riorganizzazione dei cromosomi, l’interferenza con l’assorbimento e la metabolizzazione di alcuni nutrienti. Evidenze sperimentali ed epidemiologiche confermano pienamente la correlazione fra alcol e cancro per cui il collegamento alcol/cancro dovrebbe essere tenuto in grande considerazione nell’ambito sia dei programmi di prevenzione, sia di quelli per il raggiungimento di una diagnosi precoce.

di Antonio Giordano
Director of Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine

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