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Consorzio di Tutela della Mozzarella e Bufala Campana Dop: «Il piano vaccinale potrebbe avere impatto negativo sulla commercializzazione»

Redazione Informare 08/10/2021
Updated 2021/10/08 at 3:05 PM
6 Minuti per la lettura

Riguardo gli abbattimenti dei capi bufalini a causa della diffusione della brucellosi, abbiamo richiesto l’intervento del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana, quale ente preposto alla valorizzazione e promozione dell’oro bianco.
Il Consorzio ha gentilmente inviato alla nostra redazione la sintesi della posizione ufficiale dell’ente sugli interventi di eradicazione di brucellosi e tubercolosi nel settore bufalino. Quanto segue è il testo integrale del documento sottoscritto dal suddetto Consorzio, dalla Coldiretti Campania, CIA Campania (Confederazione Italiana Agricoltori) e dalla COPAGRI Campania.

Indice
Preme ricordare che il Consorzio ha come compito istituzionale (per cui è incaricato dal Mipaaf) la tutela, la valorizzazione e la promozione della Mozzarella di Bufala Campana Dop. Per ciò che attiene nello specifico il comparto zootecnico il Consorzio si confronta e si relaziona con Ie autorità sanitarie e Ie diverse associazioni di categoria rappresentative del settore. Pertanto, si sottolinea che le considerazioni qui di seguito sviluppate attengono ai risvolti legati alla produzione e alla commercializzazione della Mozzarella di Bufala Campana Dop e non vogliono in alcun modo entrare in questioni tecniche/scientifiche di pertinenza delle Autorità sanitarie e delle associazioni di categoria.Nel corso degli ultimi mesi abbiamo avuto più volte occasione di confrontarci con l’Assessorato Regionale e con l’lstituto Zooprofilattico del Mezzogiorno, che ci legge per conoscenza, circa le possibili strade da intraprendere per debellare le malattie dagli allevamenti bufalini.
Ad oggi, secondo i dati deIl’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno, sono interessati dal problema circa 40 allevamenti dislocati nella medesima area molto circoscritta tra i comuni di Castel Volturno, Cancello e Arnone, Grazzanise e Santa Maria la Fossa.
In merito alla prospettata ipotesi di un piano di vaccinazione si evidenziano alcune problematiche legate alia produzione e commercializzazione della Mozzarella di bufala campana Dop.
In primo luogo, secondo quanto ci è stato comunicato daII’IZS, un piano vaccinale estenderebbe territorialmente I’ampiezza dell‘intervento non limitandolo alle circa 58 stalle ma coinvolgendo oltre 360 stalle che insistono sulla medesima zona. Inoltre, la Regione Campania sarebbe definita, ai sensi delle norme comunitarie in merito alle malattie animali trasmissibili, “indenne con vaccino”.

“Alla luce del protrarsi delle criticità legate alla presenza di zoonosi in alcune specifiche zone della provincia di Caserta rientranti neII’area di produzione della Mozzarella di Bufala Campana si ritiene opportuno sviluppare alcune considerazioni.

Preme ricordare che il Consorzio ha come compito istituzionale (per cui è incaricato dal Mipaaf) la tutela, la valorizzazione e la promozione della Mozzarella di Bufala Campana Dop. Per ciò che attiene nello specifico il comparto zootecnico il Consorzio si confronta e si relaziona con Ie autorità sanitarie e Ie diverse associazioni di categoria rappresentative del settore. Pertanto, si sottolinea che le considerazioni qui di seguito sviluppate attengono ai risvolti legati alla produzione e alla commercializzazione della Mozzarella di Bufala Campana Dop e non vogliono in alcun modo entrare in questioni tecniche/scientifiche di pertinenza delle Autorità sanitarie e delle associazioni di categoria.
Nel corso degli ultimi mesi abbiamo avuto più volte occasione di confrontarci con l’Assessorato Regionale e con l’lstituto Zooprofilattico del Mezzogiorno, che ci legge per conoscenza, circa le possibili strade da intraprendere per debellare le malattie dagli allevamenti bufalini.
Ad oggi, secondo i dati deIl’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno, sono interessati dal problema circa 40 allevamenti dislocati nella medesima area molto circoscritta tra i comuni di Castel Volturno, Cancello e Arnone, Grazzanise e Santa Maria la Fossa.

Durante alcuni incontri sono state prospettate due differenti ipotesi per giungere all’eradicazione della malattia: una prima ipotesi potrebbe prevedere l’utilizzo di un vaccino insieme a un piano di abbattimenti mentre la seconda, proseguendo peraltro quanto già iniziato in questi mesi dalle autorità competenti, il solo abbattimento dei capi infetti in attuazione del Piano Straordinario per il Controllo delle malattie infettive della Bufala di Razza Mediterranea Italiana per la Regione Campania previsto dalla D.G.R. n°207 del 20.5.2019.

In merito alla prospettata ipotesi di un piano di vaccinazione si evidenziano alcune problematiche legate alia produzione e commercializzazione della Mozzarella di bufala campana Dop.
In primo luogo, secondo quanto ci è stato comunicato daII’IZS, un piano vaccinale estenderebbe territorialmente I’ampiezza dell‘intervento non limitandolo alle circa 58 stalle ma coinvolgendo oltre 360 stalle che insistono sulla medesima zona. Inoltre, la Regione Campania sarebbe definita, ai sensi delle norme comunitarie in merito alle malattie animali trasmissibili, “indenne con vaccino”.

Si ricorda che I’area di produzione della Dop comprende anche altre Regioni. Limitazioni territoriali potrebbero generare delle sperequazioni con impatti negativi sulla materia prima proveniente dalla Provincia di Caserta.
Ed ancora, anche alI’interno della Regione Campania, comuni e zone non interessati dal piano vaccinale potrebbero subire ripercussioni negative.

Potrebbe dunque verificarsi una sorta di compartimentazione tra le diverse Regioni incluse neII’area Dop con effetti pesanti sulla materia prima, senza immaginare le ricadute anche sul settore del latte bovino e ovicaprino.
Da un punto di vista differente ma non meno importante, e opportuno evidenziare l’impatto mediatico negativo che un piano vaccinale potrebbe avere sulla commercializzazione della Mozzarella di Bufala Campana Dop.

La notizia potrebbe essere strumentalizzata e penalizzare il corretto sviluppo dei mercati nazionali ed esteri. Gli altri operatori del mercato concorrenti dei nostri associati potrebbero utilizzare notizie negative per erodere quote di mercato. Infine, alcune normative internazionali prevedono limitazioni alla distribuzione di prodotti trasformati con materia prima proveniente da animali vaccinati e quindi da allevamenti non ufficialmente indenni.

Ed ancora, la provenienza del latte da allevamenti vaccinati potrebbe essere obbligatoriamente riportata suII’etichetta dei prodotti trasformati causando ulteriori ripercussioni sulla commercializzazione.

Per quanto riguarda invece una profilassi con il piano previsto di abbattimenti, questa avrebbe impatto solo ed esclusivamente sugli allevamenti con riscontrate positività. Da un’analisi preliminare il numero di animali e la produzione di latte destinato a MBC non sarebbe tale da incidere sugli equilibri di mercato.
Le considerazioni sopra riportate sono state condivise con le principali Associazioni di Categoria che le sottoscrivono insieme al Consorzio di tutela.

Alla luce di quanto sopra esposto e visti gli interessi della filiera, si chiede cortesemente alla Regione Campania di convocare il Consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop alla prima riunione del Tavolo Verde che tratterà l’argomento in parola”.

di Redazione Informare

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°222 – OTTOBRE 2021

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