Fra polemiche e manifestazioni si è finalmente concluso il Congresso mondiale delle famiglie. “Siamo tornati al Medioevo!” ha protestato qualcuno. Eppure, paragonare il cerchio perfetto di Giotto al gadget a forma di feto mi sembra un azzardo.

Verona e l’amore

Giorni duri per la città dell’amore. Qualche secolo fa, Romeo e Giulietta si uccidevano per rivendicare l’idea che ognuno è libero di amare chiunque voglia. Oggi, sulle loro tombe, si proclama che l’omosessualità è una malattia e che va curata, che bisogna pregare per i gay, «se non si convertono c’è l’inferno!», che il loro «è un comportamento appreso, lo dice la scienza» (ma quale scienza?) e che, come tale, può essere corretto.

Opporsi a queste idee significa remare contro le Sacre scritture, contro la parola di Dio.

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Ansa- foto Filippo Venezia

E il Papa?

Sembrerebbe non essere del tutto d’accordo Papa Francesco che, dal suo volo per il Marocco, afferma di condividere la sostanza della manifestazione, non la forma, che propone il tema della famiglia tradizionale “contro” qualsiasi altro tipo di unione, che mira a distruggere.

Contrariati gli estremisti cattolici, secondo cui il Papa dovrebbe badare alla sostanza, poco importa la forma. In qualità di capo della Chiesa cattolica, dovrebbe appoggiare l’idea che la famiglia è una sola, quella composta da uomo e donna.

Ma, a quanto pare, per il Papa il punto della questione non era questo. Sembrerebbero non comprenderlo, come non comprendono l’idea che Chiesa e cattiverie non sono un binomio conciliabile. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

Dopo l’8 marzo

In questo clima di democrazia e apertura nei confronti del “diverso” (che poi diverso non è), non sono mancate – ovviamente – una serie di affermazioni misogine. E pensare che c’è ancora nell’aria il profumo delle mimose regalate l’8 marzo. Che ne è stato dello spirito femminista?

No all’aborto perché è un delitto, no al divorzio perché rompe una promessa fatta davanti a Dio, no all’eutanasia, inutile spiegare il perché. Le donne? Molto meglio nel Medioevo, erano più rispettabili, dedite alla cura della casa e alla produzione di prole.

Ma questa è, in realtà, un’idea utile a migliorare la salute delle donne stesse: sembrerebbe infatti – dall’intervento di una delle relatrici del congresso – che avere figli a 20 anni e allattarli il più a lungo possibile sia uno dei modi più efficaci per evitare il cancro al seno, e al diavolo la carriera professionale! Lo avrà confermato la stessa scienza che ha provato che l’omosessualità è una malattia.

L’Italia dice no!

Sembra quasi la trama di un libro distopico, uno scenario apocalittico in un futuro assurdo, eppure è la realtà del terzo millennio.

Verona e molte altre città italiane, in risposta, si sono colorate di bandiere arcobaleno e foulard fucsia, per difendere l’amore in ogni sua forma e dei diritti ancora sporchi del sangue delle donne che li hanno difesi prima di noi.

Quindi Marx aveva ragione, «La religione è l’oppio dei popoli»? Ma non si può definire religione un credo sporco di odio. La religione è un’altra cosa. Dio è un’altra cosa.

di Teresa Coscia

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