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Condivisione in rete: vantaggi e svantaggi

Palmina Falco 09/01/2022
Updated 2022/01/09 at 10:13 AM
3 Minuti per la lettura

Condivisione in rete: vantaggi e svantaggi

Le reti di relazioni generate dai social network vengono spesso indicate con l’espressione “comunità virtuali“. Si tratta di una denominazione appropriata? Certamente non sembra compatibile con l’idea di “comunità” trasmessaci dalla tradizione sociologica caratterizzata da precisi requisiti spazio-temporali (le dimensioni ridotte e la vicinanza fisica tra i membri).

Tuttavia le forme di aggregazione spontanea che nascono sui social network presentano alcuni tratti della vita comunitaria: interazioni frequenti e significative; condivisione di esperienze o interessi; sentimento di appartenenza. Inoltre, condividere materiale sui social media – dalle foto delle vacanze alla riflessione personale su un tema di attualità, presentati alla fruizione e al giudizio altrui – sembra riproporre una modalità di scambio da sempre legata alla dimensione comunitaria dell’esistenza, ovvero quella del dono. Il tema è stato affrontato in un saggio scritto a quattro mani dagli antropologi Marco Aime e Anna Cossetta, “Il dono al tempo di Internet”.

La tesi sostenuta dai due studiosi è che la condivisione in Rete, il mettere a disposizione qualcosa di sé – materiali ma anche idee, progetti, consigli – rientri nel paradigma del dono, anche se si tratta di un bene non economico ma relazionale: condividendo si dà e si riceve la possibilità di entrare in relazione, di percepirsi all’interno di un sistema di rapporti sociali. Non mancano però letture più critiche o comunque più caute del fenomeno. Secondo il sociologo polac- co Zygmunt Bauman (1925-2017) i social network sovrappongono ai tradizionali spazi di incontro (e scontro) fra le persone una dimensione prettamente artificiosa, in cui la possibilità del rischio, dell’incertezza, del conflitto sono automaticamente azzerate.

Alla fatica di amicizie costruite e coltivate nel tempo si sostituisce una rete di contatti che si creano e si eliminano con un semplice click; il confronto con la diversità – culturale, politica, ideologica -, centrale nell’esperienza umana ed essenziale nel mondo globalizzato, viene rimosso dall’orizzonte degli utenti abituati a relazionarsi con persone che condividono il loro punto di vista e che diventano in qualche modo i loro “specchi”.

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