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Comunicazione inclusiva: passo indietro dell’UE

Ilaria Ainora 30/11/2021
Updated 2021/11/30 at 3:02 PM
3 Minuti per la lettura
Le linee guida UE sulla comunicazione inclusiva che sconsigliavano riferimenti al “Natale”, oggetto di critiche da più fronti, sono state ritirate dalla commissaria europea all’Uguaglianza, Helena Dalli.

Le linee guida

“Ogni persona in Ue ha il diritto di essere trattato in maniera eguale” senza riferimenti di “genere, etnia, razza, religione, disabilità e orientamento sessuale”: questo il punto di partenza delle linee guida stilate dalla Commissione UE.

Il documento dal titolo “Union of Equality” suggeriva di preferire un generico “Ms” ai più specifici “Miss” o “Mrs”. Sostituire “the elderly” (gli anziani) con “older people” (la popolazione più adulta). Oggetto di rivisitazione linguistica anche le festività: non più a connotazione religiosa ma generica. Si consigliava di dire “le festività sono stressanti”, non “il Natale è stressante”. Si consigliava ai funzionari di Bruxelles di non “dare per scontato che tutti siano cristiani perché tutti celebrano le feste cristiane”. Peraltro, si segnalava di tenere presente che non tutti i cristiani le celebrano nelle stesse date. Il suggerimento era quindi di mostrarsi “sensibili al fatto che le persone hanno diverse tradizioni religiose e calendari”.

Le critiche

Il dossier ha sollevato fin da subito critiche su più fronti. “Viva il Natale, sperando che in Europa nessuno si offenda”, ha scritto il leader della Lega, Matteo Salvini. Gli fa eco Giorgia Meloni secondo cui “la nostra storia e identità non si cancellano”. “Celebrare il Natale e usare nomi e simboli cristiani sono parte della ricca eredità europea”, si replicava da Bruxelles. L’intento del documento, è stato spiegato, era solo garantire la neutralità sulle questioni religiose.

La commissaria UE ha ritirato le linee guida
Ciò non è bastato a salvare il dossier. La commissaria europea all’Uguaglianza, Helena Dalli ha, infatti, provveduto a ritirare le linee guida. Il documento si prefiggeva un obiettivo importante: “illustrare la diversità della cultura europea e mostrare la natura inclusiva della Commissione europea verso tutti i ceti sociali e le credenze dei cittadini europei”, come ha spiegato la commissaria.

Il dossier, tuttavia, non è stato all’altezza delle aspettative e non ha risposto allo scopo prefissato: Non è un documento maturo e non soddisfa tutti gli standard di qualità della Commissione. Le linee guida richiedono chiaramente più lavoro. Ritiro quindi le linee guida e lavorerò ulteriormente su questo documento.

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