Comunali Napoli. «Un nuovo welfare per napoli»: intervista a Gaetano Manfredi

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Gaetano Manfredi, già rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II ed ex Ministro dell’università e della ricerca nel Conte II. Candidato per la conquista di Palazzo San Giacomo, la sua discesa in campo è frutto di un accordo tra M5S e centrosinistra culminato con la garanzia di un “Patto per Napoli” per implementare la valorizzazione della città.

Quando ha maturato la scelta di scendere in campo per Napoli?

«Ci ho riflettuto per un lungo periodo, ma non perché non volessi impegnarmi per la mia terra da cui ho avuto tantissimo quanto perché ritenevo e ritengo tuttora che vi sia la necessità di ridare centralità nazionale alla nostra città. Dopo aver coinvolto e responsabilizzato le forze politiche del centrosinistra e del Movimento Cinquestelle al fine di delineare un Patto per Napoli allora ho deciso di scendere in campo. La soluzione per la tenuta finanziaria del Comune è una condizione imprescindibile per chi voglia amministrare erogando i servizi essenziali e non voglia limitarsi a fare promesse».

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Quali sono i principali punti programmatici su cui si struttura il suo programma?

«Nell’elaborare il nostro ampio ed articolato programma per il governo della città, presentato pubblicamente ma ancora aperto ai contributi esterni di chi voglia sottoporci la sua idea, siamo partiti dalla fotografia del contesto in cui ci troviamo.
Crisi sociale e del lavoro, vivibilità, efficienza dei trasporti, manutenzione del verde e delle strade, fuga dei cervelli e dei giovani: sono questi i temi a cui dobbiamo dare risposte. Da questa consapevolezza, abbiamo immaginato un nuovo welfare incentrato sul partenariato tra pubblico e privato in modo da valorizzare le migliori esperienze del territorio; un hub culturale che renda Napoli la capitale europea della musica mettendo in rete i tantissimi talenti che esprimiamo; sulla scuola, dobbiamo raggiungere entro cinque anni 33 posti per 100 bambini come da target europeo; poi riqualificare le aree urbane pubbliche, soprattutto nelle aree a maggiore criticità; aumentare i presidi di polizia municipale e i sistemi di videosorveglianza; promuovere percorsi di emersione del lavoro nero, dell’imprenditoria informale o abusiva; promuovere una rete di sostegno ai giovani per il contrasto alla povertà educativa, alla cultura dell’illegalità, alla criminalità, lavorando con le scuole, con le associazioni culturali e con il terzo settore».

Quale soluzione per amministrare una città che soffre il peso di un imponente dissesto finanziario?

«Evitare il dissesto c’è bisogno di un concreto sostegno da parte dello Stato con interventi normativi ad hoc, ci stiamo già lavorando. Poi la mia priorità è riorganizzare la macchina amministrativa con potenziamento della pianta organica, ridefinizione delle modalità di dialogo istituzionale e amministrativo tra Città Metropolitana, Comune, Municipalità e digitalizzazione dei processi e dematerializzazione delle procedure».

L’area Nord di Napoli (e non solo), ha visto crescere la manovalanza giovanile a sostegno della camorra. Come combattere questo fenomeno?

«Su questo ogni Istituzione deve recitare la sua parte. Si deve partire dalla riqualificazione delle aree urbane pubbliche, soprattutto nelle aree a maggiore criticità. Poi serve promuovere percorsi di emersione del lavoro nero, dell’imprenditoria informale o abusiva, ma anche una rete di sostegno ai giovani per il contrasto alla povertà educativa, alla cultura dell’illegalità, alla criminalità, lavorando con le scuole, con le associazioni culturali e con il terzo settore. Insomma, dobbiamo creare le condizioni per sottrarre terreno alle varie forme di illegalità. Generare lavoro, welfare e cultura sono le precondizioni per la legalità e la sicurezza».

Quest’estate Napoli ha avuto un aumento di turisti, dovuta anche alla possibilità del green pass. Come implementare la visione di Napoli quale città europea?

«Il turismo mordi e fuggi non serve a nulla. Occorre rafforzare l’identità del brand Napoli, promuovere un turismo esperienziale e di qualità, migliorando la vivibilità e la fruizione dei siti turistici della città, valorizzare e costruire attrattori turistici in tutte le aree della città, valorizzare le reti degli operatori turistici e istituire la DMO (Destination Management Organization), istituire un patto con le altre grandi città della cultura italiane a partire da Roma e Firenze, per la promozione di un’offerta turistica integrata, valorizzare la rete turistica regionale».

di Redazione Informare

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°221 – SETTEMBRE 2021

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