Comunali Caserta. «Riportiamo le Istituzioni vicino ai cittadini»: intervista a Raffaele Giovine

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Raffaele Giovine illustra il suo programma partendo da un rapporto diretto Sindaco-cittadini

Raffaele Giovine, candidato del movimento civico “Caserta Decide”, è il più giovane tra gli aspiranti “sindaco”, ma non per questo meno conscio degli interventi da attuare nel suo territorio. Il movimento civico ha una forte vocazione popolare e il programma è frutto di webinair e passeggiate per la città di cui lo stesso Giovine era ovviamente protagonista. Quest’ultimo è forte anche dell’esperienza maturata come presidente del Comitato per Villa Giaquinto.

Da cosa è dettata la scelta di scendere in campo per Caserta?

«Il percorso di Caserta Decide nasce dal mondo dell’associazionismo, dell’impegno sociale e civile, dell’imprenditoria e delle professioni, ma soprattutto da tantissime persone che si danno da fare per la propria città: chi prendendosi cura di un parco, chi organizzando una rassegna di cinema all’aperto, chi battagliando per il reddito di cittadinanza e per la rigenerazione delle case popolari. L’attivismo da solo non era sufficiente per rendere Caserta una città accogliente, solidale, verde e quindi è stato il passaggio naturale candidarci alle elezioni amministrative».

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Quali sono le priorità sulle quali intervenire per valorizzare questo comune?
«Vanno valorizzate le persone e i luoghi vissuti dai cittadini: bisogna ripartire dalla cura delle piccole cose. È prioritario per noi approvare un Piano Urbanistico Comunale che blocchi le cementificazioni, il consumo di suolo e la costruzione di ulteriori centri commerciali. Bisogna stabilire immediatamente la destinazione d’uso dell’area Macrico: per noi è F2 per evitare ogni speculazione edilizia. Bisogna costruire un piano di contrasto ai cambiamenti climatici: implementare le aree verdi, piantumare 10mila alberi, promuovere l’efficientamento energetico degli edifici, ridisegnare la mobilità sostenibile a partire dalle esperienze virtuose come il piedibus. Bisogna mettere al centro le persone: migliorare l’edilizia popolare, implementare le politiche sociali di assistenza agli anziani, far partire i progetti di utilità collettiva, ridisegnare il sistema della tassazione prevedendo esenzioni e sgravi per le persone più fragili. Anche per quanto riguarda il turismo, non si può lasciare che l’unico attrattore sia la Reggia. Sono da valorizzare i percorsi alternativi e complementari alla Reggia. Infine, un capoluogo di provincia non può avere la biblioteca comunale chiusa da più di un anno lasciando una intera città senza spazio dove permettere uno scambio culturale».
Quali soluzioni per implementare investimenti sul territorio? Scongiurando scene indecorose come le tante attività chiuse nelle principali strade della città…

«Dobbiamo immaginare un piano strategico per incentivare l’imprenditoria, soprattutto quella giovanile ed innovativa. Costituiremo un ufficio bandi che supporti le imprese nell’ottenimento dei finanziamenti pubblici e privati. Avremo bisogno di coinvolgere tutti: gli ordini professionali, le organizzazioni di categoria, l’università. Inoltre, va aperto un dialogo con i proprietari degli immobili inutilizzati, che possono diventare un volano di sviluppo. Su questo il Comune farà la sua parte, affideremo gratuitamente a cooperative di giovani i beni confiscati alla camorra ed immaginiamo sgravi specifici sull’occupazione di suolo pubblico e sulle altre tasse comunali per chi investe».

Quali sono state le principali inefficienze dell’amministrazione Marino e come interverrebbe se fosse sindaco di Caserta?

«L’Amministrazione Marino è stata un’Amministrazione lontana dalla città e dai suoi bisogni. La città è una comunità di persone, di interessi e di necessità: per capirla, occorre un dialogo continuo con i cittadini. Il Sindaco attuale è percepito come assente e lontano e, quindi, incapace di gestire i problemi. Per questo motivo il mio obiettivo sarà creare delle consulte di quartiere, per avere sempre un contatto diretto con la città, anche attraverso i consiglieri».

Spazi verdi e valorizzazione delle eccellenze culturali presenti. Come intervenire per rilanciare le ricchezze di Caserta?

«Ci siamo battuti affinché venisse approvato il Regolamento per l’Amministrazione Condivisa dei beni comuni. Riteniamo che la partecipazione dei cittadini nella gestione delle aree verdi sia un elemento innovativo e dirompente: basti pensare a Villa Giaquinto e alle Ville di Via Arno e Parco degli Aranci, che rappresentano una maniera virtuosa di vivere lo spazio pubblico. Bisogna fare di più, non si possono lasciare soli i cittadini: costituiremo un Ufficio per i Beni Comuni per supportare le esperienze di gestione civica. Ai cittadini va affiancata la presenza delle istituzioni. Invece, rispetto alle eccellenze culturali, abbiamo un piano specifico di coinvolgimento: Caserta è densa di compagini artistiche creative che danno pregio alla città in tutto il mondo. Vanno coinvolte con un tavolo permanente che riscriva insieme le politiche culturali della città e supportate con provvedimenti specifici, ad esempio detassando di IMU e TARI gli spazi culturali, stilando un inventario degli immobili abbandonati da rivitalizzare con usi culturali e facilitando la comunicazione delle iniziative».

Caserta occupa da anni gli ultimi posti nella classifica basata sulla “vivibilità” dei comuni. Quali servizi vanno implementati e/o creati? Come finanziarli?
«Asili nido, trasporto pubblico locale e servizi ai cittadini danno immediatamente alle persone il senso di efficienza amministrativa e di vivibilità di una città. Per quanto riguarda i fondi necessari ricordiamo che sono in arrivo i fondi del PNRR, da utilizzare per implementare immediatamente questi servizi. Lavoreremo per internalizzare molti servizi, come quello della nettezza urbana o quello delle soste a pagamento, possibilità che comporterebbe un grande risparmio sulle casse comunali e un innalzamento del livello di qualità. Una politica virtuosa per la nostra città dovrebbe provvedere a finanziare, grazie alle entrate dei parcheggi, piste ciclabili e servizi di bike sharing in un’ottica di ciclo virtuoso su ogni servizio, non a garantire la continuità nella gestione degli appalti. La nostra amministrazione sarà in campo per realizzare la città pubblica, la città di tutti».

di Redazione Informare

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°221 – SETTEMBRE 2021

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