Comunali Caserta. «Non dobbiamo lasciare la strada maestra»: intervista a Carlo Marino

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Carlo Marino, sindaco uscente, punta sulla continuità della sua azione amministrativa

Carlo Marino, sindaco uscente della Città di Caserta e avvocato, conclude i suoi cinque anni alla guida del comune con la volontà di ripetere quest’esperienza, per dare continuità a quanto già fatto. A sostegno del candidato Marino: Partito democratico, ‘Moderati-Insieme’, Avanti-Psi, Noi Campani, Italia Viva (che però potrebbe presentarsi senza simbolo e sotto altro nome), Radici Casertane. Riuscirà il sindaco uscente a confermare il grande risultato derivante dal passato ballottaggio (vinto con il 62%)?

Dott. Marino, da cosa è dettata la scelta di scendere in campo per Caserta?

«Considero la mia candidatura, personalmente e politicamente, un dovere nei confronti dei casertani che cinque anni fa mi hanno concesso la loro fiducia. Abbiamo intrapreso, tra mille difficoltà, un percorso di rinnovamento che è stato apprezzato. Lo dimostra il fatto che il centrosinistra si presenta unito e più largo di quanto non fosse nel 2016, segnale che il buon lavoro fatto in Comune ci ha permesso di essere più attrattivi verso i casertani».

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Quali sono le priorità sulle quali intervenire per valorizzare questo comune?

«La vera priorità è quella di non lasciare la “strada maestra”. Siamo riusciti a fronteggiare le difficoltà di bilancio con una progettualità di eccellenza che ci ha permesso di intercettare ogni finanziamento strategico possibile. In questi mesi si sono moltiplicati i cantieri, sono partiti nuovi progetti, si è aperta, dopo decenni, una interlocuzione strategica con Università e Regione per integrare il Macrico verde nella città, aprendo uno scenario di sviluppo completamente nuovo grazie ai fondi stanziati nel PNRR. Abbiamo una occasione unica e fondamenta solide costruite in cinque anni di duro lavoro. È questo quello che dobbiamo far capire ai casertani».

Quali soluzioni per implementare investimenti sul territorio? Scongiurando scene indecorose come le tante attività chiuse nelle principali strade della città…

«Gli investimenti non arrivano con la bacchetta magica e dobbiamo distinguere tra l’investimento pubblico e quello privato. Al Comune compete il primo e abbiamo fatto la nostra parte con la progettualità di eccellenza di cui parlavamo. Faccio un esempio concreto: ho citato il Macrico. Se il progetto venisse finanziato avremmo un investimento di 170 milioni di euro nel centro della città. Una cifra che renderà concreta quella visione di Caserta che avevamo proposto ai cittadini cinque anni fa: allargare il centro e connetterlo a quella che oggi viene considerata periferia. Si rivitalizza il centro storico, si implementa la ‹città turistica› e, di conseguenza, ripartiranno anche gli investimenti privati. È una scommessa forte che sappiamo di poter vincere».

Quali sono stati i principali ostacoli che hanno intralciato il cammino dell’amministrazione?

«Le difficoltà di bilancio e la carenza di personale. Quella del dissesto è una criticità ormai “storica” del nostro Ente. Fortunatamente siamo stati in grado, con la professionalità del professore Pica e della dottoressa Martino che hanno lavorato con i tecnici del comune, di far quadrare i conti. Quello che dico è dimostrato dalla tenuta dell’amministrazione e dai bilanci approvati dalla maggioranza in questi anni. Quello della carenza di personale è un problema degli ultimi anni, ma strettamente legato al problema del dissesto che ci ha impedito, finora, di procedere con nuove assunzioni per rinforzare l’organico. In ultimo non ci ha certo favorito l’imprevedibile pandemia da Covid. Tutto, soprattutto i primi mesi di emergenza, è stato rallentato, comprese procedure burocratiche e il lavoro degli uffici comunali e questo ha certamente influito sui tempi dei lavori pubblici e della gestione ordinaria».

Spazi verdi e valorizzazione delle eccellenze culturali presenti. Come intervenire per rilanciare le ricchezze di Caserta?

«Questo Comune si è dotato di regole precise e chiare per la condivisione delle aree verdi e delle piazze cittadine con la comunità casertana e con gli agenti del terzo settore. Questo ci ha permesso non solo di rispondere all’esigenza della collettività di contribuire alla gestione dei “beni comuni“, ma anche di alleggerire gli sforzi di investimento nella manutenzione del verde che ha risentito delle difficoltà di bilancio. Poi c’è il grande tema della cultura, strettamente connesso a quello del turismo, che vive un periodo di forte ‘compressione’ a causa della pandemia da Coronavirus. Siamo di fronte ad un autunno che rappresenta ancora un’incognita e malgrado questo, siamo stati in grado di assicurare gli investimenti necessari per mantenere vivi i tradizionali eventi di Settembre al Borgo e di San Leucio. Abbiamo investito nella biblioteca comunale, per dare ai nostri giovani un luogo dignitoso dove poter studiare, finanziato il sistema museale cittadino e sostenuto tutte le iniziative culturali promosse da associazioni e comitati. Anche qui la strada è tracciata e occorre solo continuare a lavorare».

Caserta occupa da anni gli ultimi posti nella classifica basta sulla “vivibilità” dei comuni. Quali servizi vanno implementati e/o creati? Come finanziarli?

«Quello della vivibilità è un problema complesso. È un problema di ordine sociale, con famiglie e scuole che non riescono più a garantire, da sole, l’educazione dei giovani. È un problema di ordine economico, con gli investimenti pubblici che devono servire a “migliorare” la città. È un problema, infine, anche di sicurezza e di ordine pubblico che compete alle forze dell’ordine. L’amministrazione ha lavorato tanto su questo aspetto e cito uno degli ultimi provvedimenti varati dalla Giunta, un piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche nei punti strategici della città. Parto da questo argomento perché ritengo quello della disabilità e dell’accesso alla città, uno dei temi fondamentali. Ci siamo dotati di tutte le regole necessarie a mantenere l’ordine pubblico, dobbiamo solo rispettarle. Caserta dovrà investire nei prossimi anni nel decoro urbano e nella sicurezza. Le risorse ci sono, sono quelle del PNRR che ci mette a disposizione milioni di euro per realizzare la “Smart City”, una Caserta intelligente. Con quei fondi potremmo strutturare una rete capillare di videosorveglianza e garantire interventi in termini di mobilità, decoro e infrastrutture le risorse necessarie alla nostra città».

di Redazione Informare

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°221 – SETTEMBRE 2021

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