Comunali Caserta. «Mettiamo in moto gli uffici comunali!»: intervista a Gianpiero Zinzi

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Gianpiero Zinzi illustra i principali punti per cambiare Caserta

Gianpiero Zinzi, Avvocato e già consigliere regionale, è il candidato sindaco di Caserta per il centrodestra. Proviene già da diverse esperienze politiche ed istituzionali, come la presidenza della III Commissione speciale “Terra dei Fuochi, bonifiche, ecomafie” del Consiglio regionale della Campania. Con lui abbiamo fatto il punto sul programma elettorale partendo dalle urgenti necessità del comune casertano.

Da cosa è dettata la scelta di scendere in campo per Caserta?

«È stato un atto di amore nei confronti della mia Città, che mi ha dato tanto. A un anno esatto dalle ultime elezioni regionali se ho deciso di impegnarmi in una nuova campagna elettorale è solo perché vedere Caserta abbandonata a sé stessa mi fa male. Questa non è più la Città in cui sono nato e ho deciso di vivere. Vorrei che anche le future generazioni possano conoscerla come un posto vivibile, sano e ricco di valori».

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Quali sono le priorità sulle quali intervenire per valorizzare questo comune?

«Le priorità, per una Città che da tempo è senza un’adeguata guida politica e amministrativa, sono tantissime. È complicato elencarle tutte. Senz’altro partirei da una nuova riorganizzazione degli uffici comunali. Attualmente i servizi erogati sono rallentati anche a causa della decisione della Giunta Marino di pre-pensionare 100 dipendenti. Una decisione motivata da ragioni finanziarie, ma che, dopo il ricorso dei dipendenti e la sentenza del Tribunale, si è rivelata doppiamente dannosa per il Comune. Occorrerà riorganizzare gli uffici, affiancando a questa attività l’informatizzazione completa dei servizi erogati dall’Ente e, in particolare, di quelli dell’ufficio anagrafe. La prima vera sfida da sindaco poi sarà quella di rilanciare il brand Caserta a livello nazionale ed internazionale. Promuoveremo percorsi di eccellenza qualificati per le produzioni artigianali ed enogastronomiche per tutelare e promuovere l’imprenditorialità casertana».

Quali soluzioni per implementare investimenti sul territorio? Scongiurando scene indecorose come le tante attività chiuse nelle principali strade della città…

«Sicurezza e regole certe, valutando anche la possibilità di immaginare sostegno a chi vuole investire sul territorio, aiutando l’economia casertana. Il commercio e le attività produttive vanno incentivate e non penalizzate con regole assurde e stringenti. Per fare un esempio le diverse ordinanze anti – movida, l’ultima emanata dopo la tragica morte di Gennaro Leone, hanno il solo scopo di colpire chi su questo territorio ha investito. Il problema delle aggressioni e della violenza non si risolve vietando ai bar e ai locali di lavorare».

Quali sono state le principali inefficienze dell’amministrazione Marino e come interverrebbe se fosse sindaco di Caserta?

«Il degrado urbano è lampante ed è anche quello che si nota appena arrivati a Caserta. Un triste biglietto da visita: una città con buche, erba alta ed incolta non è una bella presentazione. All’attuale amministrazione è mancata l’idea stessa di città.
Il Puc, l’eterno incompiuto, ha permesso insediamenti commerciali senza controllo. Tutto è stato fatto alla rinfusa. E questo si nota. Senza dimenticare le famiglie: a loro purtroppo questa città offre poco o quasi nulla. Abbiamo vissuto anni di palpitazioni con le scuole – i lavori per alcuni edifici stanno cominciando solo ora – e con le aree verdi inesistenti. E questa è solo una parte delle cose su cui intervenire subito».

Spazi verdi e valorizzazione delle eccellenze culturali presenti. Come intervenire per rilanciare le ricchezze di Caserta?

«Gli spazi verdi devono essere curati, anche per non rischiare di essere poi costretti ad abbattere gli alberi – che restano una risorsa – come è già purtroppo accaduto. Anche piazza Carlo di Borbone andrebbe sfruttata più volte durante l’anno: è la seconda piazza d’Europa per dimensioni, con uno sfondo bellissimo come la Reggia. Perché non sfruttarla?»

Caserta occupa da anni gli ultimi posti nella classifica basata sulla “vivibilità” dei comuni. Quali servizi vanno implementati e/o creati? Come finanziarli?

«Qui dobbiamo tornare all’efficienza degli uffici, che oggi non è garantita per l’affanno in cui sono costretti i dipendenti. In particolare quelli dell’Anagrafe. Come dicevo la forza lavoro oggi è ridotta, ma dovremo intervenire per gestire meglio i settori più delicati. Oltre all’Anagrafe penso ai Servizi sociali, che sono il punto centrale per dare risposte concrete alle persone in difficoltà.
Per le risorse ci sono due strade: prima di tutto evitare gli sprechi. Faccio un esempio: il Comune continua a spendere oltre 230mila euro l’anno per il fitto del comando della polizia locale quando ci sono degli immobili di proprietà che potrebbero essere adattati.
A me sembra una follia per un Ente che rischia il terzo dissesto consecutivo.
E poi cercheremo sostegno nel “Salva Caserta”.
L’impegno che ho chiesto al centrodestra nazionale, prima di accettare la candidatura a sindaco, era legato proprio alla conoscenza dello stato comatoso delle finanze dell’Ente. Appena rimessi gli uffici in cammino, sarà più facile anche riuscire ad attrarre nuovi finanziamenti».

di Redazione Informare

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°221 – SETTEMBRE 2021

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