Comunali Caserta. «Internalizzeremo tutti i servizi»: intervista a Pio Del Gaudio

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Pio Del Gaudio interviene sui punti programmatici e le falle dell’amministrazione Marino

Pio Del Gaudio, Dott. Commercialista, Revisore dei Conti e Giornalista Pubblicista, è stato sindaco della Città di Caserta dal 2011 al 2015. Protagonista di una contorta vicenda giudiziaria, che è arrivata alla ribalta nazionale, è sostenuto dalle liste “Città Futura”, “CaserTiamo”, “Rinascimento Sgarbi Caserta”, “Caserta nel Verde”, “Caserta Tu”, “Pio Del Gaudio Sindaco”, “Autonomi e partite Iva”, “Partito repubblicano Italiano”.

Da cosa è dettata la scelta di scendere in campo per Caserta?

«Mi candido per dare voce alle migliaia di persone che in questi anni, nonostante tutto, mi hanno seguito sui social ed invogliato, anche in giro per la città, a continuare il percorso intrapreso durante il mio mandato elettorale. Chiaramente oggi sono una persona diversa, matura, e soprattutto consapevole».

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Quali sono le priorità sulle quali intervenire per valorizzare questo comune?

«Io ed i miei concittadini vogliamo, anzi pretendiamo, una città normale, e quindi sicura, vivibile, accogliente e solidale. Una città degna delle splendide bellezze che i nostri avi ci hanno regalato e che in passato non abbiamo sfruttato come dovuto. La normalità è il punto di partenza per progettare e, con le nostre competenze, lavorare al meglio sui fondi europei in arrivo dal Pnrr ecc. Punteremo chiaramente su turismo e cultura, con l’obiettivo naturale di attrarre turisti in città e valorizzare le piccole botteghe artigiane cittadine, il piccolo commercio ecc. Le frazioni e le colline tifatine, con la chiusura delle cave, dovranno essere il fiore all’occhiello da offrire ai turisti che decideranno di venire a visitare la Reggia ed il Belvedere. Offriremo occasioni di permanenza in città valorizzando i contenitori turistici esistenti, sviluppando un programma unico e coordinato di eventi. Lavoreremo in sintesi affinché Caserta sia percepita come “città bella” ed accogliente. Chiaramente non trascureremo le emergenze di sempre, in particolare quelle ambientali, e le occasioni di sviluppo anche per i nostri giovani quali Macrico, Policlinico e Università».

Quali soluzioni per implementare investimenti sul territorio? Scongiurando scene indecorose come le tante attività chiuse nelle principali strade della città.

«Gli investimenti si attirano solo presentando agli imprenditori, investitori, una città bella ed accogliente, per quanto detto, e con una macchina amministrativa trasparente e completamente riorganizzata. In tal senso utilizzeremo i percettori di reddito di inserimento, per quanto previsto dalla legge, ed il personale ausiliario delle forze con qualifiche idonee. Oggi la legge lo consente. In prospettiva ci attiveremo per predisporre le procedure per bandire nuovi concorsi».

Quali sono state le principali inefficienze dell’amministrazione Marino e come interverrebbe se fosse sindaco di Caserta?

«La città ha perso la propria dignità ed orgoglio. La casertanità non esiste più e la bella gente di Caserta è stufa e stanca, quasi disincantata. Le tante associazioni culturali del territorio tacciono quasi sconfitte. Il disastro finanziario è sotto gli occhi di tutti. Strade rotte, verde non curato, servizi alla persona inesistenti, assistenza sociale pari a zero. Caserta è la città del disagio e della disorganizzazione. Lontanissimi gli anni ‘70, nei quali era definita “la Brianza del Sud».

Spazi verdi e valorizzazione delle eccellenze culturali presenti. Come intervenire per rilanciare le ricchezze di Caserta?

«Presentando il piano urbanistico comunale inspiegabilmente fermo dal 2015. Era stato predisposto dalla mia amministrazione.
È stato bloccato da quella Marino al fine di non consegnare regole certe di sviluppo sostenibile ma, al contrario, consentire agli amministratori in carica di avere le mani libere e quindi discrezionalità operandi in tema di autorizzazioni ecc.
Il “mio puc” prevedeva e prevederà una citta verde con stop alle cave, senza l’assurdo biodigestore in progettazione, con un sistema di Ztl da rivedere, ma efficace, e quindi con una mobilità sostenibile e degna di una città che dovrà candidare ad essere la capitale italiana della cultura nei prossimi anni. Non una promessa, ma un obiettivo possibile».

Caserta occupa da anni gli ultimi posti nella classifica basta sulla “vivibilità” dei comuni. Quali servizi vanno implementati e/o creati? Come finanziarli?

«I servizi al cittadino soprattutto. Servizi sociali e di assistenza, le mense, i servizi anagrafici sono a “zero”. In tutta Italia oramai sono famose le file o le attese per avere una carta d’identità. Ci vogliono almeno 5 mesi se si prenota tale servizio sui portali dedicati del ministero. Un controsenso. Una macchina amministrativa efficiente e soprattutto nuove risorse. In tal senso, non chiederemo interventi miracolosi al governo nazionale, che mai metterà in campo. Ce la faremo da soli. Internalizzeremo tutti i servizi. Stop a concessionari esterni con incassi da capogiro e che in minima parte, su base purtroppo contrattuale, riversano quasi nulla al comune. Al contrario creeremo, in tutti i settori, società in house ed a maggioranza pubblica di almeno il 51%. In questo modo gli incassi saranno gestiti direttamente dall’ente che verificherà le attività delle stesse, dando certezze in termini di stabilità occupazionale anche ai lavoratori. Infatti gli stessi, ad oggi, sono “in eterno precariato”. Mi riferisco in particolare ai lavoratori assunti, per modo di dire, nelle concessionarie che gestiscono i tributi, la raccolta rifiuti ecc.».

di Redazione Informare

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°221 – SETTEMBRE 2021

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