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Il capogruppo della Lega in Campania Zinzi tuona contro De Luca

Gianpiero Zinzi, capogruppo Lega in Consiglio regionale della Campania e Presidente II commissione speciale Anticamorra, ha fatto visita alla nostra redazione per una lunga intervista. Al centro i temi ambientali, rifiuti e la visione della Lega sullo stato del litorale domitio, tra conseguenze dirette e cose da fare. Tra i temi toccati anche quello inerente Domenico Giancotti, fino a metà aprile rappresentante della Lega a Castel Volturno (dimessosi e sostituito da Salvatore Mastroianni N.d.R.) che era presente in diverse indagini anticamorra.

Il Sud porta ancora addosso i segni delle tante invettive antimeridionali della Lega Nord. Cosa ci fa in questo partito?
«La Lega Nord associata alla Lega è come associare il PCI al PD. Tempo fa, essendo ragazzo del Sud e meridionale convinto, di certo non avrei militato tra le file della Lega Nord. Il partito ideato da Salvini è, invece, un sindacato di territorio ed è proprio così che io interpreto l’attuale Lega. Io svolgo un lavoro di rappresentanza del territorio, battendomi per la sua salvaguardia e provando a vincere le “partite” cruciali della provincia di Caserta».
Qual è l’impegno della Lega per il contrasto ai roghi tossici?
«La “Terra dei fuochi” è un tema ambientale primario che è diventato il cavallo di battaglia della Lega al Sud. Bisogna lavorare per costruire una nuova sensibilità ambientale. È sempre passata l’idea che unicamente nel centrosinistra ci fosse una prospettiva ecologica, mentre il centrodestra era la coalizione dei “palazzinari” che non avevano amore per il nostro ambiente. Oggi la sensibilità ecologica è parte integrante del pensiero liberale, ciò lo si può vedere chiaramente nell’impegno di tanti amministratori di centrodestra. Ritengo che a livello nazionale ci sia una filiera importante che può dare un contributo importante al nostro territorio».
Qual è la sua idea sul ciclo dei rifiuti e quali sono i limiti della Campania?
«Siamo favorevoli al completamento del ciclo integrato dei rifiuti: è necessario che una regione si renda autonoma. De Luca ha approvato un piano rifiuti totalmente sconnesso nato per raggiungere l’obiettivo del 65% di differenziata, che doveva giustificare la mancata programmazione di realizzazione di impiantistica. Questi impianti finali di ultima generazione ci danno la possibilità di completare il ciclo integrale dei rifiuti, ma al momento la regione spende milioni di euro per portare i nostri rifiuti all’estero (vedi lo scandalo Tunisia). Grazie a queste inefficienze i cittadini campani pagano le tasse sui rifiuti più elevate d’Italia. La Campania ha chiaramente bisogno di un nuovo impianto, oltre quello di Acerra, e dato che i nostri territori hanno già abbondantemente dato sarebbe interessante l’ipotesi di una costruzione nel salernitano».
Sulla rimozione delle ecoballe qual è il punto?
«Nel 2016, a Taverna del Re, De Luca e Renzi promettevano di liberare la Campania dal 100% delle ecoballe entro 3 anni. Ad oggi è stata liberata del 16% delle ecoballe, interrogato da me sul tema l’Assessore regionale all’ambiente Fulvio Bonavitacola mi rispondeva dicendo che nel 2019 hanno completato il procedimento burocratico. Quindi, ci volevano 3 anni per l’iter burocratico non per liberare finalmente la nostra terra dalle ecoballe! Per cambiare questo territorio ci vuole una volontà che De Luca non ha».
Il litorale domitio nel frattempo resta abbandonato a sé stesso…
«Parliamo con convinzione della bellezza e delle potenzialità del litorale domitio. Ci sono stati grandi opportunità per questo territorio, ma purtroppo ci sono stati finanziamenti persi o non capitalizzati. Dobbiamo dire che questo è il frutto di una chiara volontà politica che si muove in chiave “Salernocentrica”, in cui il litorale domitio è identificato come un pezzo residuale nelle politiche della regione Campania. De Luca nel 2015 raccontava di voler trasformare questo litorale in una nuova riviera romagnola, con la differenza che noi abbiamo un mare bellissimo e giornate di sole molto più frequenti. Dopo 6 anni non abbiamo visto nessun risultato, erano promesse di campagna elettorale per un modello che, non solo era fallimentare, ma che non è neanche esistito!»
Il sindaco di Castel Volturno Luigi Petrella ha dichiarato che il rappresentante (non eletto N.d.r.) della Lega a Castel Volturno è tale Domenico Giancotti, presente in diverse indagini antimafia sul territorio. Dopo la nostra inchiesta su questo tema cosa risponde?
«Per me parla la mia storia e il mio impegno, i miei princìpi restano fedeli al valore della legalità e la scelta della Lega va in questa direzione. Dopo aver letto il vostro articolo ho aperto una riflessione con me stesso ed è il motivo per il quale rappresenterò ai vertici del mio partito il problema che avete segnalato».
N.d.R. Dopo l’intervista, precisamente il 16 aprile, Giancotti si è dimesso da rappresentante della Lega a causa di “motivi strettamente personali”.

di Redazione Informare

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TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°217

MAGGIO 2021

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