Commissione Pari Opportunità dell’Ordine dei Giornalisti della Campania

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Intervista in esclusiva a Titti Improta

Titti Improta è una giornalista professionista campana, volto di punta dell’emittente televisiva Canale 21, coautrice del recente libro “Interrompo dal San Paolo”, di cui ne è stata fatta la recensione sul sito web di Magazine Informare.
Chi la conosce come me, ha ben presente la sua coerenza e testardaggine.
“Il ruolo della donna nel mondo del calcio? Sta cambiando, ma resta purtroppo ancora marginale il ruolo della donna a livello dirigenziale”, dice. Titti Improta, inoltre, dal 2017 è stata eletta nel Direttivo dell’Ordine dei giornalisti della Campania, con la qualifica di segretario e presidente della Commissione pari opportunità. Molti ricordano come sia stata vittima di una battutaccia di Maurizio Sarri, allenatore del Napoli, nel corso della conferenza stampa post-partita nella pancia del Giuseppe Meazza di San Siro. Lei aveva rivolto una legittima domanda a Sarri: «Sono troppo dura se dico che dopo questa sera lo scudetto è compromesso?» Ma si sentì rispondere: «Sei una donna, sei carina e per questi due motivi non ti mando a fare in culo», scatenando anche una ingiustificata reazione di ilarità in sala stampa. Titti Improta non l’ha lasciata passare. E giù con i comunicati stampa dell’Ordine dei giornalisti che redarguivano Sarri. Da allora, Titti è capo di un gruppo di donne che cerca di combattere gli stereotipi di genere.

Ma cosa fa di concreto la Commissione?

«La Commissione Pari Opportunità dell’Ordine dei giornalisti della Campania è composta da 15 giornaliste presenti in tutto il territorio regionale ed in tutti i settori della comunicazione: giornali, radio, tv, agenzie, web, uffici stampa, free lance, in grado di dare il loro contributo per sviluppare una politica delle pari opportunità il più possibile inclusiva. La formazione professionale, obbligatoria per legge, aiuta a sviluppare relazioni sociali, incontri ed apprendimento. Attraverso i corsi di formazione nell’ambito delle pari opportunità, abbiamo posto l’attenzione su argomenti quali la violenza contro le donne, l’omofobia, la transfobia, i minori vittime della violenza, i disabili e le fasce deboli della società.
Un altro problema principale resta anche il Gender pay gap, cioè il divario retributivo tra uomini e donne, motivo per il quale l’Europa ha bacchettato l’Italia. La rivoluzione parte dal basso, dobbiamo aiutare le nuove generazioni a cambiare modo di pensare.
Abbiamo sviluppato il progetto “Parole in Ordine” per sensibilizzare i giovani al corretto utilizzo delle parole sui social network. Si tratta di 10 punti molto intuitivi che abbiamo portato e spiegato all’interno delle scuole. La Regione Campania ci ha chiesto, infatti, di spiegarlo anche agli studenti che hanno partecipato alla settimana del bullismo su tutto il territorio regionale».

Cambierà mai il ruolo della donna nel mondo calcio?

«Certo, il ruolo della donna nel mondo del calcio sta già cambiando. Giornalisticamente le donne sono più presenti e sempre più preparate. Sono molte le donne che si occupano di informazione e di comunicazione anche nel calcio. Mentre resta purtroppo ancora marginale il ruolo della donna a livello dirigenziale.
Sono ancora poche coloro che siedono ad esempio ad un tavolo di trattative. Così come resta il gap salariale, tema però valido in tutti i settori e non solo nello sport».

di Marilù Musto

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°209
SETTEMBRE 2020

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