Comitato Pari Opportunità: intervista a Daniela Faraone

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Daniela Farone è un avvocato napoletano, vice presidente del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Napoli. Con il termine “pari opportunità” si intende il principio giuridico sancito dalla costituzione italiana che mira a rimuovere ogni sorta di discriminazione dalla partecipazione degli individui alla vita politica, sociale e al mondo del lavoro. Il fine è quello di raggiungere una condizione di parità e uguaglianza, per garantire a tutte le persone il medesimo trattamento, in qualsiasi ambito.

L’abbiamo intervistata per comprendere le funzioni e i progetti di cui questo Comitato, così prestigioso, si occupa.

Avv. Farone, quali sono le funzioni che svolge il Comitato Pari opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Napoli?

«Il CPO svolge funzioni legate all’attività forense, volte quindi alla rimozione dei comportamenti discriminatori, nell’accesso e nell’esercizio della professione forense, discriminazioni di ogni tipo: di genere, di razza e anche di disabilità. Inoltre il Comitato ha anche funzione di promozione e diffusione di cultura della parità».

Quali sono le maggiori tematiche che affronta il CPO?

«Tra le tematiche di cui si occupa il comitato rientra il contrasto alla violenza di genere. Le iniziative che abbiamo attuato in questo ambito, sono molteplici. Innanzitutto, noi avvocati membri, ci siamo occupati della formazione nelle scuole, al fine di educare le nuove generazioni ai temi della parità. Inoltre, spesso, abbiamo realizzato dei convegni per la diffusione del codice rosso, allo scopo di esaminare i punti di forza e le criticità di esso. Sono state, poi, programmate una serie di attività nell’ambito convegnistico nelle quali ci sono state notevoli testimonianze. Testimonianze di vittime di violenza, che sono la prova di una rinascita e di un riscatto dalla sopraffazione. Queste hanno un grande valore poiché rappresentano un esempio per le donne che vogliono denunciare e danno loro una speranza per il futuro».

Il 3 dicembre è stata la giornata internazionale della disabilità, come avete trattato questo tema?

«Noi del Comitato, ci siamo occupati dell’argomento attraverso vari progetti. Uno di essi è stato la diminuzione delle barriere architettoniche all’interno del tribunale, abbiamo quindi realizzato una scala d’accesso al consiglio dell’ordine, attraverso una sorta di montacarichi azionabili a comando. Un altro progetto, poi, è stato lo sviluppo di un’applicazione su smartphone finalizzata all’individuazione delle aule di udienza per le persone con disabilità. Abbiamo, infine, formulato l’istanza per la possibilità di istituire una postazione, nella piazza coperta del tribunale di Napoli, piazza Cenni, per la trattazione di udienze che vedano il coinvolgimento di soggetti portatori di handicap».

In Italia sono moltissime le donne che perdono o lasciano la propria occupazione lavorativa non riuscendo a conciliare i tempi vita-lavoro; il CPO dell’Ordine Avv. Napoli ha progettualità in merito?

«Per far fronte a questa problematica, noi del Comitato, abbiamo concepito l’istituzione di uno sportello, all’interno degli uffici del consiglio dell’ordine. Qui si recano tutti gli avvocati e le avvocatesse che vogliono presentare le loro istanze, le loro osservazioni, richieste e problematiche. Per di più, abbiamo presentato un’istanza al comune di Napoli per quanto riguarda la realizzazione di posti auto rosa, ovvero di posti per la sosta e l’accesso delle autovetture delle donne in stato di gravidanza, in prossimità del tribunale, per garantire loro una facilità di accesso».

Quali sono i prossimi progetti previsti dal CPO dell’Ordine Avv. Napoli?

«In relazione alla conciliazione dei tempi vita-lavoro delle donne madri, abbiamo di recente lavorato alla realizzazione di una stanza di allattamento all’interno dei locali del consiglio dell’ordine del tribunale di Napoli. Abbiamo già avuto la delibera favorevole del progetto e dei fondi, quindi contiamo di inaugurare prestissimo l’iniziativa. Questo progetto simboleggerà un grande successo che segna un percorso per facilitare e supportare l’attività e il lavoro di tutte le donne avvocato. Rappresenterà, inoltre, un grande orgoglio, per il tribunale e la città di Napoli, che sarà tra le prime in Italia ad avere quella che, per le donne-madri, rappresenta una prima esigenza».

di Benedetta Calise

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