A Castel Volturno nasce il Comitato No Roghi

Uno scenario desolante, quello che si delineava nell’Agro-aversano qualche mese fa: roghi tossici, cumuli di rifiuti e siti di stoccaggio immobili. La gola brucia, dalle finestre entra fumo nero e le piscine di gomma gonfiate per i bambini del Villaggio Coppola sono piene di cenere.
C’è chi tenta di barricarsi in casa e di vomitare sul proprio account Facebook tutta la rabbia provocata da un’emergenza ambientale che sembra non avere soluzione. C’è chi, invece, decide di andare oltre, di canalizzare questa rabbia e di fare qualcosa di concreto per un territorio che giace nell’indifferenza da troppo tempo. Così, in una giornata di agosto, quando l’odore acre del fumo non poteva più essere ignorato, nasce il “Comitato No Roghi – Castel Volturno”, formato da un gruppo di cittadini castellani accomunati dalla voglia di riscatto del territorio e dal bisogno di difendere i propri cari da una malattia, di cui spesso non si pronuncia neanche il nome: il cancro.
«C’è stato un periodo storico in cui il villaggio stava rifiorendo, grazie ad associazioni che iniziarono a fare decoro urbano», ha dichiarato Salvatore Cretella, uno dei fondatori dell’iniziativa. «La comunità ha vissuto in maniera positiva questo input, come un segnale di speranza. Il problema è stata poi l’inversione di tendenza: vuoi per colpa della malapolitica, vuoi per la criminalità organizzata, da quest’estate abbiamo iniziato a percepire una vera e propria regressione. Questo senso di abbandono come cittadini, che abbiamo cominciato ad avvertire ancor di più con il fenomeno dei roghi, ha accomunato tutti noi, che abbiamo poi dato vita al Comitato No Roghi – Castel Volturno».


Una squadra, un gruppo di volontari che hanno deciso di metterci la faccia, di denunciare e di sensibilizzare tutti coloro che, indifferenti, ogni giorno uccidono la propria terra, anche solo non rispettando i giorni della raccolta differenziata.

«Il nostro scopo è quello di sensibilizzare le persone e risvegliare in loro un senso civico. Individuate le zone dove si creano cumuli di rifiuti, in un primo momento, presidiamo la zona attraverso la consegna di volantini e materiale informativo. Successivamente, dopo circa una settimana, ripuliamo quella stessa zona con le ruspe, recintiamo e lasciamo un vaso di fiori: mettiamo il bello dove prima c’era il brutto. Questo dovrebbe spingere i residenti di quell’area, che prima dalla finestra vedevano solo cumuli di rifiuti, a contribuire alla conservazione di quel tratto di strada».
Oggi, quindi, i cittadini hanno “un riferimento” a cui possono inviare le loro segnalazioni e queste, a loro volta, vengono poi inoltrate al comandante dei Vigili Urbani. Le Forze dell’Ordine, con la videosorveglianza di cui dispone il territorio, risalgono a colui che ha gettato quel sacchetto, facendo immediatamente scattare la denuncia. Una sinergia, quella creata dal Comitato No Roghi, che coinvolge cittadinanza, associazionismo e Forze dell’Ordine. «Qui – dice Salvatore indicando parte dell’assemblea del Comitato – ognuno di noi è genitore e ognuno sente il bisogno di difendere i propri figli. Ci siamo resi conto che, costringendoli a vivere in questo territorio e rimanendo indifferenti, non li stavamo proteggendo affatto. Siamo stati in silenzio per troppo tempo e il silenzio equivale ad essere complici».
Una forte componente genitoriale è quello che differenzia questo comitato dagli altri, che intende combattere per restituire alle generazioni successive il diritto di vivere in un paese “normale” e in una Castel Volturno migliore di quella di oggi. «Non posso vivere giorni nel terrore ogni qual volta mia figlia ha qualche linea di febbre. Quando qualcuno ci chiede “Ma chi ve lo fa fare?”, noi rispondiamo: “Lo facciamo per i nostri figli e per i vostri”».

 

di Carmelina D’aniello

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°200
DICEMBRE 2019

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